Tritacarne Siena: sei allenatori e tre direttori sportivi in un anno e mezzo a guida armena. Alla ricerca di una stabilità mai trovata

29.12.2021 00:00 di Tommaso Maschio   vedi letture
Tritacarne Siena: sei allenatori e tre direttori sportivi in un anno e mezzo a guida armena. Alla ricerca di una stabilità mai trovata
TMW/TuttoC.com

Un vero e proprio tritacarne. A Siena finora la proprietà armena si è distinta più per i frenetici cambi di allenatori e dirigenti che per i risultati sul campo con la Serie C arrivata solo grazie a un ripescaggio per disgrazie altrui. Se nella passata stagione erano stati tre gli allenatori – Gilardino all’inizio e alla fine con Argilli e Pahars in mezzo – ad alternarsi alla guida dei toscani in questa stagione si sta cercando di fare di peggio e quando siamo appena al giro di boa del campionato, dove fra l’altro i bianconeri non stanno sfigurando e occupano una posizione di centro classifica, siamo ormai al quarto allenatore (e forse quando leggerete l’editoriale sarà già ufficiale).

Anche questa volta si è partiti con <b>Alberto Gilardino</b> al comando e anche questa volta dopo undici giornate è arrivato il cambio con <b>Massimiliano Maddaloni</b>, scelta molto azzardata seppur ben sponsorizzata dall’ex ct Lippi, che però è durato appena sei giornate prima di essere sostituito da <b>Paolo Negro</b> che potrebbe infrangere quasi ogni record di, breve, durata. Dopo essersi seduto appena una volta sulla panchina del Siena infatti l’ex difensore, complice il cambio dirigenziale, ha già un piede e mezzo fuori dal club con <b>Pasquale Padalino</b> in pole per sostituirlo (ma ci sarebbero altri 2-3 nomi pronti in caso di mancato accordo).

Anche a livello dirigenziale la situazione in questo anno e mezzo è stata piuttosto confusionaria con Andrea Grammatica che è durato solo un anno, quello di Serie D, venendo poi sostituito dopo il ripescaggio da <b>Giorgio Perinetti</b> che però è durato solo metà stagione con l’addio ufficializzato pochi giorni fa assieme a quelli del direttore generale Bellandi e del vicepresidente Belli. I primi due sostituiti da Marco Trabucchi, reduce da una lunga esperienza in Russia, e dall’esperto Giuseppe Cannella a cui sono state date le chiavi per la seconda parte della stagione.

Un gestione a dir poco schizzofrenica, dove è impossibile anche solo accennare alla parola progetto – troppo spesso sbandierata e poi disattesa – e che rischia nuovamente di far naufragare gli obiettivi della società. Sei allenatori in una stagione e mezza, tre direttori sportivi, sono un segno chiaro e inequivocabile delle difficoltà della società toscana nel trovare una stabilità tecnica, su quella economica non sembrano esserci problemi per fortuna. Vedremo se il nuovo anno porterà la stabilità tanto cercata e finora mai trovata, che potrebbe permettere alla squadra di spiccare il volo verso una salvezza tranquilla e poi verso lidi migliori.