Trapani, mister Boscaglia a TLP: "La promozione è per mio fratello"

Trapani, mister Boscaglia a TLP: "La promozione è per mio fratello"TMW/TuttoC.com
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sabato 18 giugno 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Orlando Savarese
Il tecnico pensa già alla Prima Divisione: "Con almeno un rinforzo per reparto siamo a posto"

Se Trapani è in Prima Divisione dopo una quindicina d’anni di assenza, lo si deve alla squadra allenata da Roberto Boscaglia. I granata siciliani ci sono riusciti con una rosa composta da giovani valorizzati fin dai dilettanti, misti a elementi di esperienza, e la società era stata anche ripescata dalla Serie D l’estate scorsa. Boscaglia, intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, è convinto che il Trapani possa migliorare ancora, ma solo con un rinforzo per reparto.

“Penso di rimanere ancora con il Trapani – dice Boscaglia – ne ho già parlato con la società, e la parola data vale più di cento contratti. Noi abbiamo un presidente col quale non ci sarebbe bisogno nemmeno di fare contratti. In questo momento mi sento molto legato al Trapani, faccio parte di un progetto che è nato già da qualche anno, quando eravamo nei dilettanti, e quindi non me la sento di lasciare”.

Si sente dunque pronto per la Prima Divisione?

“Ci dobbiamo sempre sentire pronti: dobbiamo ricercare queste sfide perché sono il pane del nostro lavoro. La squadra è competitiva, con ottimi giovani di categoria, costruita nel tempo, ma è normale che occorrono ancora degli innesti importanti in quasi tutti i reparti. Molti dei miei giocatori, io compreso, avevano fatto l’Eccellenza e la D, e abbiamo avuto pochi giocatori che avevano già giocato da professionisti, come Filippi, Barraco e Castelli. Sono stati fantastici dentro e fuori dal campo, sono riusciti a capire il modo di comportarsi da professionisti, e abbiamo costruito un mosaico pezzo per pezzo”.

L’8 agosto scorso eravate riusciti a eliminare dalla Coppa Italia la Spal vincendo per 3-2 (tramutato poi in 3-0 a tavolino per voi), fu allora che lei capì che il Trapani poteva fare qualcosa d’importante?

“Allora eravamo all’inizio della preparazione, sia noi che la Spal, ed eravamo in D. Presi in considerazione il fatto che avevamo giocato secondo i nostri dettami, tecnici e tattici, quindi questo mi confortava. Ma la sensazione più importante l’ho avuta quando abbiamo giocato a Frosinone al turno successivo di Coppa: eravamo andati in vantaggio, poi perdemmo ma giocammo con una personalità incredibile e ricevemmo comunque i complimenti della stampa locale. Lì capii che il Trapani poteva fare qualcosa di importante, poi strada facendo abbiamo visto che ce la potevamo giocare con tutti”.

Lei parlava della necessità di rafforzare l’organico, ma ha indicato qualche reparto dove intervenire? Si è detto che al Trapani fosse stato accostato il portiere Sicignano.

“Non so come sia venuta fuori la voce di Sicignano, ma non credo sia vero: abbiamo già Castelli che è un ottimo portiere. Per il resto, martedì prossimo dovrò incontrarmi con la società ed è normale che ci occorra almeno un giocatore per reparto, per dare esperienza e qualità a questa squadra, che ne ha bisogno. Abbiamo dei tetti massimi di stipendio, e chi vuole venire a Trapani deve accettare queste cose, altrimenti rischiamo di fare una squadra di soli giovani. Comunque la società è sana e vuole durare nel tempo”.

Più del sessanta per cento dei giocatori del Trapani ha origini siciliane, se i rinforzi ci saranno, li prenderete anche in questo caso siciliani?

“Preferibilmente. Non è per pregiudizio, ma preferiamo ragazzi che conoscano la terra e la tradizione del calcio trapanese. Ci intendiamo tutti in un certo modo, anche se abbiamo giocatori sardi, pugliesi e romani, ma ci interessa che ci siano giocatori che si integrino in un contesto meridionale. Però se qualche rinforzo arriva da Milano o da Torino, non ci sono problemi: che ben vengano”.

A chi dedica la promozione in Prima Divisione?

“Ho una dedica strettamente personale: la dedico alla memoria di mio fratello, Angelo Boscaglia, che ho perso alcuni anni fa, ed è l’uomo al quale è stata intitolata la Curva dello stadio di Gela, difatti sono di Gela anche io. Angelo non c’è più fisicamente ma lo sento ancora dentro di me. Quando affronterò il Gela per me sarà emozionante: amo la mia città, quello è lo stadio dove sono cresciuto - conclude Boscaglia - e i tifosi sono tutti miei amici”.