INTERVISTA TC - DS Mantova: "Raggiunto il campo base, ora scaliamo la montagna. Mercato? Non si muove nessuno"

INTERVISTA TC - DS Mantova: "Raggiunto il campo base, ora scaliamo la montagna. Mercato? Non si muove nessuno"
© foto di Mantova 1911
mercoledì 17 gennaio 2024, 16:30Interviste TC
di Sebastian Donzella

Vittoria del girone d'andata, miglior attacco, miglior difesa, maggior numero di vittorie, maggior numero di giocatori andati a rete. Il Mantova ha letteralmente dominato la prima parte di stagione, con la ciliegina sulla torta della manita alla vice-capolista Padova. TuttoC.com ha intervistato il direttore sportivo dei virgiliani, Christian Botturi, che nel weekend ritroverà la Pro Sesto, con la quale ha condiviso una straordinaria passata stagione.

Una stagione fenomenale con i sestesi, una ancora più bella, se possibile, coi virgiliani. Botturi ha capito come funziona il Girone A di Serie C?
"Magari fosse così, non esageriamo. Sicuramente sono contento di aver fatto oggettivamente delle scelte positive negli ultimi due anni ma concretamente non ho ancora vinto nulla. Più che bravura mia, credo di aver avuto molta fortuna nel trovare contesti societari che mi hanno permesso di lavorare con libertà d’azione e con criterio. Due contesti molto diversi tra loro ma con qualcosa di simile".

Se con la Pro Sesto il super-traguardo sono stati i playoff, a Mantova lo sarà l'eventuale vittoria del campionato. 
"Dire che a settembre avevo prospettato di chiudere il girone d’andata così è da bugiardi. Nella mia testa avevo la voglia di creare un gruppo che rappresentasse dignitosamente Mantova e il Mantova. Con una metafora alpinistica, possiamo dire di aver raggiunto il campo base nel girone d’andata e cercheremo di scalare la montagna, nel girone di ritorno, senza guardarci indietro. Non dobbiamo guardare continuamente la classifica, anche perché nessuno ci ha chiesto di vincere il campionato, a differenza di quanto accaduto in altri club. Vogliamo continuare a stupire noi stessi, sempre con serenità e umiltà. Dovremo solo affinare il nostro stile di gioco, essere un po’ più concreti, più incisivi".

A settembre aveva detto che il gruppo era la vera forza. Sembrava una frase fatta ma poi l'avete messa in pratica: primi e con 17 giocatori a segno. Nessuno ha così tanti marcatori diversi in tutta la Lega Pro... 
"Lo ribadisco: la vera forza è il gruppo, per questo non mi piace parlare di giocatori singoli. La bellezza è che siamo partiti, senza conoscere la categoria, scegliendo i giocatori uno per uno, basandoci prima sul valore umano e poi su quello calcistico che, ovviamente, è imprescindibile. Il tutto in un momento molto particolare perché, ricordiamolo, le ultime stagioni biancorosse non erano state molto positive e in tanti snobbavano questa piazza. I ragazzi si sono responsabilizzati all'interno di questo progetto, hanno capito che qui a Mantova si può fare calcio nel migliore dei modi. E, non dimentichiamocelo, siamo diventati gruppo grazie alla grande mano del mister, il vero collante di questo gruppo". 

Il girone di ritorno è iniziato con un pareggio contro l'Arzignano. Però avete mantenuto la distanza di sette punti dalle inseguitrici.
"Sono davvero contento che sia passata la scorsa settimana perché, dopo la roboante vittoria sul Padova, si è parlato troppo e ci sono stati troppi riflettori puntati su di noi. Il paradosso è che, contro l'Arzignano, abbiamo fatto cose ancora più importanti di quelle fatte a Padova. E, soprattutto, non dobbiamo snaturarci: appena l'abbiamo fatto, contro i gialloblù, siamo andati in difficoltà. Perderemo, pareggeremo e vinceremo ma non dovremo mai cambiare pelle. I 51 punti sono figli del lavoro quotidiano e dei nostri principi".

L'anno scorso ha indovinato la scelta tecnica con Andreoletti. Quest'anno si è ripetuto con Possanzini. Entrambi giovani, entrambi sulla carta inesperti.
"L'anno scorso, quando ancora non sapevo che avrei lasciato la Pro Sesto, avevo capito che sarebbe stato impossibile trattenere Andreoletti per il gran campionato che stava disputando con noi. Quindi ho iniziato a spiare gli allenamenti di vari mister. Possanzini l'ho seguito nelle poche sessioni che ha potuto sostenere col Brescia, mi è piaciuto e ho chiesto informazioni su di lui, visto che siamo entrambi del bresciano. L'ho voluto incontrare, nel corso dei nostri colloqui mi sono appassionato subito della persona: mi ha colpito di come ha parlato dei suoi concetti calcistici, per nulla semplici, con grande semplicità. Ho voluto rischiare e direi che, finora, è andata bene". 

Visto che Possanzini sta andando benissimo, ha già iniziato a spiare in incognito altri mister?
"No, questa volta no, siamo concentrati sul finale di stagione e non c'è tempo per farlo (ride NdR). Scherzi a parte, Possanzini è inglobato in un progetto a lungo raggio qui a Mantova. E tutti quanti stiamo pensando solo a concludere alla grande questo campionato".

Capitolo mercato: colpo Bombagi in entrata, Suagher ha detto basta col calcio giocato. Lecito aspettarsi altro?
"Abbiamo scelto Francesco perché ha qualità calcistiche e tecniche complementari al resto della rosa. E, ovviamente, per le sue qualità umane visto che prima di essere un professionista è un uomo. Mentre il finale anticipato di carriera di Emanuele ci porta ad avere una casella da riempire. Ma non abbiamo fretta, anche perché siamo fiduciosi e rispettosi nei confronti dei calciatori scelti a settembre. Per questo, in uscita, non si muove nessuno. Al punto che Suagher è rimasto nello staff tecnico".

Questo weekend sarà un po' diverso per Botturi: ritrova la Pro Sesto.
"Una partita emotivamente diversa, ho dato tanto e ho ricevuto tantissimo. Ma il mio approdo a Sesto San Giovanni è stato emotivo: scelsi la Pro perché legata a Osvaldo Olivari, grande direttore sportivo del passato, purtroppo scomparso, che mi portava sempre a vedere gli allenamenti di questo club. Confesso che fu uno dei motivi per cui scelsi i biancocelesti. E l'annata scorsa è stata magica: dal Pres al magazziniere ho incontrato persone molto positive, ho stretto diverse amicizie, con i tifosi ci vogliamo molto bene. All'andata mi hanno addirittura dedicato uno striscione da libro Cuore, un immenso attestato di stima. 
Ma questa settimana niente sentimentalismi: devo pensare al Mantova e a vincere. Subito dopo tornerò a seguire la Pro Sesto come ho sempre fatto: mi tengo informato continuamente su di loro".

Mantova è passata dalla retrocessione al primo posto. Sembra un paradosso ma non lo è.
"Diciamo che senza quella retrocessione e il relativo ripescaggio mi sarei ritrovato dei contratti pluriennali di giocatori che, probabilmente, non sarebbero rientrati nei piani tecnici di mister Possanzini. Siamo ripartiti da zero, con un nuovo stile gestionale e comunicativo, fortemente voluto dal nostro Presidente che è il vero deus ex machina: i biancorossi si sono ringiovaniti al punto che gli abbonati, prima ancora di iniziare, sono passati da 600 a 4200. Abbiamo una fiducia immensa e vogliamo continuare a meritarcela".