Serie C: in arrivo una riforma a dir poco "restringente"

12.02.2024 00:00 di Marcel Vulpis Twitter:    vedi letture
Serie C: in arrivo una riforma a dir poco "restringente"
TMW/TuttoC.com
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Lo scorso 7 febbraio il collega Lorenzo Vendemiale, sulle pagine de "Il Fatto Quotidiano" (all'interno delle pagine "Secondo Tempo") ha anticipato cosa prevede concretamente la riforma di sistema attesa da decenni nel mondo del calcio italiano. Si avvicinano le elezioni (febbraio/marzo 2025) e riparte, come da copione, la "telenovela" della riforma dei campionati, che fa parte (è bene ricordarlo) del programma elettorale del n.1 della FIGC, Gabriele Gravina. Mancando poco più di un anno al tanto atteso appuntamento (elettorale) si torna, non a caso, a parlarne. Il bravo Vendemiale ha illustrato le diverse ipotesi, che, ai ben informati, erano già note. 

Come era prevedibile la serie calcistica potenzialmente più bistrattata sarà proprio la "C", da sempre porta di accesso al professionismo. L'idea è di scendere da 60 a 40 club (due anni fa si parlò anche di una "C d'Elite a 20", ma, a 13 mesi dalle elezioni, un'idea del genere farebbe scoppiare una rivoluzione interna alla terza divisione). Salterebbe un intero girone (oggi sono 3 da 20 ciascuno).

Quello che emerge è che, in caso di riforma, la serie più martoriata sarebbe proprio la "C" (almeno a leggere l'articolo del "Fatto"), con 20 Presidenti rispediti al mittente, dopo aver speso (o meglio "bruciato"), per anni, milioni di euro (provando a fare professionismo). Se a voi sembra normale...

Ma la cosa più incredibile è che non trovo una riga di approfondimento sul tema. Tutti zitti e muti, come ci trovassimo di fronte ad un qualcosa di cui vergognarsi (eventualmente) o peggio ancora di cui non preoccuparsi. Invece dovrebbe essere tema di dibattito interno, che, però, al momento, non vedo all'orizzonte (a tutti i livelli). Solo un dirigente toscano della Lega Pro ne ha parlato marginalmente. 

Sempre Vendemiale una speranza però la lascia ai 60 Presidenti della Serie C. Il collega del Fatto infatti insinua che l'assemblea straordinaria, programmata da Gravina per l'11 marzo, potrebbe alla fine saltare (non sarebbe la prima volta). Intanto ieri i 3 top club della Serie A (Juve, Inter e Milan) hanno incontrato Gravina separatamente per chiedere una Serie A a 18 (contro i 20 attuali). Movimenti in atto ci sono soprattutto nelle altre divisioni professionistiche. 

La "C" invece, in questi ultimi giorni, non sembra proprio essere toccata dal problema. C'era effettivamente un progetto molto più importante da seguire: l'abbinamento delle canzoni di Sanremo ai 60 club della Lega, organizzando un "FantaSanremo" parallelo a quello ufficiale. Non vorremmo, però, come ha già sottolineato Gravina, che a qualcuno, ad un certo punto, venga tolta proprio la musica (dalla sera alla mattina). Con un blitz il prossimo 11 marzo o in altra data da destinare. Perchè l'intenzione c'è da tempo, credetemi, sacrificando i poveri "ultimi" 20 Presidenti di C sull'altare della (presunta) sostenibilità. Tema serio, ma che non si risolve tagliando 20 o, nel futuro, 40 squadre di C. I fondamentali da toccare (soprattutto sotto il profilo economico), scusatemi, sono altri. E anche questi non si fanno dalle sera alla mattina o con la bacchetta magica nella giornata dell'assemblea straordinaria.