Catania travolgente, ma per Longo la perfezione è lontana: "In classifica conta solo una cosa"

Catania travolgente, ma per Longo la perfezione è lontana: "In classifica conta solo una cosa"TMW/TuttoC.com
Emilio Longo
Oggi alle 21:00Primo piano
di Valeria Debbia
Netta affermazione interna dei rossazzurri, che scavalcano l'Audace Cerignola. Il tecnico esalta la risposta emotiva della squadra per lo storico stemma, ma guarda già al prossimo turno con un'ossessione precisa.

Quarto successo nelle ultime cinque uscite per il Catania che oggi chiude con un tennistico 6-0 la sfida contro il Giugliano e conquista il quarto posto in classifica, scavalcando l'Audace Cerignola che è caduta nel derby di Monopoli. In sala stampa è quindi intervenuto mister Emilio Longo. 

Mister, oggi il Catania ha vinto 6-0, ha ritrovato il logo e ha lanciato un segnale alle dirette concorrenti. Inoltre ha scelto di alzare molto i due braccetti, Allegretto e Cabianca, permettendo agli esterni di guadagnare campo. È stata una delle chiavi della partita?

"La prima considerazione che faccio riguarda i tempi delle risposte. Spesso mi viene contestato di essere troppo lungo, ma una domanda così articolata merita un approfondimento e non una risposta di trenta secondi. Ha toccato almeno tre aspetti importanti. Il primo riguarda quella che definisco l'ossessione di un allenatore: non essere felice oggi, ma esserlo ad aprile. Anche dentro una partita come questa dobbiamo trovare spunti per migliorare. Gli aspetti su cui lavorare ci sono ancora. Per esempio, l'approccio tra primo e secondo tempo. Siamo partiti bene, ma dopo il vantaggio ho percepito per circa 15 minuti una certa paura nel legittimare il risultato. In quel frangente la squadra non ha interpretato il piano gara come avrebbe dovuto. Il secondo gol ci ha liberato mentalmente e da lì la prestazione è cresciuta in maniera costante. Anche a inizio ripresa il Giugliano ci ha creato qualche difficoltà, alzando il proprio baricentro e costringendo Dini a un paio di ottimi interventi. Dalla metà del secondo tempo in poi, però, la squadra è stata devastante nell'occupazione degli spazi e nelle transizioni. Dal punto di vista tattico abbiamo rischiato qualcosa su un paio di palloni giocati alle spalle di Matteo (Di Gennaro, ndr), ma i braccetti sono stati bravi nelle coperture preventive. Sarebbe stato un peccato subire gol in una giornata come questa. Per quanto riguarda la classifica, invece, non dobbiamo farne un'ossessione. Quella che conta è quella di aprile. Noi dobbiamo continuare a migliorare. Nelle ultime sette partite abbiamo ottenuto cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta. Se manterremo questo rendimento, credo che a marzo potremo trovarci a lottare per il titolo".

Al di là del risultato e della prestazione, cosa l'ha soddisfatta di più? E su Nicolò Cavuoti, tornato titolare e autore di un grande gol, cosa ha visto in settimana?

"Parto da Cavuoti. Vi chiedo quasi una cortesia: non carichiamolo troppo di aspettative, perché sappiamo già come è andata in passato. Abbiamo tra le mani un diamante grezzo che può diventare molto luminoso, ma dobbiamo aiutarlo a crescere senza fargli credere di essere già arrivato. La prestazione di oggi è stata molto vicina a quella che aveva mostrato al suo primo impatto con il Catania. Sul primo gol ha fatto qualcosa di straordinario, ma quel tipo di giocata deve riuscirgli sette o otto volte nell'arco della partita. Non siamo ancora a quel livello. Ha disputato una buona gara, così come l'ha fatta Cicerelli. Se devo dire cosa mi ha soddisfatto maggiormente, però, scelgo l'ingresso di Liguori. È un giocatore che è rimasto fuori, che ha ragione di essere arrabbiato, eppure si è messo a disposizione anche in un ruolo non propriamente suo, come quello di quinto. Ha conquistato il rigore, è stato attivo, aveva voglia di segnare e ci è riuscito. Vorrei avere sempre giocatori capaci di trasformare la delusione per una panchina in energia positiva quando entrano. Questo è il modo giusto di stare dentro un gruppo".

Abbiamo visto Vallocchia abbassarsi spesso sulla linea dei difensori. È una soluzione studiata e riproponibile? E cos'ha funzionato meglio oggi rispetto ad altre gare del Massimino?

"Vallocchia, così come Quaini, può abbassarsi nella linea difensiva. Contro un attacco a tre volevamo creare superiorità numerica in costruzione. Restare fermi avrebbe permesso agli avversari di rimanere sempre organizzati; invece avevamo bisogno di muoverli e costringerli a uscire dalle proprie posizioni. Il 4 contro 3 in impostazione ci ha dato vantaggi e, una volta aperti gli spazi, siamo stati molto bravi a occuparli. In particolare mi è piaciuto il modo in cui abbiamo attaccato i sottospazi. Cicerelli e Cavuoti sono stati eccellenti sotto questo aspetto. Credo che Emanuele (Cicerelli, ndr) abbia disputato la sua migliore partita da quando lavoro con lui proprio per la capacità di leggere e occupare questi spazi. Di solito tende a cercare la fascia o la profondità esterna, mentre oggi ha interpretato perfettamente le richieste. La differenza rispetto ad altre partite? Il tempo. Il tempo necessario per sbagliare, correggere e migliorare. Ogni settimana lavoriamo sugli aspetti che non hanno funzionato e successivamente sulla preparazione dell'avversario. Questo percorso sta dando i suoi frutti e si vede sempre di più nell'occupazione degli spazi".

Cosa vi lascia questa vittoria dal punto di vista della consapevolezza e della crescita?

"Deve lasciarci soltanto consapevolezza e voglia di tornare in campo con la stessa umiltà mostrata dopo la sconfitta di Potenza. La squadra deve essere capace di staccarsi velocemente dai risultati, sia quando perde sia quando vince. Non sarei coerente se chiedessi equilibrio dopo una sconfitta e poi mi lasciassi trascinare dall'entusiasmo dopo una vittoria. Certo, possiamo festeggiare per qualche ora, ma già oggi il mio staff era in sala video ad analizzare ciò che non ha funzionato, anche sul 6-0. Questo deve essere il nostro approccio. La prossima partita sarà molto difficile (in casa dell'Audace Cerignola, ndr). Affronteremo una squadra che, secondo me, è sottovalutata e allenata da un tecnico che sta facendo giocare molto bene i suoi (Catalano, ndr). Dovremo quindi portare con noi entusiasmo e fiducia, ma senza smettere di crescere".

Bruzzaniti oggi è rimasto fuori. Possiamo aspettarci un suo rilancio nelle prossime settimane?

"Ne sono convinto. Giovanni aveva bisogno di un turno di riposo. Alleno una squadra forte che deve diventare fortissima e le esclusioni non rappresentano mai un giudizio sull'impegno di un giocatore. Io scelgo sempre la formazione che ritengo più adatta per vincere la partita. Ai ragazzi dico spesso che chiedermi il giorno dopo perché non hanno giocato è una domanda quasi inutile. La risposta è semplice: in quel momento ho ritenuto che altri undici potessero dare maggiori garanzie. La bravura di un calciatore sta nel farsi trovare pronto quando arriva il proprio turno. Oggi chi è entrato ha dato risposte importanti. Penso anche a Caturano, che è entrato bene in una partita ormai indirizzata, mostrando maturità e voglia di incidere. Lo stesso discorso vale per Liguori".

Quanto ha inciso, a livello emotivo, il ritorno del logo storico del Catania? E come giudica il momento di Massimo Coda?

"L'acquisizione del logo l'abbiamo vissuta come un'ulteriore responsabilità. Ne abbiamo parlato alla vigilia e ho chiesto ai ragazzi di sentirsi responsabili dell'entusiasmo di un popolo che ha ritrovato una parte importante della propria identità. Oggi dovevamo essere riconoscibili, propositivi e concreti. Volevamo mettere la ciliegina sulla torta a una settimana molto speciale per tutta la città. Io sostengo sempre che allenatori e calciatori sognano piazze come Catania. Quando ci arrivi, però, devi sapere accettare anche il peso che comporta. Personalmente credo che questa passione debba diventare una spinta e non un limite. Dopo la sconfitta di Potenza ho percepito un aspetto importante: la tifoseria ha riconosciuto l'impegno e la qualità della prestazione nonostante il risultato negativo. Questo significa che il pubblico è pronto a sostenere una squadra che ha identità e coraggio. Noi dobbiamo meritarci questa fiducia. Su Massimo Coda, invece, il discorso è semplice: deve continuare a fare gol. Lo abbiamo preso per questo. Sta lavorando bene e deve diventare sempre più concreto. Per me non deve accontentarsi: deve puntare a vincere la classifica marcatori del girone".

La difesa composta da Cabianca, Di Gennaro e Allegretto ha dato grande sicurezza. Questo terzetto può essere confermato anche in futuro?

"Se meriterà di giocare, sì. Però voglio ricordare che abbiamo anche Perrotta, al quale devo fare pubblicamente i complimenti. In queste settimane ha accettato la panchina con una professionalità esemplare. Forse all'esterno non si vede, ma per il gruppo è un esempio. Allegretto sa benissimo di avere alle spalle un concorrente di altissimo livello, un giocatore che ha vinto campionati e conosce bene certe pressioni. A breve recupereremo anche Ierardi e avremo nuovamente Pagliai a pieno regime. Quando tutti saranno disponibili avremo tante soluzioni: difesa a tre, difesa a quattro, due attaccanti, tre attaccanti. Questa squadra ha le caratteristiche per interpretare sistemi diversi. Per questo motivo non mi fermo alla prestazione di oggi. I tre difensori hanno fatto bene e, se svolgeranno una grande settimana di lavoro, avranno possibilità di essere confermati. Per me lo spartiacque resta sempre il lavoro quotidiano. Io non devo escludere i giocatori dopo una cattiva prestazione: devo fare in modo che non arrivino a giocarla".