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Banchieri: "Brescia partirà con vantaggio. B fortissimo con Reggiana, Spezia e Pescara"

Banchieri: "Brescia partirà con vantaggio. B fortissimo con Reggiana, Spezia e Pescara"TMW/TuttoC.com
Simone Banchieri
Oggi alle 11:00Primo piano
di Valeria Debbia

Simone Banchieri, esperto allenatore con diverse avventure in Serie C alle spalle, tra Pontedera, Vis Pesaro, Novara e altre ancora, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, condividendo le sue preziose intuizioni sul mercato di terza serie.

Mister Banchieri, partiamo da un quadro generale: cosa si aspetta dal mercato di Serie C? E soprattutto quando si aspetta che inizi a muoversi qualcosa? In questo momento i club stanno sistemando panchine, direttori sportivi e organigrammi. Il Mondiale sta frenando la Serie A e, a cascata, anche Serie B e Serie C. Crede che il mercato si sbloccherà dopo il Mondiale?

"Sì, sicuramente. In Serie A il Mondiale incide molto e, come ha detto lei, a cascata rallenta tutto il resto. In Serie C - e forse anche in B - ci sono ancora dirigenti e situazioni da definire, alcune panchine da assegnare. Da lì partirà il mercato. Poi, ormai, il mercato è lunghissimo: chiude a fine agosto. Ci sono tanti giocatori e tantissime situazioni. Non credo serva avere fretta. Per esperienza, tutti dicono che bisogna fare tutto subito, programmare subito. È vero, ma penso anche che se uno è capace e conosce il calcio, può costruire una buona squadra con i giocatori che non vogliono gli altri. Con quelli che restano senza squadra, in tutte le categorie, si può fare una squadra da primi quattro posti. Serve la capacità di scegliere bene quei profili".

Le porto un caso concreto: lo Spezia ha scelto Turati, reduce da un’ottima stagione a Siracusa. Sembrava destinato al Catanzaro, poi è arrivata la chiamata di Angelozzi. Che lettura dà della scelta di affidare la panchina dello Spezia - club importante, reduce da una retrocessione pesante - a un tecnico giovane ed emergente?

"Non conosco le dinamiche interne né del Catanzaro né dello Spezia, quindi non posso giudicare cosa sia successo. La scelta di un tecnico giovane dipende dal fatto che il direttore Angelozzi conosce bene l’allenatore e ha deciso in quella direzione. Io non farei mai una distinzione tra allenatori giovani o esperti: come per i giocatori, distinguerei tra allenatori bravi e meno bravi. Poi, per un allenatore, la differenza la fanno il club e i giocatori che hai a disposizione. Il sostegno della società, l’organizzazione, la disciplina interna, la struttura: quello è il tema centrale per poter far bene".

A proposito di club organizzati: l’Arezzo ha vinto il girone B con Bucchi, una rosa forte e una società che ha sempre protetto il mister. L’Ascoli di Tomei ha avuto una nuova proprietà molto presente. È questo il modello?

"Sì, dietro alle vittorie di Arezzo, Ascoli, Benevento, Vicenza c’è un lavoro societario importante. L’Arezzo costruiva da 3-4 anni. Il Vicenza da almeno 4. Il Benevento aveva una proprietà che aveva fatto la Serie A. L’Ascoli era nuovo, ma ha preso giocatori importanti e un presidente che non ha fatto mancare nulla. Quando c’è una società forte, il risultato è una conseguenza. Io ho avuto la fortuna di lavorare tanti anni a Novara con la famiglia De Salvo e con Mauro Borghetti. Quando lavori in un club così, capisci come funziona il calcio: organizzazione, strutture, competenze. Arrivammo alla semifinale per andare in Serie B con sette undicesimi cresciuti in casa. Questo succede quando il club è forte. Senza club e senza giocatori, anche l’allenatore migliore fa fatica".

Restando sul tema: il Brescia ha perso la finale playoff con l’Ascoli, ma ha fatto una stagione importante. Quest’anno, viste le concorrenti del girone A, parte come favorita per la promozione?

"Sicuramente sì. Lo dice la storia del calcio. Il Vicenza ha vinto dopo aver perso col Padova. Il Brescia ha perso con l’Ascoli e prima col Vicenza. È normale: se su quella squadra aggiungi qualcosa, con un allenatore capace come Corini e una società strutturata, parti avanti. Il presidente Pasini aveva già dimostrato alla Feralpisalò di saper portare un club in Serie B. Il perdere ti avvicina a vincere: a Novara, quando perdemmo lo Scudetto giovanile con la Juventus, capii che l’anno dopo avremmo vinto. E così fu. Nel girone A vedo anche Novara, Cittadella, Renate. Ma il Brescia parte con 2-3 livelli di vantaggio".

Negli altri gironi sembra esserci più equilibrio. Il girone C è sempre complicato, quest’anno c’è anche il Bari. Il girone B invece sarà infuocato: Reggiana, Spezia, Pescara. Che idea si è fatto?

"Ho avuto il privilegio di allenare in tutti e tre i gironi: ognuno ha caratteristiche diverse. Il girone B quest’anno sarà fortissimo: Reggiana, Spezia e Pescara sono club strutturati, con storia e competenze. La Reggiana ha un allenatore che ha già vinto campionati. Il Pescara ha uno stadio e un ambiente importante. Lo Spezia avrà ambizioni altissime. Poi attenzione: la storia non va in campo. Catania e Salernitana insegnano che non basta il blasone. Nel girone C vince quasi sempre una piazza importante, ma ogni anno c’è una sorpresa. L’Entella, ad esempio, due stagioni fa fece un girone di ritorno incredibile. Ma dietro c’era il presidente Gozzi, che aveva già portato il club in Serie B per anni. Le società contano tantissimo".