Cavese, mister Dellisanti a TLP: "La salvezza dipende da noi"
Per l’allenatore di calcio la grande sfida è prendere in mano la squadra a tre sole giornate dalla fine e far sentire la propria mano in maniera decisa. È capitato a Franco Dellisanti, allenatore della Cavese, subentrato a Melotti la scorsa settimana: dopo la vittoria importante con la Juve Stabia si è riaperta la lotta per la salvezza, e ora la missione del tecnico tarantino è condurre la squadra ai playout, vincerli, e solo in seguito si vedrà il futuro. Domenica prossima ci sarà una partita ancora più difficile ad Andria, dove anche la squadra biancoazzurra allenata da Degli Schiavi ha bisogno di fare punti. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, Dellisanti fa il punto della situazione.
“Direi che adesso le nostre percentuali sono salite, perché tutto dipende da noi – incomincia Dellisanti – e con la vittoria di domenica scorsa siamo riusciti a tornare in corsa. So che Spatola si è complimentato pubblicamente anche con la Nocerina oltre che con la Cavese, ma non avevo nessun dubbio su questo: conosco la personalità di chi allena la Nocerina, conosco i giocatori che vi giocano, e anche i loro dirigenti, quindi sapevo che avrebbero fatto il loro dovere. Di questo li ringraziamo, e siamo tutti contenti”.
In venticinque anni di carriera ha sempre trovato squadra presto, e a Cava è arrivato dopo la trentunesima giornata. Qual è il segreto per far assimilare in così poco tempo gli insegnamenti?
“E’ necessario cercare di fare capire innanzitutto i particolari. I calciatori non sono persone che non ragionano, ma sono persone intelligenti: se proponi loro delle esercitazioni utili a fargli capire quello che vuoi, il tutto viene facilitato. Ritengo che occorra molta predisposizione affinché i calciatori recepiscano molto presto questi concetti”
Le era mai capitato in passato di prendere in mano una squadra dopo la trentunesima giornata?
“No, personalmente non mi era mai capitato, ma questo ha poca importanza. Quello che conta è crederci: io ci ho creduto prima della vittoria con la Juve Stabia perché c’erano i presupposti, e facendo dei calcoli ho accettato molto volentieri la sfida che mi ha proposto Spatola”.
Un aggettivo per Spatola?
“E’ una persona che merita tanto, perché è passionale, è un uomo che sta facendo tanto per la Cavese, e quindi merita assoluto rispetto”.
Proprio Spatola ha chiesto il coinvolgimento del consulente Nicola D’Ottavio in questo finale di campionato e anche per creare un futuro. Comunque vadano le cose ci sarà posto anche per Dellisanti in questo progetto?
“Io me lo auguro: D’Ottavio è una persona competente. Per ora quello che ci interessa è cercare di salvare la Cavese, più di ogni altra cosa. Poi vediamo quello che può succedere. Niente è escluso”.
La Cavese lei l’ha affrontata più volte, ma questa squadra discende (in alcuni elementi) da quella che fu allenata da Campilongo e che fece tantissimi punti in tre anni. Si sarebbe mai immaginato di poter allenare un giorno questi giocatori?
“Lo speravo. Ambire alla panchina della Cavese è sempre un piacere, quindi per me è stato gratificante essere venuto a Cava: qui ho sempre trovato un ambiente che ha sempre fatto sentire il proprio sostegno alla squadra”.
Domenica ci sarà una sfida salvezza ad Andria. Conteranno due cose: l’ambiente che sarà caldissimo, e i risultati di Foligno-Benevento e Viareggio-Pisa.
“Quello che succede sugli altri campi è importante, ma quello che conta è cercare di fare noi la partita, in modo tale di non essere dipendenti dai risultati degli altri campi. A noi basterebbe fare risultato ad Andria per giocarci la partita decisiva col Foligno in casa, quindi dobbiamo pensare a quello che succede sugli altri campi, ma è più importante lavorare in settimana per giocarcela nella maniera più consona”.
Ultima cosa: ad Andria ha allenato nel 2007-2008, ma lei non terminò quel campionato. Ha un sassolino da togliersi?
“No, perché il sassolino me lo sono già tolto: senza di me, e lo dico senza presunzione, la squadra retrocedette sul campo dalla C2. Sicuramente - conclude Dellisanti - con me l’Andria non sarebbe retrocessa”.
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