PROMOSSI E BOCCIATI DELLA SERIE C. LE TRE VINCITRICI E L'ETERNO TAVANO. SPROFONDO TERNANA. "RIMANDATO" IL PRESIDENTE GHIRELLI

Nato a Firenze nell'anno del Mundial spagnolo. Giornalista di TuttoMercatoWeb.com, direttore di TuttoC.com
06.05.2019 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
PROMOSSI E BOCCIATI DELLA SERIE C. LE TRE VINCITRICI E L'ETERNO TAVANO. SPROFONDO TERNANA. "RIMANDATO" IL PRESIDENTE GHIRELLI

Come tradizione vuole al termine della stagione regolare arriva il momento dei primi bilanci, delle prime pagelle, in attesa di quella imprevedibile roulette russa che si chiama playoff. Un rendiconto difficile da stilare per mille motivi: per la quantità di squadre, per la qualità dei giocatori, per la complessità del campionato, per la miriade di problematiche extracalcistiche che hanno influito e tanto altro. Per molti sarà una valutazione parziale e/o incompleta, ma il bello del calcio sta anche nella diversità che risiede nell’occhio di chi guarda. Esercizio difficile, dunque, ma che ci spetta. E al quale non ci sottraiamo.

PROMOSSI
Le tre prime della classe - Impossibile non iniziare da loro: Juve Stabia, Pordenone e Virtus Entella. In ordine alfabetico, ma anche in ordine cronologico per quanto riguarda la conquista matematica della promozione e, infine, in ordine di qualità messa in mostra.
Le Vespe con Fabio Caserta hanno costruito un piccolo miracolo, partendo lontano dai riflettori (c’è chi li ipotizzava al massimo in lotta per i playoff) e risalendo la corrente sorprendente tutte le favorite. A Pordenone, invece, quest’anno si è completata quella ricorsa che il presidente Mauro Lovisa aveva ipotizzato nel momento al suo arrivo in neroverde. Attilio Tesser è stata la giusta scelta d’esperienza, Candellone il jolly pescato alla grande sul mercato. Infine l’Entella. Della società ligure in questa stagione si è detto e scritto in quantità industriale: doveva essere riammessa in B, salvo poi essere costretta a giocare la Lega Pro con due mesi di gare da recuperare. Ecco allora la cavalcata ben oltre la follia degli uomini di Roberto Boscaglia. In campo ogni tre giorni. Per sei mesi. Fino al thriller finale. Col Piacenza, altra promossa d’obbligo, che inciampa all’ultimo ostacolo, suggellando la festa dei Diavoli Neri.

Francesco Tavano (Carrarese) - Laurearsi capocannoniere della Lega Pro con la campanella dei 40 anni già suonata è senza troppi giri di parole un capolavoro. La qualità delle giocate e la continuità delle stesse, messe in mostra dall’attaccante dei marmiferi sono un qualcosa che fa lustrare gli occhi. E sono anche la dimostrazione di come il calcio non abbia davvero età. Né verso l’alto né verso il basso.

La professionalità dei lavoratori della Lega Pro - La stagione, al di là del rettangolo verde, ha raccontato molto. Troppo. Le sentenze non sono mancate, i ricorsi men che meno. Nonostante tutto questo c’è chi ha continuato a credere che il lavoro, fatto al miglior livello possibile, fosse comunque la risposta giusta. Esempi? Ce ne sono tanti. Dal comparto tecnico della Lucchese, società in crisi nera dal punto di vista dirigenziale, ma mai doma quando si tratta di giocare. Oppure tutti quei tesserati di Matera e Pro Piacenza esenti da colpe per il fallimento delle due società che hanno deciso di onorare il proprio ruolo, la propria professione, anche denunciando le voragini economiche che stavano inghiottendo le rispettive realtà.

BOCCIATI
Le proprietà di Pro Piacenza, Matera e Lucchese - Se i dipendenti, prime vittime assieme ai tifosi, di queste società li abbiamo inseriti fra i promossi di questa stagione lo stesso non si può dire per coloro che tali situazioni le hanno create. I nomi di questi soggetti li abbiamo letti e scritti talmente tante volte che non vogliamo regalare loro un minuto in più di quello spazio che li assocerebbe nuovamente ad un mondo di tutt’altro livello come quello della Lega Pro. A mai più rivederci.

La Ternana - Avendo un po’ di tempo a disposizione si potrebbe andare a ripescare le previsioni della scorsa estate per quanto riguarda i tre gironi e ci accorgeremmo di come, per molti, la Ternana era destinata a dominare senza troppi problemi il Girone B. La classifica oggi invece vede le Fere clamorosamente fuori anche dalla zona playoff. Un destino che, però, potrebbe cambiare qualora il Monza vincesse la Coppa Italia, facendo rientrare proprio gli umbri nel novero di squadre protagoniste del post season.
La realtà comunque cambierebbe di poco. La stagione della Ternana è stata fallimentare. Lo dimostrano i tre allenatori avvicendatisi sulla panchina della prima squadra, così come i 29 punti di disavanzo nei confronti del Pordenone primo. Stefano Bandecchi in estate dovrà dare una svolta importante. Fabio Gallo è il primo passo, ma per una piazza come Terni serve molto, ma molto di più.

Il progetto delle seconde squadre - Sia chiaro: niente contro la Juventus U23 unica esponente di una riforma nata per mera improvvisazione di chi la scora estate si è trovato alla guida della FIGC. Al termine della stagione regolare è evidente però a tutti che il concetto delle seconde squadre in Lega Pro debba essere rivisto. E in maniera profonda. Continuare così avrebbe poco senso, anche se dovessero accodarsi ai bianconeri di Torino altri club di Serie A. Lavorare all’idea di riproporre il vecchio campionato “De Martino” non piace proprio a nessuno?

RIMANDATI
Tutte le squadre qualificate ai playoff - E’ un’ovvietà, questa, ma con un campionato completamente nuovo al via, per tutti quei club chiamati ad allungare la loro stagione è giusto sospendere il giudizio. Chiaramente non tutte le squadre arrivano al post season nella stessa condizione. C’è deve puntare forzatamente alla promozione (leggi Catania, Casertana, Catanzaro, Trapani, Vicenza, MonzaTriestina) per non rischiare di finire fra i bocciati al termine delle ostilità e chi, invece, vivrà questa appendice di campionato con leggerezza e voglia, magari, di trasformare un sogno in realtà.

Il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli - Chi legge con continuità queste pagine saprà bene come abbiamo sempre apprezzato l’operato dell’attuale numero uno della terza serie. Le difficoltà ereditate sono molte e tutt’altro che di facile soluzione: per questo servivano una serie di iniziative volte a dare un nuovo volto alla Lega. Qualcosa è stato fatto (abolizione delle liste, regole più stringenti per l’iscrizione ai campionati), ma molto altro rimane da fare. Così ci è sembrato giusto attendere nel dare una valutazione. Serve un quadro d’insieme per poter essere obiettivi. Sicuramente quanto fatto finora fa ben sperare, ma sarà la prossima stagione quella decisiva per capire se il buio è definitivamente alle spalle oppure se i problemi saranno ancora ben lontani dall’essere risolti.