Fabio Lorenzini a TLP: "L'Entella come il Novara: ambizione, progetti e persone serie"

Fabio Lorenzini a TLP: "L'Entella come il Novara: ambizione, progetti e persone serie"
Entella Chiavari
venerdì 22 ottobre 2010, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Corrado Della Bruna

Grossetano, nello specifico nativo di Orbetello, con lo spirito e l'accento tipici del luogo Fabio Lorenzini si è prestato a rispondere alle domande poste in esclusiva dal nostro portale d'informazione TuttoLegaPro.com. Un giocatore che ogni squadra vorrebbe avere, il centrocampista toscano: duttile, mai sopra le righe, umile. Ma anche e, soprattutto, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un uomo di sani e saldi principi. Dopo l'inizio della propria carriera in serie D (con l'Aglianese) muove i primi passi tra i professionisti nel Pontedera, confermandosi poi anche con Sanremese, Montevarchi e Pro Vercelli (due stagioni). Quindi la lunga parentesi di sei stagioni passate con la maglia del Novara: indimenticabili per lui e per i tifosi piemontesi. Ancora una stagione a Vercelli, questa volta sulla sponda Pro Belvedere, e, ora, la nuova avventura ligure (a dieci anni dalla sua prima) tra le fila della Virtus Entella.

Fabio, dopo un avvio non proprio incoraggiante, la Virtus Entella sembra stia trovando la giusta quadratura. “Sapevamo che all'inizio avremmo fatto fatica. Siamo stati ripescati dalla serie D e l'organico non era attrezzatissimo per il salto di categoria. Ora ci siamo messi un po' a posto: due pareggi consecutivi e, soprattutto quello ottenuto a Sacile, frutto di una gara ben giocata in cui si sono visti notevoli miglioramenti”.

Subite poco ma segnate anche poco. “Vero, non stiamo prendendo molti gol, nelle due ultime gare proprio nessuno e, questo, è sicuramente positivo. Per contro davanti stiamo un po' patendo, diciamo che è la classica situazione della coperta corta. Ma non vorrei gettare la croce addosso agli attaccanti, anzi: loro si sacrificano molto anche in fase di copertura, dando una mano al centrocampo e, spesso, anche alla difesa. Magari, proprio per questo dispendio di energie, risultano meno lucidi sotto porta. Ma tu sai bene che se la squadra non segna non è solo “colpa” degli attaccanti”.

Tu che hai grande esperienza di categoria, cosa credi che manchi alla squadra? “Non è una questione di uomini. Al momento ci manca solo la serenità che viene dai risultati. Le prime due-tre partite andate storte ci hanno tolto le certezze che avevamo costruito su un buon precampionato. Ci manca solo il risultato”.

L'arrivo di Ciarcià può dare nuova linfa in questo senso. “Sicuramente è un grande acquisto per la categoria. Questo è lo specchio di una società molto ambiziosa, che non si accontenta. Vedi, mi sembra di essere tornato ai tempi del Novara quando è partita la presidenza De Salvo: si sentono gli stessi discorsi e si vedono persone che hanno ben chiaro l'obiettivo. Il presidente Antonio Gozzi è una persona squisita ed ambiziosissima, così come il diesse Superbi e l'allenatore Bacci sono bravi e vogliosi di risultati. Qui si sente parlare di centro sportivo dove allenarsi, di progetti di espansione e gli sguardi di chi pensa “ma cosa dice?” sono gli stessi che vidi a Novara prima del decollo di società e squadra”.

Domenica arriva il Montichiari, un'occasione per confermare i progressi e, magari, per bissare il vostro unico successo con la Canavese. “Il Montichiari è una squadra che gioca bene al calcio, ha avuto un buonissimo impatto sul campionato. Non sarà facile, ma noi faremo di tutto per tornare alla vittoria”.

Io so per certo che non sei stato dimenticato a Novara. “Sono cose che danno soddisfazione: il calciatore finisce prima o poi, ma lasciare un buon ricordo di se è importante. Inutile dirti che sono stati sei anni bellissimi, sia sul piano professionale che su quello personale. Il mio unico rammarico è aver fatto parte del progetto appena prima che lo stesso portasse i frutti sperati”.

Cosa ti presenta il futuro, dopo aver aiutato a condurre l'Entella in serie B? “Speriamo (ride, ndr). Mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio, scovare nuovi talenti e dare loro la possibilità di emergere: una sorta di direttore sportivo con l'indole da talent scout”.

Ti ringrazio per l'intervista. “Ed io ringrazio te e TuttoLegaPro.com. Per me non siete stata una scoperta recente, vi seguo praticamente dalla nascita e il mio interesse è cresciuto di pari passo con la vostra crescita. E' difficile trovare così tante notizie, rapide e dettagliate, sul mondo della Lega Pro”.