INTERVISTA TC - Zichella: "Chi inizia ora in panchina non deve seguire le mode"

24.06.2022 18:00 di Raffaella Bon   vedi letture
INTERVISTA TC - Zichella: "Chi inizia ora in panchina non deve seguire le mode"
TMW/TuttoC.com
© foto di Uff. Stampa Teramo

L'allenatore Giovanni Zichella, reduce dall'annata con l'HSL Derthona, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com:

Il Teramo è riuscito a iscriversi, se lo aspettava?
"Sinceramente si, conoscendo la piazza, ci sono stato per due stagioni in periodi alterni, sapevo benissimo che avrebbero fatto di tutto per iscriversi, con le istituzioni, ex proprietari e i molti sponsor del territorio e il calore e nello stesso tempo le pressioni dei tifosi".

Che Serie C vedremo?
"Sicuramente una serie C più “solida”, il dato che mi convince è al momento dell’iscrizione, ad oggi, 60 squadre su 60 iscritte. Questo ha un valore importante, significa avere continuità delle società, una gestione equilibrata a livello economico della scorsa stagione, continuità del progetto a livello tecnico, considerando che il tutto non significa ricchezza totale, sicuramente molte società lavoreranno con i giovani, come piace a me".

Oddo e il Padova si sono detti addio. 
"Non conosco le motivazioni, posso solo immaginare che al momento dell’arrivo del mister, ci sia stato un accordo anche solo verbale con la società, che in caso di promozione in B ci sarebbe stata la riconferma. Personalmente posso aggiungere che forse avrebbe meritato la riconferma per la media punti fatti dal momento del suo arrivo, ma in questi casi non conoscendo le dinamiche è difficile dare giudizi".

Un commento sulla rinascita del Catania?
"Sicuramente la città di Catania non può rimanere senza calcio, suppongo che partirà dalla serie D, e sarà solo un anno di transizione come fece il Palermo o quest’anno il Novara".

Cosa si aspetta dal mercato?
"Mi aspetto che le società che puntano alla promozione diretta si muovono in anticipo per scegliere il meglio consapevoli che gli costa di più, mentre le altre aspettano, addirittura molte partiranno in ritiro con metà rosa e poi durante verranno presi i calciatori. Ho un’idea personale sulla serie C, bisognerebbe lavorare con una rosa con tanti calciatori giovani, migliorarli durante l’anno - questo dovuto anche alla mia permanenza per un ventennio nel settore giovanile del Torino -, quindi minutaggio, valorizzazione e crescita dei ragazzi del proprio settore giovanile, in poche parole la serie C deve essere la palestra per le serie B e A".

Molti volti giovani sulle panchine.
"Si vero, anche per gli allenatori la serie C deve essere una palestra, ma se mi viene permesso volevo dare un consiglio a chi vuole iniziare ad allenare, non seguite le mode, perché queste hanno poca durata, ma piuttosto bisogna avere un proprio credo calcistico che va aldilà di quello che si dice al momento, e questo vostro credo in ogni stagione, mese o singolo allenamento o partita va “ricamato”".