Corini carica il Brescia: "Pronti per il primo test vero. L’Arezzo ha entusiasmo"
Alla vigilia del primo impegno ufficiale della stagione, Eugenio Corini ha incontrato la stampa per analizzare il preliminare di Coppa Italia Frecciarossa contro l’Arezzo. Il tecnico dell’Union Brescia ha parlato di condizione atletica, gestione del caldo, scelte precampionato, assenze, mercato e del valore dell’avversaria, reduce da una promozione e da un precampionato brillante. Con lucidità e pragmatismo, Corini ha ribadito la volontà di trasformare questo primo test in un passaggio di crescita: una gara ufficiale che arriva presto, ma che può già dire molto sul livello attuale della squadra.
Con quanta voglia e con quale spirito arrivate a questo primo test ufficiale della stagione?
«C’è entusiasmo e tanta voglia di iniziare un percorso che riteniamo fondamentale sotto molti punti di vista. La Coppa Italia Frecciarossa è importante: il Brescia torna a giocarla dopo che l’anno scorso non ha potuto farlo. Affrontiamo una squadra carica di entusiasmo, reduce da una promozione e da un ottimo precampionato. Vogliamo fare una grande partita per provare ad accedere al secondo turno, che ci darebbe la possibilità di sfidare una squadra di Serie A come il Cagliari».
Che cosa dobbiamo aspettarci di positivo e che cosa invece potrebbe non essere ancora del tutto pronto, considerando preparazione, infortuni e mercato?
«Mi aspetto una squadra che per 65-70 minuti sta bene in campo, lavora sulle cose preparate e riconosce i meccanismi. Abbiamo una base importante costruita l’anno scorso, utile anche ai nuovi arrivati. Sulla tenuta dei 95 minuti è il primo vero test, ma i dati degli allenamenti ci dicono che la squadra è pronta dal punto di vista atletico. L’incognita è il caldo, molto pressante negli ultimi giorni: gestire le energie, sia in possesso che in non possesso, sarà fondamentale».
Meglio iniziare subito con una partita ufficiale piuttosto che con un’amichevole? E perché avete organizzato solo due amichevoli nel precampionato?
«Abbiamo finito la stagione tardi, con la finale del 7 giugno. Ho voluto dare quattro settimane e mezzo di recupero ai giocatori, pur con un programma personalizzato da svolgere a casa. Il preritiro è servito a valutare la loro condizione. Le due settimane di carico sono state importanti per definire tanti particolari e dare minutaggio simile a tutti, con volumi di lavoro significativi sia atletici che tecnico-tattici. Per questo mi bastavano due amichevoli. Sul fatto di iniziare con una gara ufficiale: meglio così. Spesso si dice “consideriamola come una partita vera”, ma questa lo è davvero. Affrontiamo una squadra di valore: un bel test che potrebbe portarci a un’altra partita ufficiale contro una squadra di Serie A.»
Qual è il quadro degli indisponibili?
«Non saranno disponibili Balestrero, Di Molfetta, Casasola, Gori, Kolgecaj, Mercati e Guglielmotti. Casasola è fermo per precauzione: preferiamo farlo rientrare lunedì. Lo stesso vale per Balestrero. Per Mercati siamo fiduciosi di definire il piano di rientro nel fine settimana. Guglielmotti contiamo di recuperarlo in 7-10 giorni. Per i portieri: Stefano avrà un periodo più lungo, mentre per Kolgecaj, non essendo stato operato, ci aspettiamo un recupero più rapido».
Che cosa manca ancora alla squadra per essere completa?
«Siamo una squadra forte, con un’identità chiara e riconoscibile. Sono arrivati giocatori importanti, alcuni prestiti rientrati che hanno fatto bene. La base è ottima, ma tutto è migliorabile. Dobbiamo valutare anche la lista degli over: massimo 23, e oggi saremmo già oltre. Se ci sarà la possibilità di migliorarci ulteriormente, la società sarà pronta».
Quali sono le insidie principali dell’Arezzo?
«L’Arezzo ha consolidato una mentalità vincente. Bucchi era già subentrato l’anno precedente, poi hanno dominato a lungo il campionato, con l’Ascoli come unico rivale fino all’ultima giornata. Hanno entusiasmo, conoscenze, motivazioni. Lo si è visto nel precampionato, compresa la vittoria contro il Napoli. Sarà un test importante per capire il nostro livello attuale».
Nel ritiro c’è qualcuno che ti ha sorpreso più degli altri?
«La cosa che mi ha gratificato di più è vedere che siamo ripartiti da dove avevamo lasciato, e non è scontato. Ho visto tutti pronti e reattivi. Non esistono titolari inamovibili: serve competizione interna, allenamenti intensi e significativi. Se manterremo questo spirito, il valore della squadra si alzerà. L’anno scorso, con tanti infortuni, tutti hanno avuto spazio e hanno dimostrato qualità: questo deve essere lo spirito».
Avete preso giocatori che sanno vincere: quanto conta questa componente?
«È fondamentale. Chi viene da una stagione positiva porta entusiasmo e autostima. Penso a Rizzo, Balestrero, Casasola, Pellegrini, Sina: tutti reduci da annate importanti. Questo alza il livello della squadra e ci aiuta a costruire un gruppo che vuole vincere il campionato».
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