Paganese, Luca Fusco a TLP: "Ci abbiamo sempre creduto"

La promozione degli azzurrostellati era pronosticata, anche se è avvenuta solo ai play-off. "Quei problemi societari di gennaio ci sono costati molto in termini di classifica. L'importante è che ce l'abbiamo fatta"
12.06.2012 23:00 di Orlando Savarese  articolo letto 2300 volte
© foto di Cafaro Agency/TuttoLegaPro.com
Paganese, Luca Fusco a TLP: "Ci abbiamo sempre creduto"

Il ritorno in Prima Divisione della Paganese è stato riconosciuto come il capolavoro di mister Grassadonia, ma anche i calciatori, capitanati dall’esperto Luca Fusco, sono stati magistrali nel concedere poco al Chieti che era favorito. Il rammarico per gli azzurrostellati è stato semmai l’aver dovuto prolungare la stagione di un mese, dato che fino a gennaio la promozione diretta sembrava alla portata. Ora il difficile sta nel rimanerci, in Prima Divisione, perché non bisogna mai perdere di vista una cosa: che la Paganese ha subìto due retrocessioni consecutive dalla terza serie nel 2010 e nel 2011. Fusco non è più giovanissimo ma, come ha detto in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com, avrebbe piacere di continuare e spera soprattutto che sia confermato il blocco vincente.

“Diciamo che la Paganese era stata costruita per centrare subito l’obiettivo, poi ci sono stati alcuni problemi societari si è rivoluzionato qualcosa – ricorda Fusco – Questo ci è costato molto dal punto di vista della classifica, poi ci siamo ricompattati e siamo riusciti comunque a ottenere la promozione, anche se non dalla porta principale. È comunque una promozione importante e insperata. Il nostro punto di forza è stato soprattutto la concentrazione: abbiamo affrontato squadre che avevano concluso il campionato con più punti di noi, quindi bisognava sbagliare quasi nulla. Questa promozione è meritata, sia per quanto riguarda l’organico sia per quanto riguarda i play-off”.

Alcuni calciatori avevano lasciato in gennaio, l’allenatore Grassadonia si era dimesso salvo poi tornare un mese e mezzo fa, invece lei è uno dei calciatori di esperienza che sono rimasti fino alla fine. Vuol dire che ci credeva nelle potenzialità della squadra.
“Tutti ci abbiamo creduto. I problemi c’erano stati perché la società aveva dovuto fare delle scelte diverse. C’era stato quasi un cambio di programma rispetto a quello che era stato costruito all’inizio, per questo Grassadonia si era dimesso. Poi il mister è tornato, ci siamo ricompattati e credo che quella sia stata la svolta per quanto riguarda la promozione”.

È stato il trionfo di un gruppo che era affiatato già da tempo?
“Ci conoscevamo tutti avendo avuto esperienze insieme, è stato un gruppo che il mister aveva costruito. Abbiamo portato il campionato a nostro favore anche con un po’ di fortuna e cinismo”.

Torniamo per un attimo alla partita di domenica a Chieti: i vostri avversari dovevano necessariamente segnare due gol per andare ai supplementari e qualificarsi, ma vista la partita ieri non è sembrato che avessero avuto molti spazi.
“Abbiamo preparato benissimo la partita, chiudendo tutti gli spazi. Tra l’altro siamo rimasti in dieci per tantissimo tempo dopo l’espulsione di Galizia, quindi abbiamo pensato di fare gara di contenimento, contro un avversario come il Chieti che ha giocatori bravi anche in prospettiva. Noi ce l’abbiamo fatta, ma dispiace per il Chieti che rimane un’ottima squadra”.

I paganesi hanno partecipato in maniera straordinaria, dato che a Chieti erano in trecento.
“Certo, sapevamo che i tifosi ci avrebbero dato un grande supporto: è una città che vive di calcio, magari all’inizio erano anche un po’ scettici, ma ci sono stati vicini. Anche quando siamo tornati da Chieti c’è stato un bagno di folla che ci aspettava allo stadio: quando si vince va tutto bene”.

Lei è un classe 1977, ha giocato in alcune tra le più grandi città italiane, le sfide le ha raccolte tutte dalla D alla C, alla B, alla Serie A, ma il prossimo progetto quale sarà? Giocherà ancora qualche altro anno?
“Spero di sì, perché dal punto di vista fisico sto bene. spero soprattutto che venga riconfermato il mister, come pure il gruppo vincente, in modo che si possa progettare qualcosa di importante. Dopotutto abbiamo dimostrato di essere uomini e di credere nell’obiettivo che ci eravamo prefissati. Io personalmente sono felice perché ho ottenuto la sesta promozione in carriera. Ho trentacinque anni e mi auguro di dare ancora molto al calcio”.

Detto del suo legame con Grassadonia, pensa quindi che il futuro suo dipende un po’ da quello del mister?
“Grassadonia penso che meriti palcoscenici diversi da quelli della C2, perché è una grandissima persona. Non so se continuerà a Pagani, ma merita molto. Per quanto riguarda la mia situazione, voglio vedere come si evolve la situazione perché il contratto è in scadenza. Però non so se la permanenza mia dipenda da quella del mister: spero di continuare insieme l’anno prossimo. Ora mi godo queste vacanze, poi ci sarà tempo”.

A chi la dedica questa promozione?
“Sicuramente al gruppo, perché sono stato orgoglioso di essere il capitano della Paganese. E poi è inutile dire che lo dedico alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei bimbi perché mi sono stati sempre vicini”.