TANTO TUONÒ CHE NON PIOVVE! LUCCA E CUNEO ANCORA COL FIATO SOSPESO FRA UOMINI CHE NON ABBANDONANO LA NAVE E PERSONAGGI DA BESTIARIO

22.03.2019 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
TANTO TUONÒ CHE NON PIOVVE! LUCCA E CUNEO ANCORA COL FIATO SOSPESO FRA UOMINI CHE NON ABBANDONANO LA NAVE E PERSONAGGI DA BESTIARIO

Tanto tuonò...che non piovve. Quella appena passata doveva essere l’ennesima “giornata del giudizio” con protagoniste questa volta Cuneo e Lucchese, ma si è conclusa (quando sono le 23 passate da un pezzo al momento in cui scrivo l’editoriale) senza notizie di rilievo, senza sapere se le due società hanno o meno trovato i soldi necessari per evitare l’esclusione dal campionato e di conseguenza se scenderanno o meno in campo nel week end. Dalla Lega Pro si attendeva un comunicato che non è arrivato, stesso dicasi dai due club che non hanno annunciato se la scadenza fosse stata rispettata facendo tirare un sospiro di sollievo ai propri tifosi che così restano ancora col fiato sospeso in attesa di capire se avranno ancora una squadra da sostenere in questo finale di stagione o dovranno attendere l’anno prossimo per scoprire chi rappresenterà la propria città e in quale serie.

Attesa anche da parte di tutte le altre squadre del Girone A poiché, dopo l’esclusione del Pro Piacenza, c’è il rischio che almeno un’altra squadra sparisca facendo sì che per questa stagione in uno dei tre gironi di Serie C non vi siano retrocessioni. Un unicum di cui avremmo fatto volentieri a meno perché segna un altro punto più basso della categoria e del calcio italiano ormai in caduta libera in attesa di quelle regole più stringenti che dovrebbero, a partite dalla stagione 2019/20, evitare il replicarsi di tante troppe situazioni tanto diverse quanto uguali. A Cuneo in questi giorni si è professato ottimismo visti i crediti vantati per l’utilizzo dei giovani (di cui non conosce la reale entità, ma che per i piemontesi basterebbero a pagare la multa da 350mila euro per il caso Finworld), mentre a Lucca la situazione appare molto più tesa con il solito, impresentabile, personaggio che volteggia su una società morente non si capisce bene per quali oscuri motivi visto che finora non è mai stato fortunato nei suoi tentativi di salvataggio in extremis. E la lista non è certo corta perché da nord a sud non sono poche le società che hanno avuto l’occasione di conoscerlo nelle sue varie forme (neanche fosse un <i>animale da bestiario</i>).

Vedremo se nelle prossime ore (o magari già mentre vi apprestate a leggere questo editoriale) saremo qui a scrivere l’ennesimo de profundis. Ricordando come anche in queste due situazioni scottanti ci sono stati degli uomini che hanno dato tutto quello che avevano, e probabilmente anche di più, per tenere a galla la squadra sul rettangolo verde, togliendosi soddisfazioni senza cadere nella tentazione di abbandonare la nave che affonda in cerca di lidi più tranquilli.