INTERVISTA TC - Caneo: "Ero l'allenatore della Viterbese, lesa la mia dignità"

14.11.2020 19:50 di Antonino Sergi   Vedi letture
INTERVISTA TC - Caneo: "Ero l'allenatore della Viterbese, lesa la mia dignità"
TMW/TuttoC.com
© foto di Federico De Luca

Viterbese ancora protagonista, dopo l'esonero di Agenore Maurizi e l'arrivo di Taurino ma in mezzo il caso Bruno Caneo. 800 chilometri di viaggio lunedì per l'ex tecnico del Rieti, accordo raggiunto e una stretta di mano con l'appuntamento per il giovedì mattina. Il presidente Romano ha poi cambiato idea senza interpellare lo stesso Caneo che è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per fare chiarezza.

Mister sembra essere lei l'allenatore della Viterbese, poi cosa è successo?
"Partiamo dal fatto che ognuno è libero di fare le proprie scelte però non devono ledere la dignità e la professionalità di un uomo. Arturo Romano non può attaccare la mia dignità. Io lunedì alle 15, uscito dagli uffici dove erano presenti Romano, Zavaglia, Pistolesi e il mio preparatore atletico, ero l'allenatore della Viterbese. Sono stato chiamato domenica subito dopo la partita con la Paganese, ho fatto 800 chilometri per raggiungere Viterbo e ci siamo messi d'accordo. Avevamo fatto tutto anche dal punto di vista economico, giovedì mattina dovevo essere al campo per allenare la squadra. Dopo Monopoli, mi ha chiamato Pistolesi dicendomi che il presidente mi avrebbe chiamato. Io posso essere il più brocco allenatore del mondo ma la dignità non la metto mai in gioco. Il signor Arturo Romano mi deve delle scuse".

Si sente forse preso in giro?
"Molto, non poco. Non lo ha mica obbligato nessuno di chiamarmi dopo la sconfitta con il Bari e con la Paganese, mi aveva chiesto di non far uscire niente prima del suo annuncio".

Anche dopo la partita con il Bari era stato contattato?
"Cinque minuti dopo la fine della partita".

Quando ha cominciato a capire che forse stava cambiando qualcosa?
"Mercoledì mattina quando ho chiamato il presidente per chiedere la conferma di giovedì che non è arrivata. Ricordo che lunedì abbiamo parlato anche dei premi, avevo rifiutato il premio salvezza ed avevo richiesto soltanto il premio playoff. Non era nemmeno per soldi, era un contratto fino al giugno senza nessuna pretesa".

Ha più sentito il presidente?
"Dopo l'uscita del nome di Taurino ho chiamato il presidente e mi ha detto che ci stava pensando dicendomi che mi avrebbe richiamato, ancora lo sto aspettando".

Si è fatto un'idea del perché di questo cambio di rotta di Romano?
"Sinceramente non mi interessa, io sapevo soltanto di essere l'allenatore della Viterbese. Il resto è responsabilità di Arturo Romano. Non mi ha avvisato nemmeno, sono venuto a saperlo da terze persone e nel calcio queste cose non devono sempre passare".