Folgore, Belmonte: "Se vogliamo esser deboli cerchiamo alibi. Non esiste regalare 2 uomini"

Folgore, Belmonte: "Se vogliamo esser deboli cerchiamo alibi. Non esiste regalare 2 uomini"
Nicola Belmonte
© foto di Roberto Della Corna
Oggi alle 12:45Primo piano
di Valeria Debbia

Nicola Belmonte, tecnico della Folgore Caratese, analizza in sala stampa il ko interno contro la Dolomiti Bellunesi all'esordio in campionato.

La preparazione alla partita è stata condizionata da diversi aspetti esterni, compreso il tema dello stadio. Quanto ha influito tutto questo sulla prestazione?

«Se decidiamo di essere deboli, troviamo degli alibi. Questo è il mio pensiero. Lo stadio non c’entra niente, l’abbiamo detto prima, lo ha ribadito il presidente: le vicissitudini che non riguardano il campo non devono influire. Bisogna capire che scelta vogliamo fare e chi vogliamo essere. Se vogliamo essere deboli, allora possiamo parlare del campo e di tutto il resto. Per me non c’entra assolutamente nulla».

Si è vista grande tempera da parte dei suoi ragazzi. Qual è l’aspetto che la rende più fiero?

«Da parte loro c’è un grande atteggiamento, ma stasera è stato trasformato in troppa foga, e questo non va bene. Chi viene qui deve capire dove è arrivato: una società sana, solida, che ti mette a disposizione tutto. Non possiamo permetterci di sbagliare nulla. È giusto che sopra di me pretendano, è giusto che io pretenda dai ragazzi e che i ragazzi pretendano da loro stessi. Mi dispiace tantissimo per come abbiamo iniziato: ci sta perdere, ma non ci sta regalare due uomini. Sono onesto: sono incazzato nero. Non esiste una cosa del genere. Ora perdiamo per almeno due partite due giocatori importanti. Sono molto, molto arrabbiato».

La partita era equilibrata e decisa dagli episodi, tutti sfavorevoli alla sua squadra. Come l’ha vista?

«Per quello che chiediamo noi, abbiamo fatto una partita sotto ritmo. Non siamo stati quelli che vogliamo essere. Il primo tempo è stato buono, ma abbiamo rischiato su due regali in uscita, in costruzione bassa. Il rammarico è enorme: l’avevi rimessa a posto e dopo tre minuti non puoi fare una cavolata del genere. Non puoi permettertelo. È bene che i ragazzi capiscano dove sono venuti a giocare, che allenatore hanno, che presidente hanno, che direttore hanno. Siamo ancora un po’ lontani da ciò che chiediamo».

Si è visto nervosismo in campo. Da cosa può dipendere?

«Il nervosismo nasce da due cavolate che non stanno né in cielo né in terra. Posso giustificare Spalluto: ha corso per 96-97 minuti, posso pensare che non fosse lucido. Ma non posso giustificare Balzano: è entrato da venti minuti, era fresco, lucido mentalmente. Non puoi fare una cavolata del genere. Sono stati dei regali: ci siamo consegnati all’avversario».

Può aver inciso anche la maggiore esperienza dell’avversario, in particolare di Cossalteer?

«Prima di pensare agli avversari e alla loro furbizia, dobbiamo pensare a come ci comportiamo noi. Non penso all’atteggiamento del giocatore della Dolomiti, penso alla cavolata che hanno fatto i miei».

In vista della prossima partita, con due uomini in meno, come pensa di agire?

«Con il lavoro. Ci sono altri ragazzi della rosa altrettanto validi, quindi non è un problema. Torno al discorso iniziale: se vogliamo trovare alibi, allora siamo deboli. Io penso il contrario: chi giocherà farà bene e si farà trovare pronto».

Sul mercato si aspetta qualche mossa o la squadra è completa?

«Di mercato non devo parlare io. Io penso ad allenare: ciò che mi viene messo a disposizione lo alleno e cerco di farlo nel migliore dei modi, mettendo i ragazzi nelle condizioni migliori per esprimersi. Il mercato non mi interessa: penso solo ad allenare».