Ds Cosenza: "Non siamo un club allo sbando, è l'anno zero della ricostruzione"
Il direttore sportivo del Cosenza, Fabio Lucioni, ospite della trasmissione A lupo a Lupo, ha analizzato il momento della formazione silana: "I ragazzi non hanno mai mollato. Lo scorso anno il Cosenza Calcio aveva un organico che retrocedeva dalla serie B, con giocatori importanti non solo per il campionato di serie C. Professionisti che hanno provato con tutte le forze a centrare l’obiettivo di risalire.
La stagione calcistica 2025/26 si è conclusa con la corsa ai playoff e la sconfitta contro il Casarano. Giustamente c’è stato un ridimensionamento a livello economico, perché nel momento in cui per tanti anni si spendono fior di quattrini per mantenere una società, arriva sempre l’anno zero della ricostruzione. È una ripartenza, se vogliamo anche una nuova ondata di energia.
Quando mi è stato proposto di sedere sulla poltrona del Cosenza, non ho esitato un attimo. Sapevo naturalmente delle difficoltà che ci sono, che c’erano e che vanno avanti da un po’ di tempo. Nel calcio, fortunatamente o sfortunatamente, si sa un po’ sempre tutto. Però come poter dire di no ad una piazza così importante, ad una città che vive di calcio.
So di aver costruito una squadra di uomini, me lo dimostrano ogni giorno. Seppur con le difficoltà che non sto ad elencare, si è fatto tanto. Sono orgoglioso di loro, sono ragazzi uniti, quando segnano esultano insieme, si abbracciano, gioiscono, per me questa è la prima vittoria che da uomo di calcio volevo centrare. Sono sicuro che con il lavoro, come stiamo dimostrando, avremo tante soddisfazioni.
Giocare in casa a Cosenza è tutt’altra cosa, dà senso di appartenenza. Aver iniziato il campionato a Crotone, con gare sempre a porte chiuse, ha comportato non solo un enorme dispendio economico, ma anche di energie. Quando sono in strada in città riscontro il dissapore tra i tifosi, però devo dire che l’attaccamento al valore della squadra c’è sempre. Nonostante tutto, io credo che sia un patrimonio per il territorio che va protetto e portato in maniera sana in giro per l’Italia.
Il Cosenza Calcio non è allo sbando. Tutti i giorni entriamo allo stadio alle 8:00 del mattino e ne usciamo alle 20:00 di sera. Praticamente è la nostra seconda casa. Ceniamo con lo staff, stiamo sempre insieme, cerchiamo soluzioni per far sì che, seppur iniziata in maniera un po’ tribolata, sia un’annata performante.
Difendiamo questa bandiera non solo noi con i ragazzi in campo, ma anche chi ha scelto di non far sentire la propria voce e il proprio calore sugli spalti. Vorrei sensibilizzare i tifosi affinché l’amore che hanno sempre dimostrato per la propria maglia in tutti gli stadi, ritorni a fungere da supporto alla squadra".
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