INTERVISTA TC - Balestri: "Le analogie con il mio Modena del 2001"
Dalla Serie C alla Serie A nel giro di due stagioni, dal 2000 al 2003 degli anni indimenticabili per il Modena con tra i protagonista Jacopo Balestri. L'ex laterale dei canarini è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per svelare le analogie tra il Modena di ieri e quello di oggi in testa alla classifica del Girone B.
Nel tuo Modena del 2001 fu lotta serrata con il Como, adesso c'è la Reggiana. Qualche analogia tra le due stagioni?
"Sicuramente è un campionato che si può accomunare, la distanza tra le due squadre è sempre stata minima come è successo tra Modena e Como nel 2001. Spero che l'esito sia lo stesso. In quel campionato c'erano diverse squadre con un potenziale importante come Spezia, Livorno, Cesena, Reggiana mentre quest'anno c'è stato un divario più ampio dal secondo posto in poi. Il Modena e la Reggiana hanno dimostrato la loro superiorità con il numero dei punti conquistati fin qui".
All'inizio pensavate di poter vincere il campionato?
"No, eravamo un gruppo completamente nuovo. Modena è una piazza importante, l'idea di dover fare una stagione di grande livello lo sapevamo ma non pensavamo di arrivare in testa alla fine del campionato. Il percorso poi ci ha portato a crederlo".
Alla fine tanti di voi vi siete giocati la Serie A da protagonisti due anni dopo.
"E' stato un gruppo che ha fatto un escalation importantissima con un gran numero di calciatori che avevano giocato la C, la testimonianza di un grande spogliatoio e l'ho vista anche nel Modena di quest'anno. Ho visto la partita lunedì allo stadio, il Modena nei primi trenta minuti è stato uno spettacolo. Si vede che c'è voglia di raggiungere l'obiettivo giocando un calcio importante".
In panchina due allenatori vincenti, ieri De Biasi e oggi Tesser.
"De Biasi è un allenatore con il quale ho condiviso cinque anni della mia carriera, ho lavorato anche con Tesser e l'ho sentito a fine partita per fargli i complimenti. C'è unità di intenti, voglia di dimostrare la propria forza sul campo".
Adesso è più complicato stare in testa o inseguire a quattro giornate dalla fine?
"Cinque punti di vantaggio sono un bel bottino, inseguire vuol dire vincere sempre e cercare di riuscire a portare più punti possibili ma facendo i conti anche con l'avversario davanti. In questo momento è più difficile inseguire".
C'è qualche giocatore del Modena che ti ha impressionato maggiormente?
"Ho visto diverse volte il Modena, Tremolada è stato un giocatore decisivo come Minesso. Non dimentichiamo centrocampo e difesa davvero forti, poi io personalmente non conoscevo Azzi e mi ha impressionato. Lo puoi utilizzare in diversi ruoli, può fare il terzino sinistro ma a Pontedera ha giocato punta centrale. Può fare diversi ruoli durante la gara, il suo rendimento è stato sempre costante".
Modena impegnato contro la Pistoiese e Reggiana con la Viterbese, è più complicato in questa fase affrontare squadre in lotta per non retrocedere?
"Qualsiasi partita adesso è difficile, giocare contro le squadre che devono salvarsi è complicato. Però ci sono grandi valori in campo, a questo punto della stagione non ci sono partite semplici da affrontare".
Questo Modena può ripercorrere lo stesso percorso del tuo che in due anni passò dalla C alla A?
"Io me lo auguro, sarebbe una soddisfazione per una città come Modena che negli ultimi anni ha dovuto soffrire negli ultimi anni situazioni complicati. Me lo auguro anche per la famiglia Rivetti che ha dimostrato di voler fare un grande lavoro a Modena".
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