Reggiana, il paradosso di Grosseto. Tesser: "Creato quadruplo avversari, ma chi sbaglia paga"
Secondo passo falso di fila per la Reggiana (il quarto nelle ultime cinque uscite): a Grosseto i granata vengono battuti 2-0 e in classifica scivolano al sesto posto venendo scavalcati da Pescara e Torres. In sala stampa arriva quindi il commento di mister Attilio Tesser.
Mister, ci aiuti a capire questa sconfitta? Guardando le occasioni create dalla Reggiana, il 2-0 finale sembra difficile da spiegare.
"Non credo che la vostra analisi sia sbagliata. Il calcio è questo: per vincere bisogna fare gol. Non conta quante occasioni si creano, conta concretizzarle. Noi abbiamo avuto tre o quattro clamorose palle gol prima che il Grosseto passasse in vantaggio. Poi ne abbiamo costruite altre tre o quattro dopo il loro gol, tutto nel primo tempo. Credo che la partita fosse sostanzialmente equilibrata, ma a livello di occasioni abbiamo creato più del triplo rispetto a loro. A inizio ripresa il Grosseto ha trovato il raddoppio. Cavaliere ha avuto due opportunità nitide da solo davanti al portiere e non siamo riusciti a sfruttarle. Loro, praticamente alla prima vera occasione pericolosa della ripresa, hanno segnato il 2-0. Noi abbiamo continuato a provarci fino alla fine e l'ultima palla capitata a Henry, a pochi passi dalla porta, dimostra che la squadra non ha mai smesso di crederci. A livello di occasioni da gol ne abbiamo create almeno il triplo, forse il quadruplo rispetto al Grosseto. Non lo dico solo io, lo dicono i numeri. Purtroppo nel calcio chi sbaglia spesso paga. Abbiamo costruito tanto e concesso molto poco a una squadra che, numeri alla mano, è tra le migliori della Serie C per gol e occasioni create. Quando produci così tanto, concedi poco e perdi 2-0, la spiegazione è semplice: non hai trasformato in gol occasioni clamorose".
Al di là del risultato, è soddisfatto dell'atteggiamento e della prestazione della squadra? E quali sono le condizioni degli infortunati?
"È chiaro che nel calcio tutte le valutazioni finiscono per essere influenzate dal risultato. Se però guardo esclusivamente alla prestazione, all'impegno, alla concentrazione, alla volontà e alla determinazione, non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Una squadra che costruisce così tante occasioni non può aver sbagliato l'atteggiamento. Allo stesso modo, aver concesso così poco a una squadra che normalmente crea molto dimostra che la fase difensiva ha funzionato. Veniamo da un periodo negativo nei risultati, ma, al di là di questo, oggi posso solo dire che è mancata la finalizzazione. Ai ragazzi non posso chiedere molto altro. La nota più negativa riguarda gli infortuni. Girma è uscito per una distorsione alla caviglia: ha provato a restare in campo a inizio secondo tempo, ma non ce la faceva. Anche Sposito ha accusato un problema nei minuti finali. Dal punto di vista medico, morale e di classifica, non è sicuramente una serata positiva. L'unico aspetto che salvo senza esitazione è la prestazione, l'impegno e la volontà di fare la partita fino all'ultimo minuto".
La sua analisi sembra lasciare poco spazio ai meriti del Grosseto. Non crede che anche gli avversari abbiano avuto un ruolo importante?
"Ma certo che i meriti del Grosseto ci sono. Però bisogna distinguere i piani. Io sto parlando della nostra prestazione: abbiamo tenuto il campo bene, concesso poco e creato tantissimo. Una squadra che costruisce così tante occasioni non può aver giocato male. Il problema è che nel calcio bisogna finalizzare. È stata questa, a mio avviso, l'unica vera mancanza della squadra".
E come si può migliorare sotto porta?
"Con il lavoro, con le esercitazioni e con tanta applicazione. Però alla fine entrano in gioco anche le caratteristiche individuali. Penso a Girma: oggi, per quanto mi riguarda, ha disputato la miglior partita da attaccante da quando è con noi. È arrivato tre volte davanti al portiere, ma non è un finalizzatore puro. Può trovare il gol, me lo auguro, ma le sue caratteristiche sono altre. Lo stesso vale per Cavaliere, che è un ragazzo giovane e anche oggi ha avuto occasioni importanti. Quando arrivi davanti alla porta entrano in gioco le qualità individuali. Il lavoro serve per creare le opportunità, e oggi ne abbiamo create tantissime. La preparazione della gara è stata corretta; è mancata soltanto la concretezza. Non parlo di colpe. Gli errori fanno parte del calcio. Io per primo, da allenatore, commetto errori. Quando però si sbagliano così tante occasioni evidenti è inevitabile che il risultato ne risenta".
A questo punto diventa fondamentale l'inserimento di Henry?
"Sì, diventa importante. Ha svolto solo mezza settimana di lavoro effettivo. Era fermo da molto tempo: sei mesi senza giocare, un'operazione alle spalle e circa quaranta giorni di inattività. Sta recuperando gradualmente la condizione e non può ancora essere al massimo. Già a Pineto avrei voluto impiegarlo di più, ma non era ancora possibile. Vedremo se saremo costretti a trovare soluzioni diverse, anche in base alle condizioni di Girma. Potrebbero esserci adattamenti tattici o l'impiego di qualche giocatore in una posizione differente. Spero però di non dover ricorrere a queste soluzioni".
La classifica è complicata e gli infortuni non aiutano, ma la squadra sembra avere valori importanti. Come si esce da questo momento? E il Grosseto è la rivelazione del campionato?
"Parto dal Grosseto. È una squadra che costruisce molto e che gioca bene, sempre palla a terra. Oggi i miei ragazzi sono stati bravi a limitarne il palleggio e per questo gli avversari hanno dovuto ricorrere più spesso al gioco lungo. Delle partite che ho analizzato, questa mi è sembrata quella in cui hanno creato meno. È una squadra che gioca con entusiasmo, allenata molto bene da Indiani. Non è semplice affrontarla e faccio sinceramente i complimenti al Grosseto. Per quanto riguarda noi, dobbiamo rialzarci. L'aspetto mentale sarà fondamentale. La squadra oggi ha dimostrato di esserci, sia sul piano tecnico sia, soprattutto, su quello morale. Il fatto di aver avuto una grande occasione al 96' dimostra che non abbiamo mai mollato. Dobbiamo portare con noi gli aspetti positivi di questa prestazione e riproporli nelle prossime partite, aggiungendo però quella concretezza che oggi è mancata".
C'è anche bisogno di un episodio favorevole per invertire la rotta?
"Sì, credo che in questo momento ci servirebbe anche un po' di fortuna. Non voglio nascondermi dietro gli episodi, perché quando sbagliamo siamo i primi responsabili. La partita di Pineto, per esempio, l'ho sbagliata io come allenatore. Detto questo, nelle gare precedenti ci sono state situazioni che ci hanno penalizzato. Contro lo Spezia ci è stato annullato un gol che, da quello che ho visto e da quanto mi è stato riferito successivamente, era regolare. C'è stato anche un episodio di possibile fallo di mano in area. Non voglio cercare alibi. Però, in un momento difficile come questo, anche quei piccoli episodi possono contribuire a cambiare l'inerzia di una stagione. Nel corso di un campionato, di solito, tendono a compensarsi. Mi auguro che da qui in avanti possano girare un po' anche dalla nostra parte".
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