Cosenza, Buscè: "Lupo? Stupito. In gruppo si parla al plurale, tutto il resto è noia"
Nei giorni scorsi Fabio Lupo, ex direttore sportivo del Cosenza, è intervenuto con dichiarazioni polemiche, accusando mister Antonio Buscè di contrasti e caratteri non compatibili. Nella conferenza della vigilia della sfida di Salerno, il tecnico rossoblù ha quindi replicato: "Sono rimasto stupito da queste dichiarazioni, soprattutto perché siamo a gennaio, il campionato è al giro di boa e tra qualche mese finirà. Il mio focus è tutto sul lavoro fatto da quando sono arrivato a Cosenza: ho messo tutte le energie per ricompattare un gruppo frastornato da una brutta retrocessione e per trovare la quadra. Il lavoro svolto finora è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori: è stato straordinario e lo dicono i fatti. Credo che la società possa dire la sua. Io rispondo per correttezza, ma esorto chiunque a evitare dichiarazioni che ledono l’immagine della società o rischiano di squilibrare ciò che si è creato: un gruppo coeso con staff, società e tifosi, che sta onorando il campionato. Parlare al singolare invece che al plurale, in un contesto collettivo, non mi appartiene: mi hanno insegnato che in un gruppo si parla sempre al plurale. Tutto il resto è noia, come diceva un grande cantautore italiano. Pensiamo alle cose importanti: se diamo peso a tutto ciò che conta zero, rischiamo di annegare in un bicchiere d’acqua".
Si è poi passati alla partita: la seconda di tre posticipi notturni consecutivi. Quanto può pesare giocare di sera, soprattutto contro una pretendente alla promozione diretta come la Salernitana? "L’abitudine a giocare di sera può mancare, ma se uno cerca un alibi lo trova sempre. Abbiamo già giocato partite serali, come a Cerignola. La differenza la fa la testa, la mentalità, l’episodio, l’errore di troppo. Il calcio è imprevedibile: puoi vedere un’azione tranquilla e poi arriva l’errore di un singolo, anche ad alti livelli (si è visto ieri in Serie A). Non è una scusa: dobbiamo concentrarci su ciò che ci ha portato vantaggi finora e eliminare gli errori evitabili. Domani affrontiamo due squadre forti, importanti, che hanno fatto un campionato di vertice. Entrambe veniamo da due sconfitte: sarà una partita tosta, con giocatori di qualità. La Salernitana è costruita per vincere subito il campionato, insieme a Catania e Benevento. Noi siamo a ridosso anche della Casertana, che sta alzando la mano. È un girone competitivo con squadre costruite per primeggiare: domani è uno scontro diretto, e noi non siamo da meno".
Chi sarà più penalizzato dalle squalifiche: la Salernitana con due centrali importanti o il Cosenza senza il suo play di riferimento (Langella)? "È normale che le assenze pesino, soprattutto nei ruoli chiave. Langella è importante per il lavoro che fa, ma lo sono anche gli altri. Il gruppo lo sa: chi giocherà al suo posto farà una prestazione importante per il bene della squadra. Dobbiamo essere tranquilli e sereni: il calcio prevede infortuni e squalifiche. Giocherà qualcun altro al posto di Cristian, e farà la sua partita".
Ci sarà un enorme pressione del pubblico a Salerno: "La pressione fa parte del gioco: è una piazza importante, una società costruita per vincere con giocatori di categoria superiore. Quando si perde non si è mai contenti, è normale avere problematiche. Andiamo lì con una sconfitta sul groppone, ma dobbiamo reagire. Contro il Monopoli fino al 72’-73’ non avevano calciato in porta: abbiamo creato occasioni nonostante non fosse una partita idilliaca. Non abbiamo sofferto, ma perso per errori. Siamo consapevoli: se alziamo ritmo e intensità, la prestazione ha valore e spesso porta risultati positivi. Domani, nonostante la pressione (si aspettavano di essere primi per blasone), dobbiamo fare la nostra partita: tenere alto il ritmo, poche pause, grande prestazione sotto tutti i punti di vista. Poi vedremo il risultato al fischio finale".
Quindi il mercato: "La società sta rispettando quanto detto: sono fiducioso, e infatti nei primi giorni sono arrivati tre giocatori importanti (da Trapani, Cerignola, Siracusa), che nelle loro squadre precedenti hanno fatto ottimo lavoro. Se decideranno di inserire altri tasselli, valuteranno con i direttori. Non serve una rivoluzione: bastano elementi giusti per ruoli con defezioni. Siamo all’11 gennaio, le cose vanno per il verso giusto. Ora pensiamo alla partita di domani, importantissima per noi".
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