Nicola Binda a TLP: top e flop del campionato, pronostici play-off e tanto altro ancora. Ecco gli allenatori emergenti. La Lega Pro si evolverà così...
Chi meglio di Nicola Binda può fornire un’analisi approfondita ed esaustiva inerente la stagione 2010/2011 di Lega Pro, stabilire top e flop del campionato, delineare un pronostico sulla post-season ed esprimere una valida opinione circa la difficile situazione imperante? TuttoLegaPro ha deciso di intervistare in esclusiva uno dei massimi esponenti ed esperti che gravitano nell'orbita Lega Pro nonché responsabile, tra le tante altre cose, della terza serie nazionale per La Gazzetta dello Sport al fine di tracciare un resoconto su tutto quello che è successo e succederà in quella che si preannuncia essere per il nostro amato calcio un’altra estate rovente.
In linea generale, che tipo di stagione è stata quella di Lega Pro?
“E’ stata una stagione indubbiamente caratterizzata dai problemi societari che hanno gravato su molte società. Doveva essere il campionato dei giovani, è stato invece quello delle penalizzazioni. Tante squadre sono state falcidiate dalla crisi economica imperante e la mancanza di risorse economiche ha influito negativamente sullo sviluppo di un progetto stabile e lineare. Paradossalmente, chi ha avuto la possibilità di disporre di una sicurezza economica tale da poter investire in maniera massiccia sul mercato non ha assicurato quei risultati e mantenuto quelle aspettative che andavano invece rispettate. Per non parlare poi della Seconda Divisione dove la nuova formula, che si è resa obbligata per la mancanza di squadre, ha partorito un notevole impoverimento della categoria in quanto in due gironi su tre le retrocessioni erano pressoché scritte in largo anticipo ed accedere ai play-off interessava veramente a poche compagini. Mi aspettavo un utilizzo più largo da parte dei giovani che non sono stati affatto valorizzati: non basta, infatti, mandarli in campo e offrire loro la possibilità di mettersi in mostra bensì occorre che vengano assistiti dai cosiddetti “esperti” i quali devono fungere da maestri e insegnare loro a muoversi contro avversari di un certo livello sfruttando inoltre la possibilità di far affidamento a quel grado di competenza e di preparazione che solo allenatori di un certo livello possiedono".
Quali sono state, secondo il suo giudizio, le squadre rivelazioni in Prima e Seconda Divisione?
"Nel girone A di Prima Divisione nomino assolutamente il Gubbio, una squadra che nessuno aveva pronosticato vincente ed invece ha saputo assicurare quella continuità e quel rendimento che l’hanno portato a vincere il campionato. Sono molto contento per loro perché rappresentano l’esempio più lampante di una squadra ideale, giovane e ben allenata. Ma anche Salernitana e Alessandria mi hanno impressionato moltissimo nonostante le enormi difficoltà societarie cui hanno dovuto far fronte che, fortunatamente, non hanno compromesso il raggiungimento, più che meritato, dei play-off. Nel girone B menziono la Nocerina perché ha saputo offrire un grande calcio benchè provenisse dalla Seconda Divisione ma è indubbiamente il Foggia la compagine che più di tutte le altre ha saputo regalare un gioco divertente e rocambolesco trascurando tutte quelle ansie di risultato e tutte quelle preoccupazioni che purtroppo fanno da padrone a questa realtà calcistica, proponendo invece un gioco spontaneo e spensierato".
Quali squadre, d'altra parte, non hanno rispettato le aspettative di inizio campionato?
"Moltissime. Ci sono state squadre che hanno potuto spendere tanto, tantissimo ma poi il campo ha tradito le attese. Penso al flop della Cremonese dalla quale mi aspettavo certamente un contributo maggiore: è proprio vero che chi disputa la finale play-off, l’anno dopo non riesce più a ripetersi! Anche il Verona non ha certo rispettato le aspettative nonostante il buon girone di ritorno abbia cancellato in qualche maniera un avvio imbarazzante. Per non parlare del Cosenza, che ha firmato contratti onerosi ai calciatori senza poi averli effettivamente saputi rispettare".
Quali allenatori l'hanno sorpresa particolarmente?
Torrente (Gubbio, ndr) e Vecchi (Tritium, ndr) sono stati fantastici e non a caso hanno avuto richieste importanti da categorie superiori. Ma penso anche a quegli allenatori che, pur non vantando grosse disponibilità, in proporzione ai risultati conquistati hanno fatto veramente bene e mi riferisco a Oscar Brevi (Como, ndr) e Beppe Scienza (Viareggio, ndr). Ma anche Davide Nicola (Lumezzane, ndr) è stato eccezionale per essere un debuttante e pure Dionigi ha lavorato benissimo in una società particolare come quella del Taranto. Mi suscita grande curiosità Roberto Chiappara il quale ha saputo prendere efficacemente in mano l’Atletico Roma in così poco tempo e per questo motivo seguirò con grande interesse gli sviluppi dei laziali ai play-off. Da Mangone (Reggiana, ndr), invece, mi aspettavo di più.
Una giornata di campionato ancora e poi via ai play-off. Quali compagini vede favorite per la promozione in serie B?
"Dico Sorrento e Benevento, solamente perché preferisco considerare il piazzamento di una squadra in campionato. I play-off, si sa, sono strani, nessuna partita è scontata mentre il cammino di una stagione intera è molto più eloquente. Quest’anno, tra l’altro, i play-off mi incuriosiscono parecchio perché, complice l’exploit del Napoli, il calcio campano sta vivendo un periodo straordinario avendo anche quattro squadre in lizza per la serie B".
Tra gli argomenti più scottanti della stagione, certamente quello sul calcio-scommesse ha scandalizzato e destabilizzato questa realtà…
“Esatto. Anche quest’anno, l’influenza delle scommesse clandestine ha energicamente scombussolato il mondo della Lega Pro e non solo. La preoccupazione è tanta e non può essere altrimenti perché le segnalazioni provengono addirittura dall’UEFA. Mi auguro solo che si riesca ad intervenire immediatamente affinchè si riescano a prendere quelle contromisure necessarie a stanare tutte queste irregolarità. Tra l’altro, essendo la Campania indicata come la regione che fa banco, mi piacerebbe vengano riconosciuti i meriti del campo di tutte le squadre campane in lizza per centrare la serie B e che non venga continuamente affibbiata loro l’immagine di una realtà “sporca”.
E' stato un anno caratterizzato dall'introduzione della tanto discussa e criticata Tessera del Tifoso. Se dovesse tracciare un bilancio, quale risultato esprimerebbe in merito a questa "novità"?
"Ritengo la sua incidenza un danno più che un guadagno perché ha notevolmente abbassato gli incassi di tutte le squadre. Sono stati penalizzati i tifosi normali che volevano solamente seguire la squadra in trasferta ma, comunque, la realtà dice che i gruppi ultrà sono riusciti il più delle volte ad aggirare queste restrizioni. In questi campionati caratterizzati da uno spettacolo modesto, si fa fatica a vincere le concorrenze delle tv e per questo motivo bisogna essere molto più tolleranti di fronte a queste situazioni perché il danno che si può creare può assumere dimensioni enormi".
La sopravvivenza dei club in Lega Pro sta diventando sempre più ardua. Quest'anno sono state molte le squadre penalizzate: come deve muoversi una società professionistica all'interno di questo contesto?
"Spendendo i soldi che ha in tasca e non sperperando a destra e a manca solo per accontentare quei tifosi che, categoricamente, ogni anno pretendono le corazzate. Purtroppo, se non esiste la possibilità di allestire grosse compagini, bisogna possedere la dignità di costruire una squadra spendendo di meno pur sapendo che il pubblico sarà poco”.
Come pensa possa cambiare la Lega Pro con l'introduzione già dalla prossima stagione del Fair Play finanziario?
"Penso che prima di costringere le società ad obblighi sempre più severi, sempre più rigorosi e pressanti, sarebbe giusto che le stesse fossero messe a conoscenza prima dell’inizio dei campionati del numero di risorse su cui poter contare: mi riferisco alla legge Melandri, ai contributi federali e ai contratti televisivi. Non possono le società rispettare criteri rigorosi e poi non essere messe nelle condizioni di tracciare un bilancio in quanto sono inconsapevoli del numero delle entrate. Si chiede loro massima professionalità ma nei loro confronti non si è affatto tali".
Un discorso assai sentito è quello relativo ai diritti televisivi ed alla visibilità che la Lega Pro vuole conquistare all'interno del panorama calcistico italiano. Quali soluzioni prevede?
"Il discorso comunicativo è sempre stato snobbato a causa di mentalità vecchie e poco moderne. La Lega Pro sta lavorando molto in questa direzione e ciò è assolutamente confortante perché, non dimentichiamocelo, è una categoria molto importante che funge da cuscinetto tra i Dilettanti e il grande calcio".
Un altro tema molto dibattuto è la riforma della Lega Pro. Lei cosa prevede?
"La situazione sarà la medesima: al 30 di giugno le squadre di Lega Pro aumenteranno da 85 a 90 in quanto sono previste quattro retrocessioni in serie D e 9 promozioni nel professionismo. A quel punto si faranno i conti con tutte le squadre che potrebbero saltare, al momento non quantificabili e tutto il sistema verterà sull’utilizzo dei ripescaggi in modo tale da arrivare ad un totale di 76 squadre. Successivamente, verrà composta una Prima Divisione con due gironi da 18 squadre ed una Seconda Divisione con due gironi da 20. Questa ristrutturazione della riforma porterà, nel giro di tre anni, al componimento di un'unica categoria solo al quel punto costituita da 60 squadre spartite in tre gironi da 20".
A tal proposito: che tipo di estate prevede per la Lega Pro? La situazione potrebbe essere più o meno analoga al bagno di sangue verificatosi la scorsa stagione?
"Sì. Ci sono 40 squadre a rischio iscrizione, non solo aggravate dal fatto che devono saldare debiti insanabili ma, soprattutto, non se la sentono di affrontare un’altra stagione con tale prospettiva. Se non sono 40, sono 35, 30, comunque sia sono tante. Temo assolutamente di rivivere una situazione analoga a quella dell’anno scorso ma il peggio, secondo me, arriverà tra due anni perchè il rischio che tante squadre si presentino con una penalizzazione già dalla prossima stagione è molto concreto e si rischia dunque di affrontarla con una posizione di classifica già di per sé deficitaria. Mi immagino dunque cosa possa accadere in futuro e a quali colpi di scena assisteremo".
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