Tre anni di purgatorio, un girone dominato e una promozione con tre giornate d’anticipo. Floro Flores e Vigorito scrivono un’altra pagina di storia a Benevento
La Strega è di nuovo in cadetteria.
Ieri a Salerno, un rigore di Salvemini ha piegato la Salernitana e, contemporaneamente, il Catania è caduto in casa contro il Picerno. Risultato: 12 punti di distacco a tre turni dalla fine. Aritmetica spietata, festa immediata. Il Benevento torna in Serie B dopo tre stagioni di sofferenze e una retrocessione dolorosa. E lo fa da padrone assoluto del Girone C: 80 punti, 25 vittorie, 71 gol fatti, solo 5 sconfitte e 24 reti subite. Dominio netto, senza appelli.
Una stagione di fame, cuore e sudore.. Ma soprattutto una stagione di scelte coraggiose.
Perché il vero miracolo porta la firma di un uomo che, fino a novembre, non aveva mai allenato una prima squadra professionistica. Antonio Floro Flores, classe 1983, ex bomber di Napoli, Udinese, Genoa e Sassuolo, è stato catapultato sulla panchina l'11 novembre 2025. Terzo posto, due punti dal Catania, Gaetano Auteri esonerato. Una scommessa che sembrava azzardata: Primavera promosso in prima squadra, curriculum da Under 17 e Serie D. Invece ha cambiato tutto. Dal 4-3-3 al carattere, dalla serenità alla ferocia. E i numeri parlano chiaro: da quel giorno il Benevento è diventato una macchina.
Lo stesso Floro Flores, commosso ai microfoni di Raisport, non trova le parole: «È una emozione indescrivibile. È una emozione che non pensavo di provare, ho iniziato con tante paure, e oggi me ne esco con dei ragazzi eccezionali che mi stanno facendo vivere un momento fantastico. Io non ho mai vinto niente nella mia vita. È qualcosa di bello». Poi l’abbraccio con il presidente Oreste Vigorito (nella foto) e il ringraziamento più bello: «Grazie a questo signore che mi ha dato la possibilità e mi ha messo a disposizione il materiale per poter fare qualcosa di straordinario».
In conferenza stampa il tecnico ha aggiunto: «Vigorito è come un padre, mi chiama “uagliò” e questo fa capire quanto rispetto ci sia. Eravamo concentrati esclusivamente sulla promozione in Serie B, ci sarà tempo per sedersi a tavolino. Ho trasmesso i miei valori come uomo, ho ricevuto altrettanto e la loro stima mi ha accompagnato in questo percorso incredibile». Un ex attaccante che parla di “vocazione”, di spogliatoio da vivere, di problemi risolti senza mai perdere rispetto. Roba da allenatore vero, non da principiante.
E i giocatori? Mattia Maita, capitano e trascinatore, ha riassunto tutto: «Aspettavamo da tanto questo momento, ancora non riesco a credere a ciò che è successo. Vincere con tre giornate d’anticipo è un motivo d’orgoglio. Sono contento di avere fatto questa scelta per riprendere in mano la mia carriera e ce l’abbiamo fatta. Floro Flores ci ha dato una grande mano, è un traguardo incredibile».
Matteo Della Morte, esterno d’attacco, ha parlato di gruppo: «È un’emozione indescrivibile, penso sia strameritato. Qui c’è un gruppo di grandi uomini, di gente che si vuole bene. Abbiamo creato qualcosa di straordinario. Il pubblico è sempre stato a fianco a noi, sono stati la nostra forza».
Ma il vero artefice dietro le quinte resta Oreste Vigorito. Classe 1946, imprenditore dell’eolico (IVPC, oltre 1.000 MW installati, fatturato da 250 milioni), presidente dal 2006 quando prese il club in C2 insieme al fratello Ciro (a cui è dedicato ora lo stadio). Ha portato il Benevento in Serie A due volte, ha vissuto retrocessioni, dimissioni annunciate e poi ritirate, fino alla scelta coraggiosa del 2023: ripartire dalla C senza scorciatoie. Ieri, abbracciando Floro Flores, ha detto solo: «È la gioia di tutti, soprattutto di questo ragazzo. Io avevo la convinzione che sarebbe arrivata. E ci dovevamo arrivare».
Anche il sindaco Clemente Mastella, presente a Salerno, ha chiuso il cerchio: «Risultato strepitoso. La città cresce e si alimenta di uno straordinario successo sportivo. Grazie al presidente Oreste Vigorito. Oggi è il trionfo del tecnico Floro Flores, della rosa dei calciatori, dei tifosi, semplicemente meravigliosi. E soprattutto della Città intera».
Tre anni fa sembrava un incubo. Oggi è realtà. Il Benevento ha fatto quello che doveva: ha dominato, ha aspettato il momento giusto e ha chiuso i conti da grande. Senza alibi, senza rimpianti.
La Strega è tornata in Serie B. E stavolta, con questo gruppo, questo allenatore e questo presidente, la sensazione è che non sia solo un ritorno. È l’inizio di un nuovo capitolo.
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