INTERVISTA TC - AD Como: "La Serie B? Un problema che vorrei"

09.10.2020 18:00 di Alessio Lamanna   Vedi letture
INTERVISTA TC - AD Como: "La Serie B? Un problema che vorrei"

Michael Gandler torna a rilasciare interviste e lo fa in esclusiva a TuttoC.com. Un lungo silenzio, probabilmente anche per attendere una concessione, quella per lo stadio Sinigaglia, che sembrava non arrivare mai. Alla fine la tanto attesa firma è arrivata (per 12 anni) e l'AD del Como ha parlato dei progetti a breve e lungo termine, sul lato infrastrutturale ma anche su quello sportivo. 

Finalmente la concessione! Una lunga attesa ma anche una bella dimostrazione di fiducia da parte della città, senza precedenti.

"Beh, la prima cosa che ci chiesero fu pagare l’affitto che mancava. Avevano ragione a non fidarsi da subito perché venivamo da un punto parecchio basso. Poi hanno visto cosa abbiamo fatto già nel primo anno. Alla fine noi abbiamo avuto ragione a non arrenderci e loro sono stati bravi ad accettare".

Dopo la sistemazione del manto erboso è in programma qualche lavoro immediato? Cosa vedremo di nuovo al Sinigaglia nei prossimi mesi?

"Il nostro obiettivo principale resta lo stadio nuovo. Quindi in generale non faremo così tanto, non ha molto senso fare grossi investimenti in un impianto così vecchio. Però cose come pulizia, imbiancatura, evitare che arrivi acqua in tribuna verranno fatte: diciamo che vedremo un Sinigaglia ‘rinfrescato’. L’hospitality rimarrà simile rispetto all’anno scorso, ripenseremo magari gli spazi per il catering e gli sponsor. E poi lo store: stiamo aspettando l’autorizzazione ma si farà, tra poco iniziamo i lavori e prima di Natale speriamo di vederlo pronto".

In programma c’è sicuramente il “progettone” di ristrutturazione. Ve l’aspettate sempre nei primi mesi del 2021 o ci saranno ritardi? La famosa tabella costi-ricavi è arrivata?

"Il nostro partner, JLL, ha fatto uno studio di fattibilità con risultati positivi e questo ci ha convinto ancora di più a continuare. La prossima fase è capire cosa vogliamo fare, capire quali sono le opzioni: il tipo di struttura, la quantità di negozi, parcheggi eccetera. E poi dobbiamo definire il nostro socio. Si tratta di un investimento grosso, da 30/50 mln. L’obiettivo è ancora quello di presentare il progetto entro la prima metà del 2021, ma chiaramente con la situazione Covid è difficile fare previsioni. Per esempio al momento l’Indonesia è completamente chiusa (la proprietà del Como è indonesiana, ndc)".

Lei tempo fa ha detto “non serve vincere per fare lo stadio, serve lo stadio per vincere”. Quindi per salire di categoria il Como dovrà aspettare lo stadio nuovo, oppure con qualche accorgimento sarebbe possibile fare la B anche al Sinigaglia?

"No no, quella era una considerazione generale che non si applica solo al Como. Per un business sostenibile nel calcio è fondamentale lo stadio. L’area sport deve fare il suo, ma con uno stadio è tutto molto più veloce. Quello del salto di categoria è un grosso problema che vorrei avere. Ci sono cose da fare in queste 3/4 settimane, per migliorare la situazione dei giocatori e aiutarli a vincere le partite, per esempio spogliatoi e area lounge. Però se si pensa a uno stadio nuovo non si può pensare a sistemare il vecchio: o una cosa o l’altra. Adesso pensiamo ad andare avanti, ora faremo la prima partita in casa e più avanti faremo un focus sul campionato. Tra qualche tempo dovremo tornare in comune e iniziare a discutere cosa fare in caso di promozione".

Salire di categoria è importante per il vostro business oppure è un qualcosa di posticipabile? Se lo è, perché non fare investimenti pesanti già quest’anno?

"È importante per tutti. La Serie C è la peggiore dal punto di vista fiscale. In C non hai i ricavi della B ma devi versare i contributi che non hai in D. Quindi certo che sarebbe importante".

E allora ci si chiede perché non provarci già quest'anno con investimenti pesanti sul mercato?

"Noi non spendiamo se non è un investimento, come fanno altre squadre per vincere subito. Il momento giusto per investire di più è quando abbiamo infrastrutture pronte: stadio, settore giovanile, marchio, staff. E ci stiamo lavorando".

Avete fatto una scelta particolare affiancando Wise a Ludi. Non potrebbe essere pericoloso a lungo andare un mercato “a due teste”?

"Sono due persone che capiscono bene il calcio. Ludi ha più esperienza nel calcio italiano e questo è importante, Wise oltre a conoscere bene il mercato europeo e internazionale porta anche un approccio diverso".

Como TV sta acquisendo importanti manifestazioni in streaming. Inizia a essere un progetto non più legato solo al Como 1907? Cosa volete che diventi?

"Come diciamo sempre, facciamo tutto passo per passo. La nostra idea era creare una piattaforma innanzitutto per i nostri tifosi, che lo meritano, e promuovere il calcio di Como. Ma siamo alla ricerca di altri contenuti che possano essere interessanti per tutti i tifosi di calcio italiani. E poi crediamo che qualsiasi persona venga a vedere Argentina-Brasile o una partita del Liverpool si avvicinerà un po’ anche al Como. Magari non guarderà solo la partita, ma anche altre cose. La maggior parte dei contenuti restano collegati alla squadra".

Ci sono due cose che fanno parte della storia di questo club. Una è il vecchio marchio, che avete acquisito. Lo userete? L'altra è il centro sportivo di Orsenigo, che non è più di vostra proprietà e ora è lasciato a se stesso...

"Per il marchio decideremo in futuro, in questo momento era importante evitare che andasse ad altri. È la nostra storia e deve essere di nostra proprietà. Per quanto riguarda Orsenigo, ci avevamo provato all’asta ma il prezzo è diventato troppo alto. Anche perché lì lo spazio non è sufficiente per fare da centro sportivo per una società di Serie B o A".

Infine, novità per il derby Como-Lecco? I tifosi ci saranno?

"Ci saranno! Riusciremo ad aprire le porte a circa 500 persone".