Cosenza, Stringara a TLP: "Un domani tornerei a Cava"
A pochi giorni dall’inizio della preparazione sembrava dovesse essere ancora lui il nocchiero della Cavese per questo campionato, invece gli sportivi metelliani se lo ritrovano da avversario domani al “Simonetta Lamberti”. È Paolo Stringara, allenatore di un Cosenza grandi firme che ha come unico obiettivo il vertice, per ritornare in quella Serie B che gli manca da sette anni. Nell'accettare i silani, il mister di Orbetello salutò Cava tramite una lettera, dopo la quale qualcosa è cambiato all’interno della Cavese, perché sono arrivati Maglione come dg e Spatola come presidente onorario. Incalzato da TuttoLegaPro.com il tecnico racconta il suo punto di vista.
“A dire la verità, con Maglione stavo già lavorando – ricostruisce Stringara – Il fatto è che a Cava mancava un po’ di chiarezza, e per mettere la faccia in qualcosa che dovevo sentire anche mio volevo un po’ di chiarezza. C’era entusiasmo, ma questo entusiasmo probabilmente mi aveva fatto perdere di vista la realtà: la telefonata del Cosenza mi ha fatto tornare con i piedi per terra e mi ha fatto vedere le cose come dovevano essere, in quel momento. Adesso a Cava magari la situazione non è proprio come quando ho accettato il Cosenza. Con il senno del poi si potrebbero fare altri discorsi, ma in quel momento mi era sembrato giusto comportarmi così”.
È vero che, nel tentare di convincerla a restare, la Cavese le aveva proposto di seguire il calciomercato come un manager inglese?
“Sì, quando abbiamo parlato la prima volta se ne è discusso. Poi un giorno sono arrivato e c’era il direttore Maglione lì, ma non era assolutamente un problema. Sono contento di rivedere Maglione a Cava e salutarlo. Nessuno pensi che abbia qualcosa contro di lui. Comunque, mi sarebbe piaciuto ricoprire un incarico di questo tipo, perché sarebbe stato interessante vedere il calcio all’inglese, però nessun problema: quando ho trovato Maglione avevo a che fare con un dirigente molto esperto e preparato”.
Circa un punto e mezzo a partita nella sua gestione della Cavese, possiamo dire che Cava ha rilanciato la sua carriera?
“Sicuramente è così, al di là del fatto che anche a Taranto penso di aver fatto molto bene nella stagione precedente. Cava è stata una tappa importante, tanto è vero che quest’anno ho ricevuto numerose offerte. Di questo ringrazio sempre la Cavese perché mi ha dato la possibilità di fare bene”.
A Cava i problemi non mancavano, a livello di classifica e finanziario: ritiene che l’esperienza nella Valle metelliana sia stata quella che l’ha forgiata maggiormente sotto l’aspetto caratteriale?
“Tutte le esperienze servono a qualcosa. Quella di Cava è stata una delle più importanti sotto certi punti di vista, ma tutte le esperienze ti aiutano: la risultante di queste esperienze sei tu. Mi porterò sempre dentro questo periodo, poi nella vita non si sa mai: chissà se un domani potrò tornare a Cava a fare l’allenatore”.
Intanto torna già da avversario. Emozionato?
“Sicuramente Cava mi ha dato tanto, penso di avere dato qualcosa anche io. Mi è dispiaciuto molto per come è finita l’esperienza, però rifarei la stessa scelta perché mi è sembrata quella più giusta da fare. Mi aspetto anche qualche fischio, ma spero di vedere anche qualche applauso”.
In campionato si contano solo otto sconfitte interne della Cavese negli ultimi tre anni. Un pareggio riuscireste ad accettarlo?
“Non so: penso che la Cavese vorrà battere il Cosenza e viceversa. Le partite vanno giocate: non ho mai vinto una partita senza giocare, ma non ho nemmeno mai perso senza giocare. Sarà il campo a decidere”.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
