SIRACUSA-REGGINA: LA QUALITA' DEI CALABRESI BATTE LA GENEROSITA' DEI SICILIANI. DRAGO VINCENTE AL DEBUTTO

Classe 1975, ex attaccante col vizietto del giornalismo. In carriera ha vestito, a suon di gol, le maglie di Pisa, Ascoli, Reggina, Napoli e Lecco.
12.02.2019 00:00 di Gianluca Savoldi  articolo letto 1700 volte
SIRACUSA-REGGINA: LA QUALITA' DEI CALABRESI BATTE LA GENEROSITA' DEI SICILIANI. DRAGO VINCENTE AL DEBUTTO

Ero molto curioso di vedere l’approccio della “nuova” Reggina con Drago in panchina, allenatore che non ho mai visto lavorare dal vivo, ma del quale si dice un gran bene. L’ex tecnico di Crotone e Cesena, ha sposato senza esitare l’ambizioso progetto del patron Gallo, il quale evidentemente non ha condiviso la mentalità trasmessa alla sua squadra da Roberto Cevoli, arrivato a luglio dello scorso anno senza grandi obiettivi di classifica. Al di là dei risultati, sicuramente apprezzabili con una rosa inizialmente diversa da quella attuale, sono stati rimproverati al tecnico romagnolo un atteggiamento strategico più speculativo che teso al dominio della gara, cosa che va a cozzare con il carattere di un presidente intraprendente e sfrontato che da subito ha chiesto un approccio temerario per non dire spocchioso, anche a costo di correre qualche rischio. Dico sempre che ci vuole la guida giusta per ogni piazza, per ogni momento diverso e questo cambiamento societario radicale in tutto e per tutto, richiede un carattere che forse Cevoli non ha. Ne approfitto per augurare grande fortuna a Roberto che ho avuto il piacere di conoscere da compagno di squadra nel Crotone di Gasperini e che reputo un grandissimo professionista. 

La Reggina ieri sera ha vinto pur non disputando una grandissima partita, come ha detto lo stesso Drago a fine gara, spiegando che c’è ancora molto da lavorare per arrivare ad essere la squadra che lui vorrebbe. Del resto ci vuole tempo affinché  possa trasmettere i suoi principi di gioco, affinché i giocatori metabolizzino il suo lavoro e ne condividano i mezzi di comunicazione. Questo è il motivo per cui solitamente sono scettico sui cambi in corsa, ma il mandato del nuovo coach non scade a giugno e probabilmente il club intende investire per il futuro. Al di là dei sistemi di gioco che lasciano il tempo che trovano, a mio avviso c’è da lavorare per portare il pressing un po’ più “alto”, con la ricerca di una riconquista del possesso in zone più vicine alla porta avversaria, per sfruttare al meglio le giocate dei singoli, giocatori di tutto rispetto per la categoria e non solo (staserai mi è piaciuto Gasparetto più di tutti). Va detto che il Siracusa ha giocato una buonissima partita ed i fischi indirizzati alla squadra siciliana al fischio finale li ho trovati ingenerosi. Un plauso quindi sia a Drago che a Raciti, che hanno preparato bene la gara dal punto di vista strategico per una partita magari non spumeggiante ma vera.