Latina, il neo tecnico Pecchia a TLP: "Sono orgoglioso di allenare nella mia provincia"
Per scrivere del passato da calciatore di Fabio Pecchia non basterebbero le ore di una giornata intera, tanto è vasto il suo curriculum. Una vita, diciassette stagioni, passate a giostrare il pallone a centrocampo spostandosi sulla linea dei trequartisti e della mediana con la stessa eleganza con la quale s'è calato prima nel ruolo di allenatore in seconda a Foggia e poi di guida tecnica con il Gubbio nella passata stagione. In panchina, tuttavia, le fortune dell'avvocato, questo il soprannome di Pecchia per la laurea in Giurisprudenza ottenuta quando era ancora un calciatore, non sono state le medesime della sua carriera da calciatore che l'ha visto vestire le maglie di Napoli, Juventus, Bologna, Siena e Foggia. Negativa la sua prima esperienza da allenatore in Serie B con il Gubbio, ma Pecchia ha ora la possibilità di rifarsi alla guida del Latina in Prima Divisione. L'aria di casa, l'ex centrocampista è infatti originario di Formia, potrebbe essere uno stimolo in più per il trainer dei leoni e TuttoLegaPro.com lo ha contattato in esclusiva per parlare delle sue sensazioni alla vigilia di questa nuova avventura in panchina:
Buonasera Mister Pecchia, come mai la scelta di ripartire proprio con il Latina?
"Per me è stato un po' come riavvicinarsi a casa, io sono originario di Formia. Inoltre mi ha convinto la bontà del progetto della società, credo di poter dare il mio contributo. L'obiettivo principale è quello di riportare la gente allo stadio attraverso il gioco".
Lei è un tecnico giovane, ma dopo l'esperienza negativa con il Gubbio sente di essere già ad un banco di prova importante?
"No, assolutamente non mi sento sotto osservazione. So di essere giovane e di dover crescere e per questo spero di far bene e così rilanciarmi dopo l'esperienza dell'anno scorso".
Cosa è andato storto a Gubbio?
"Abbiamo vissuto una situazione convulsa, è stato un'esperienza poco felice forse anche perchè mi sono trovato per la prima volta in B da allenatore".
Lei la Prima Divisione, infatti, già l'ha vissuta a Foggia però in qualità di allenatore in seconda..
"Si, avevo terminato di giocare proprio con la maglia del Foggia e ho avuto l'occasione di ripartire dalla panchina, dopo la partita con l'Andria però s'è rotto qualcosa e ho abbandonato la società rossonera".
Adesso il Latina e la prima panchina in Lega Pro da solo...
"Si, come ho detto spero di poter fare bene. C'è una grandissima differenza tra la Serie B e la Lega Pro, la cadetteria è un campionato lunghissimo e logorante, addirittura più difficile della Serie A. Spero di riuscire a dimostrare il mio valore con la società laziale".
Qual è la situazione del mercato?
"Siamo ancora fermi per il momento, ma nei prossimi giorni ci muoveremo per valutare alcune situazioni. Il nostro obiettivo stagionale è la salvezza, vogliamo raggiungerla senza patemi d'animo e senza passare per i play-out".
Da quale modulo ripartirà?
"Il modulo di base sarà il 4-2-3-1, ma dovremo essere bravi a saper interpretare anche altre situazioni tattiche"
La sua storia da centrocampista potrebbe portarla a privilegiare quel settore negli allenamenti?
"Non credo, dovrò allenare tutta la squadra e non penso mi fisserò su un ruolo soltanto".
Da calciatore lei ha fatto tantissimi gol, ce n'è uno a cui è legato particolarmente?
"Sicuramente la mia rete più bella è stata quella realizzata contro il Vicenza in Coppa Italia con la maglia del Napoli".
L'ultima domanda è sullo staff che lo seguirà al Latina, ci può dare qualche nome?
"Certo, volentieri: Emanuele Troise sarà il mio allenatore in seconda, poi ci saranno Valerio Visconti come preparatore dei portieri, Marco Ferrone in qualità di preparatore atletico ed Andrea Grossi che fungerà da collaboratore durante gli allenamenti".
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