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Federico: "La C è un laboratorio d'idee e può diventare serbatoio per la Serie A"

Federico: "La C è un laboratorio d'idee e può diventare serbatoio per la Serie A"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 21:00Primo piano
di Matteo Ferri
fonte Intervista di Raffaella Bon

Il direttore sportivo Sandro Federico ha parlato ai microfoni di TuttoC.com per analizzare i temi legati al campionato di Serie C.

Partiamo da un'analisi generale: come giudica il livello della Serie C in questa stagione 2026/2027? Ritiene che il campionato sia cresciuto dal punto di vista tecnico e competitivo?
"Vedendo queste prime dieci-undici giornate di Serie C, è bellissimo vedere tre squadre al comando: Cittadella, Spezia e Potenza. Tre società che, sulla carta, non avevano i favori del pronostico, ma che stanno dimostrando di avere idee, allenatori propositivi e una concezione di calcio veramente interessante. Tutte e tre mi ricordano l'Ascoli dell'anno scorso e quello di oggi, che è venuto fuori quasi per caso. È bello vedere questo laboratorio di idee, questo serbatoio di allenatori emergenti e di squadre costruite con un'identità ben precisa. La Serie C quest'anno sta proponendo qualcosa di veramente interessante. Penso a tre allenatori come Turati, Tisci e Musso, tutti emergenti, che stanno riuscendo a fare molto bene. Lo stesso discorso vale per il Grosseto, che sto seguendo con grande attenzione. È una squadra che propone un calcio interessante, con tanti ragazzi provenienti dalla Serie D. Faccio davvero i complimenti a queste società, perché quando vedo realtà di questo tipo significa che alle spalle esiste un lavoro importante, portato avanti da professionisti validi".

Entrando nel dettaglio dei tre gironi, quali squadre l'hanno maggiormente impressionata in questo avvio di stagione? Ritiene che ci siano differenze significative tra i raggruppamenti?
"Ho già espresso più o meno il mio pensiero. Credo che sia ancora presto per individuare le favorite alla promozione, ma mi auguro che queste squadre possano continuare a fare così bene. Anche lo Spezia, nonostante il grande blasone e il fatto di essere considerato tra le favorite, ha al proprio interno tanti giocatori interessanti. Ancora una volta Angelozzi ha svolto un lavoro straordinario. Mi fa piacere vedere tutto questo impegno dietro queste società. Tra i tre gironi non credo che esistano differenze così marcate. Anzi, spesso il Girone C viene sopravvalutato perché comprende piazze importanti, con un grande pubblico. Tuttavia, questo non significa necessariamente avere anche grandi idee. Mi riferisco a società come Cosenza e Crotone, che hanno avuto un passato importante ma che stanno attraversando grandi difficoltà. Secondo me, quindi, i tre gironi si equivalgono, come accade ogni anno".

Direttore, quanto incide oggi il lavoro di un direttore sportivo nella costruzione di una squadra vincente in Serie C? È più importante puntare su calciatori esperti oppure investire su giovani di prospettiva?"
Il lavoro del direttore sportivo può incidere tantissimo. Ho citato esempi come Cittadella, Spezia, Grosseto e Potenza proprio perché sono società nelle quali esiste un progetto preciso. Dove c'è un lavoro importante alle spalle, oltre a quello degli allenatori, ci sono direttori sportivi competenti. Questa è la dimostrazione che un direttore sportivo può davvero consentire a una società di compiere un salto di qualità, mantenendo comunque sotto controllo i parametri economici".

Un tema sempre attuale riguarda gli esoneri degli allenatori. In Serie C assistiamo spesso a cambi di guida tecnica anche dopo poche giornate. Secondo Lei, le società hanno poca pazienza oppure questi interventi sono talvolta necessari per cambiare il rendimento di una squadra?
"Per quanto riguarda il discorso degli esoneri, purtroppo siamo arrivati a una situazione che sta diventando anche stucchevole. Sono sempre favorevole a concedere maggiore fiducia e ad avere più pazienza, perché gli esoneri stanno diventando un problema serio. Si ricorre troppo facilmente al cambio di allenatore e questo porta molti tecnici a non avere neppure il coraggio di inserire fin da subito qualche giovane in più. Gli allenatori hanno paura di essere continuamente soggetti al rischio dell'esonero".

Un altro tema centrale per il futuro della Serie C è la valorizzazione dei giovani. Quanto può incidere questa categoria nella crescita dei calciatori e nella loro successiva affermazione ai massimi livelli?
"Credo che la Serie C possa diventare, così come la nostra Serie B, un vero serbatoio per la Serie A. Basta guardare il Frosinone, che ha tanti giocatori provenienti dalla Serie B, praticamente quasi tutti, e un allenatore che ha fatto tanta gavetta. La squadra si sta esprimendo al massimo e sta dimostrando che il lavoro svolto negli anni precedenti può portare risultati importanti anche nella massima categoria. Il Frosinone rappresenta una bella pagina di calcio. Tra questi ragazzi c'è anche il mio Birligea, che ho avuto per due anni e mezzo a Teramo e che cedetti al Cluj nel gennaio di qualche anno fa, proprio con l'idea di offrirgli una prospettiva importante. Durante quei due anni e mezzo aveva già dimostrato di possedere qualità importanti, pur non giocando tantissimo e avendo avuto qualche piccolo problema fisico. Soprattutto durante gli allenamenti dimostrava di avere veramente il fiuto del gol. Lo ripeto: sarà un grande investimento e farà molto bene anche in Serie A, su di lui avrei scommesso qualsiasi cosa perché conosco il valore del giocatore e dell'uomo. Lo avevo consigliato anche ad altre società, ma il Frosinone ha creduto in lui e ha previsto un riscatto per la fine dell'anno. Sono convinto che abbia qualità importanti, oltre a essere un ragazzo straordinario. Il Frosinone ha al proprio interno giocatori di un certo spessore e di un certo livello. Sono stati bravissimi anche il direttore sportivo Renzo Castagnini e l'allenatore, che conosco dai tempi della Serie C. Questa esperienza dimostra anche quanto possa essere importante il lavoro di un direttore sportivo e la sua lungimiranza. Quando cedemmo Birligea al Cluj inserimmo una clausola che garantiva al Teramo il 40% sulla futura rivendita. Due anni dopo il Cluj lo ha ceduto allo Steaua Bucarest per due milioni e mezzo di euro: il Teramo avrebbe quindi incassato un milione. Questo significa che un bravo direttore sportivo deve avere anche la capacità di guardare avanti e individuare operazioni che possano generare plusvalenze importanti, anche in Serie C. Tutto questo dimostra che la Serie C può diventare un vero laboratorio di idee e tornare a rappresentare qualcosa di importante anche ai massimi livelli, compresa la nostra Nazionale. Non dimentico che l'Italia del 2006 vinse il Mondiale con sette giocatori cresciuti dalla Serie C, nei settori giovanili o attraverso un percorso di gavetta in questa categoria. Questo dimostra quanto possa essere importante valorizzare i giovani e consentire loro di maturare attraverso esperienze formative".