Fano, Trimarco a TLP: "Un sogno entrare nel professionismo: ora voglio solo crescere"
Compiere il salto di categoria è l'obiettivo annuale di ogni calciatore. Gianluca Trimarco è invece passato dall'Eccellenza alla Seconda Divisione in un colpo solo ed ora che è finalmente approdato in un campionato professionistico non ha nessuna voglia di abbandonarlo. Anche perchè il Fano ha quasi raggiunto la salvezza e le 4 reti in 25 presenze fin qui collezionate dimostrano l'apporto che Gianluca ha conferito alla squadra. TuttoLegaPro.com ha deciso di intervistarlo in esclusiva per conoscere meglio le sue impressioni e i suoi giudizi circa la stagione ormai prossima alla conclusione.
Anche se prima di festeggiare la matematica salvezza, occorre andarci cauti...
"Assolutamente sì, anche perchè già contro la Giacomense abbiamo fallito una ghiotta opportunità per chiudere definitivamente i giochi, quindi occorre unicamente concentrarsi sul match di domenica prossima per evitare una doccia gelata".
Come vivete la vigilia di un match così importante?
"Sinceramente siamo amareggiati ed anche piuttosto arrabbiati perchè il risultato negativo di domenica scorsa ha contribuito a lasciare incerta la situazione. E poi non vediamo l'ora di salvarci dopo una stagione complicata, iniziata male e finita peggio".
Non vi aspettavate, dunque, un finale del genere...
"Assolutamente no perchè non pensavamo affatto di essere una squadra di questo livello. Per tutto il campionato abbiamo faticato parecchio a raccogliere punti e i motivi possono essere molteplici, da quelli fisici a quelli mentali".
In effetti, la prima vittoria è arrivata dopo nove giornate. A parte ciò, che giudizio daresti al cammino della squadra?
"La promuoverei con un sei ma solo perchè siamo riusciti a superare tante difficoltà e altrettante insidie. Siamo un gruppo giovane, solo un paio di noi superano i trent'anni e pensavamo di sfruttare questa nostra peculiarità per incrementare, partita dopo partita, l'entusiasmo che una vittoria poteva suscitare. Invece è andato tutto male".
A livello personale, invece, come valuteresti la tua prima stagione in un campionato professionistico?
"Non lo so. Penso di essere cresciuto molto sia a livello fisico sia a livello tecnico sebbene inizialmente abbia sentito molto il doppio salto di categoria. Non è un vanto: lo definirei, invece, un sogno il fatto di aver avuto l'opportunità di confrontarmi con dei professionisti. A ventiquattro anni ci speravo molto e penso di essermi giocato sufficientemente le mie carte. Certo, poteva andarmi meglio".
Come d'altronde, il cammino della squadra che ad autunno inoltrato ha dovuto affrontare le dimissioni del Presidente Caverni..
"E' stato un momento difficile. Con questa mossa, il Presidente ha voluto dare una scossa all'ambiente perchè vedeva attorno a noi grande diffidenza cercando dunque di sollevare sia l'interesse della gente sia incrementare il livello delle nostre prestazioni; dal canto nostro, non gli abbiamo mai dato nessun tipo di problema".
Una pagina negativa della stagione è stata anche l'esonero di Zauli. Cosa è cambiato con Gaudenzi e quali differenze hai percepito dopo questa sostituzione?
"Bè, Gaudenzi è arrivato a cinque giornate dal termine, quindi poteva fare ben poco. Con Zauli abbiamo fatto bene: penso che abbia pagato la nostra inesperienza in quanto molti di noi affrontavano per la prima volta questa categoria ma è stato un buon mister che ha sempre cercato di trasmetterci tanta grinta e voglia di fare, forte del suo passato avendo anche calcato palcoscenici importanti; Gaudenzi, invece, è una persona più tranquilla".
Cosa vorresti salvare di questa stagione e cosa, invece, vorresti dimenticare?
"Salverei sicuramente il fatto di aver avuto l'opportunità di entrare nel mondo del professionismo trovando anche una certa continuità di gioco; per quanto riguarda le cose da dimenticare direi nulla anche se certamente potevamo fare meglio di quanto abbiamo fatto e di quanto la classifica racconta".
E adesso?
"Ora il mio obiettivo è rimanere nel professionismo. Ci sto già riuscendo con questa squadra e mi piacerebbe l'anno prossimo proseguire questa avventura. Credo di aver giocato un campionato discreto sebbene valuti le 4 reti in 25 presenze un bottino magro. Sono conscio del fatto che ci si aspettava qualcosa in più dal mio rendimento anche se, nonostante tutto, mi ritengo soddisfatto di quanto abbia prodotto pur giocando in un ruolo non mio e di quanto mi sia sbattuto per meritarmi il posto e, più in generale, la conferma".
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