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Alcione Milano, Palombi:"Anno difficile alle spalle, ora sogno la B con questa maglia"

Alcione Milano, Palombi:"Anno difficile alle spalle, ora sogno la B con questa maglia"
© foto di Andrea Amato
Oggi alle 20:20Primo piano
di Laerte Salvini

La fenice non rinasce perché dimentica il fuoco, ma perché lo attraversa. Simone Palombi, nell'ultimo anno, ha conosciuto proprio quel fuoco: il silenzio della riabilitazione, i campi osservati da lontano, il rumore del pallone sostituito da quello della palestra. Un legamento crociato gli ha sottratto quasi un'intera stagione, ma non la voglia di ricominciare. L'attaccante dell'Alcione Milano, cresciuto nella Lazio, passato dalla Serie A e protagonista per anni in Serie B, riparte oggi dalla maglia orange, scelta per convinzione prima ancora che per opportunità. Una seconda casa, un progetto in cui si è riconosciuto fin dal primo giorno e con cui vuole tornare a inseguire il grande obiettivo della carriera: la cadetteria. A TuttoC.com racconta il suo viaggio, quello più difficile e, forse, il più bello.

Simone, ripartiamo da te. Come hai vissuto quest'ultimo anno lontano dal campo?

"È stato un anno particolare, che mi ha messo a dura prova. Un infortunio come quello al crociato è pesante per qualsiasi calciatore, perché ti tiene lontano non solo dal campo, ma soprattutto dal gruppo, che per noi rappresenta una parte fondamentale della quotidianità. Ti ritrovi ad affrontare un percorso quasi in solitudine, insieme ai fisioterapisti e ai preparatori: è una sfida soprattutto mentale. Da questo punto di vista mi ritengo fortunato, perché sono una persona equilibrata e ho sempre mantenuto il focus sulla riabilitazione. Non avevo fretta di rientrare, volevo tornare soltanto quando il mio corpo e il mio ginocchio me lo avessero permesso. Adesso vedo finalmente la luce, il peggio è passato e sono davvero felice. Mi mancavano il campo, i compagni, la vita di squadra. Ora sono carico per l'inizio della nuova stagione".

Il calcio dimentica in fretta, soprattutto in Serie C. Hai mai avuto paura che questo stop potesse cancellare quanto avevi costruito?

"Il calcio è velocissimo e i giudizi cambiano da una partita all'altra. Per questo un calciatore non può lasciarsi condizionare da quello che si dice all'esterno. Devi restare concentrato sulla persona che sei, sul giocatore che sei e sulle tue qualità. Non lo dimostri soltanto la domenica, ma ogni giorno in allenamento, mantenendo sempre alto il livello delle prestazioni e della concentrazione. Ero riuscito per la prima volta a chiudere in doppia cifra e sentivo la fiducia della società. L'infortunio mi ha fermato proprio nel momento migliore, ma non ha cambiato le mie motivazioni. Oggi sono ancora più determinato a ripartire".

Sei stato uno dei primi giocatori a credere nel progetto Alcione. Cosa rende speciale questa società?

"Sono molto orgoglioso di aver scelto l'Alcione quando in pochi conoscevano questa realtà. Fin dai primi contatti ho percepito grande fiducia e grande stima. Quando sono arrivato ho ritrovato esattamente quello che mi era stato raccontato, anzi anche qualcosa in più. È una società solida e ambiziosa, ma che non fa mai il passo più lungo della gamba. Gli investimenti sono sempre ragionati e, soprattutto, qui si scelgono prima le persone e poi i calciatori. È proprio questo che mi ha convinto. Dopo tanti anni vissuti tra prestiti e cambi di maglia cercavo un progetto che credesse davvero in me e nel lungo periodo. Qui ho trovato tutto questo e rifarei la stessa scelta altre mille volte".

Dove può arrivare l'Alcione in un girone che vede l'Union Brescia tra le favorite?

"Noi stiamo lavorando per migliorare quanto fatto nella passata stagione. Non ci siamo posti un traguardo preciso, perché tutto quello che abbiamo conquistato finora è sempre stato il frutto del lavoro quotidiano con il mister, lo staff e il gruppo. Il primo anno abbiamo ottenuto una salvezza tranquilla, il secondo siamo arrivati ai playoff e siamo rimasti a lungo nelle prime posizioni. Adesso vogliamo alzare ancora l'asticella. Siamo una squadra solida, lavoriamo forte ogni giorno e abbiamo grande entusiasmo. C'è solo voglia di iniziare il campionato, perché sentiamo di poter dire la nostra. Questo è il terzo anno di professionismo e ci portiamo dietro un percorso importante. Non abbiamo nulla da invidiare alle altre".

Con Cusatis eri stato protagonista della stagione della doppia cifra. Quanto desideri riprendere il discorso da dove si era interrotto?

"La voglia è tantissima. Dopo un anno così difficile non vedo l'ora di tornare a fare quello che amo insieme ai miei compagni. Abbiamo un reparto offensivo di qualità e tanti giocatori esperti che possono fare la differenza. Sono convinto che, lavorando tutti nella stessa direzione, potremo toglierci grandi soddisfazioni. Personalmente voglio riprendere il cammino da dove si era interrotto, ma sempre mettendo il gruppo davanti a tutto".

In un momento tanto complicato, quanto sono stati importanti la famiglia e gli affetti?

"Sono stati fondamentali. Senza la mia famiglia tutto sarebbe stato molto più difficile. Mi ero fatto male da poco ed ero diventato papà da appena tre mesi. Mia moglie e mia figlia mi hanno dato una forza incredibile. Nei momenti più complicati erano loro a farmi ritrovare serenità e a ricordarmi ciò che conta davvero. Mi hanno aiutato tantissimo a superare questa prova".

La Serie B resta il tuo grande obiettivo?

"Lo è sempre stato e continua a esserlo. Dopo la retrocessione con l'Alessandria ci ho provato con il Pordenone e con il Padova, ma siamo arrivati secondi e poi non siamo riusciti a centrare la promozione attraverso i playoff. Quando ho scelto l'Alcione sapevo di entrare in una società che condivide la mia stessa ambizione, quella di tornare in Serie B. Che succeda quest'anno, il prossimo o tra due stagioni, sento di essere nel posto giusto per costruire quel percorso. Dobbiamo rispettare gli step: prima la salvezza, poi i playoff, adesso vogliamo crescere ancora. Insieme alla società, allo staff e ai compagni stiamo lavorando ogni giorno per riportare questo progetto sempre più in alto".