INTERVISTA TC - Ds Pro Patria: "Salvezza, playoff e mercato: ecco i nostri segreti"
Budget risicato, problemi societari e tanti giovani, di solito, danno vita a un'annata pessima. Ogni tanto, però, capita di trovare un'eccezione. Una squadra che già di suo, in realtà, è eccezionale da sempre: tra le pochissime squadre con la maglia a strisce orizzontali, tra le pochissime ad aver giocato in tutte le categorie del calcio italiano dalla Serie A all'Eccellenza, tra le pochissime a non essere capoluogo e ad essere stata nella massima serie. Parliamo della Pro Patria, salvatasi nel Girone A di Serie C e pronta a dare l'assalto, addirittura, ai playoff. TuttoC.com ha intervistato il direttore sportivo dei bustocchi, Sandro Turotti, tra i dirigenti più concreti della terza serie ma anche tra i meno amanti della luce dei riflettori.
Domani vi giocate un posto nei playoff dopo aver rischiato a lungo i playout.
"Iniziamo dal dire che l'obiettivo di stagione, ovvero la salvezza, è stato raggiunto. E direi che è un grandissimo risultato visto che, a un certo punto della stagione, eravamo solamente con tre punti in più dell'ultima in classifica. Ho sempre avuto, comunque, molta fiducia nella squadra: conosco il valore del team e sapevo che, quando stazionavamo nei bassifondi, quella classifica non rispecchiava la forza della Pro Patria. C'erano diversi infortuni, qualcosa era da sistemare: appena ci siamo ripresi, è andata come mi aspettavo.
Adesso, dopo aver ottenuto la permanenza con una giornata d'anticipo, ci giochiamo i playoff".
Per entrarci, vi basta un pareggio con la Pergolettese, altra squadra che si è salvata con un gran rush finale.
"Questa possibilità è una bella cosa sia per noi che per loro. Abbiamo avuto entrambe una stagione difficile e alla fine possiamo giocarci questo traguardo. Sappiamo di avere due risultati su tre ma sappiamo anche che si gioca in casa loro e che sono galvanizzati da due mesi di ottimi risultati".
Nel frattempo, però, le vostre beghe societarie non sono cessate. A lungo non si è capito chi fosse a capo della società e ancora adesso la situazione non sembra chiarissima...
"Negli ultimi 5-6 mesi abbiamo vissuto momenti molto difficili, l'importante era ottenere questo risultato scegliendo le persone giuste. Quindi un plauso a chi ce l'ha fatta. Sulla questione societaria preferisco non esprimermi se non per lodare i ragazzi che, nonostante tutto, sono sempre rimasti concentrati sull'obiettivo. Sicuramente ci saranno delle idee più precise tra qualche settimana, vedremo se ci saranno acquirenti, se la squadra verrà ceduta".
Tra i singoli, impossibile non notare l'exploit di Niccolò Pierozzi, centrocampista classe 2001 giunto a quota 8 gol, pescato dalla Primavera della Fiorentina.
"Il suo, finora, è stato un campionato straordinario. Gli manca ancora una partita e poi chissà: magari raggiunge la doppia cifra... Ha sempre avuto un bel piede, giocare con i grandi gli ha permesso di fare un salto di qualità. L'anno scorso andai a vedere Inter-Fiorentina, campionato Primavera. A fine primo tempo incontrai Angeloni e gli chiesi di darmelo in prestito. Ancora oggi mi ricorda che fui il primo a chiederglielo. Quest'anno, a gennaio, aveva un po' di richieste in categorie superiori ma non abbiamo voluto interrompere il prestito. E credo che sia stata la scelta migliore sia per noi che per il ragazzo".
Altra grande sorpresa Elia Caprile, altro classe 2001, portiere arrivato dal Leeds.
"Mi avevano fatto il nome di questo ragazzo in passato, ricordo che già in passato era stato segnalato come uno dei migliori giovanissimi in circolazione. Poi ho avuto modo di parlare con chi l'aveva allenato e ho deciso di puntare su di lui. Anche perché giocava nel campionato Under 23 in Inghilterra che, con tutto il rispetto, è meglio del nostro campionato Primavera. Per prenderlo ho dovuto aspettare che finisse il ritiro con la prima squadra, allenata da Bielsa. Finché non hanno acquistato il secondo portiere non l'hanno lasciato andare. Quest'estate, dopo aver scelto di puntare su di lui, ho rischiato un po': a causa di questa attesa e della positività al Covid del nostro secondo portiere Mangano, siamo partiti in ritiro con il terzo portiere e con un ragazzo senza contratto che è venuto a darci una mano. Però devo dire che l'attesa non è stata affatto vana, visti i risultati".
Terzo nome: Leonardo Stanzani, punta classe 2000, prelevato a titolo definitivo dal Bologna. La salvezza è arrivata ufficialmente con la sua prima doppietta tra i professionisti.
"Già lo scorso anno aveva giocato tanto, quest'anno ha confermato il minutaggio aumentando il numero di reti. Ha qualità ma soprattutto si sacrifica: sono contento per lui, ha margini di miglioramento, puntiamo su di lui. Questa salvezza, comunque, va divisa con tutta la squadra che ha lavorato sempre bene e ha dato quel qualcosa in più nei momenti difficili".
In panchina, a un certo punto, la svolta: via Prina, dentro Sala, alla sua prima esperienza. Visti i problemi societari, la scelta interna sembrava quasi obbligata...
"Diciamo che ho scelto la migliore persona che potessi prendere in quel momento. Ora sembra facile dirlo ma, onestamente, anche senza i problemi societari, avrei puntato su di lui. Perché Massimo Sala era esordiente solo sulla carta: conosce come me questo gruppo perché in questi anni era stato l'allenatore in seconda e mi aveva sempre dato una grossa mano nello scouting. Conosce i giocatori prima di allenarli, insomma. Sono contento che questa scelta abbia pagato. Insieme a lui bravissimo anche Le Noci, che ha smesso di giocare a giugno e ha già messo in mostra grandi qualità, può fare benissimo questo lavoro. E bravi anche gli altri collaboratori, i risultati parlano per loro. Ero sicuro che avrebbero fatto bene, però mi hanno sorpreso molto in positivo".
A proposito di allenatori, questo weekend il "vostro" Ivan Javorcic si gioca la Serie B col Sudtirol.
"Ivan mi fu consigliato l'anno della Serie D, quando a tre giornate dalla fine, il mister dell'epoca si era dimesso. Dopo tre settimane insieme, non ebbi dubbi e scelsi di confermarlo per l'annata successiva: alla fine siamo andati avanti insieme per quattro anni. Lo stimo sotto tutti gli aspetti, professionali e umani. Di solito non parteggio per una squadra o per l'altra, anche perché il Padova merita di stare in categorie superiori, però faccio il tifo per Ivan: in questo caso ammetto di essere un po' fazioso (ride NdR) e spero possa prendersi sul campo la Serie B che lui e gli altoatesini meritano. Però avrà una partita molto difficile: la Triestina è una squadra che ha qualità ed è in crescendo. Sono quelle squadre che si esaltano quando giocano certe partite. Dall'altro lato anche il Padova dovrà giocarsela con la Virtus Verona che non è ancora salva. Saranno due gare complicate per entrambe le pretendenti al titolo. Penso che il nostro girone, considerato ogni anno come quello meno interessante, in realtà è quello più avvincente: a 90 minuti dal termine è tutto aperto, dal primo all'ultimo posto. Con tanti posti nei playoff e nei playout da assegnare. Sarà una domenica di grande passione".
A fine campionato, Turotti cosa farà?
"Adesso sono concentrato su questa possibilità inaspettata che si è creata. Se per caso arriveremo nei playoff, vedremo di provare a superare il turno. Se non ce la faremo, saremo comunque contenti per la grande salvezza ottenuta. Poi vedremo cosa succederà. Ho un contratto in essere ma al di là di questo voglio capire cosa succede in società. Come detto prima, nelle prossime settimane la situazione dovrebbe essere un po' più chiara".
Di squadre in difficoltà ce ne sono diverse. Anche quest'anno, purtroppo, il campionato si chiude con un numero dispari...
"Si parla del Catania ma se andiamo indietro anche di poco, vediamo che ci sono tanti malati gravi che riescono ad andare avanti per anni e poi accadono queste cose qui. Sicuramente il team etneo avrà avuto i parametri giusti per iscriversi però si sapeva benissimo che aveva problemi, come era accaduto in passato ad altre squadre che alla fine avevano fatto la stessa identica fine. Il Catania è l'ultima di una serie di società che sono andate avanti mentre tutti si chiedevano come riuscissero a iscriversi, per poi saltare durante il campionato o comunque a fine stagione. Di solito capita a società con una grande storia, con un grande blasone, in grande piazze, che hanno provato a farcela fino alla fine. Sia in questa che in altre categorie, perché il problema non è solo della Serie C ma è di sistema".
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