Salernitana, Cosmi: "Giocato male, immagine lontana anni luce da quella che vorrei"

Salernitana, Cosmi: "Giocato male, immagine lontana anni luce da quella che vorrei"TMW/TuttoC.com
Serse Cosmi
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Oggi alle 12:30Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico granata ammette la superiorità del Sorrento: poca compattezza, condizione da costruire, inserimenti graduali dei nuovi e necessità di ritrovare solidità difensiva.

Serse Cosmi, tecnico della Salernitana, analizza in conferenza stampa il ko interno nel derby contro il Sorrento all'esordio in campionato.

Partita difficile fin dai primi minuti: il Sorrento ha preso campo subito. La Salernitana ha avuto la chance di sbloccarla con il rigore, poi il pareggio immediato ha ricordato quello subìto col Brescia. Nella ripresa ha aggiunto un centrocampista, la squadra ha risposto, ma è calata di nuovo per la condizione dei nuovi. Qual è la chiave di lettura della gara?

«Cerco di essere sintetico: oggi (lunedì sera, ndr) non abbiamo fatto la partita che avremmo voluto, per colpe nostre e per merito del Sorrento. L’unica recriminazione, se così si può dire, è che dopo essere passati in vantaggio - immeritatamente, o meglio in una situazione particolare - dovevamo gestire meglio quei minuti fino alla fine del primo tempo. Il gol dell’1-1 ci ha rimesso in una situazione di disagio. Ho dovuto togliere un attaccante perché a centrocampo eravamo realmente in inferiorità numerica, e lo sapevo: quando giochi con due o tre attaccanti devi sacrificarti. Se poi trovi una squadra con un giocatore come Capezzi, che in questa categoria difficilmente trovi, capace di gestire tutti i palloni come un radar, diventa complicatissimo. Anche la parità numerica non ci ha giovato. All’inizio della ripresa sembravamo un po’ più equilibrati, ma abbiamo fatto tanta confusione, abbiamo corso male, malissimo e troppo. Con questo caldo, correre male è una condanna. Capuano e Vitale mi hanno chiesto loro il cambio perché stremati. Avremmo potuto fare un finale diverso, ma lo sapevamo: nessuna giustificazione. Abbiamo giocato male, abbiamo dato un’immagine lontana anni luce da quella che vorrei: equilibrio e compattezza. Le giustificazioni sarebbero facili, ma non le cerco».

Come intende ovviare a queste situazioni in vista del prossimo impegno, considerando che ci sono nuovi da inserire e altri che non sono ancora al top?

«A meno di cataclismi, nella prossima partita avremo quattro giocatori in più: La Gumina, Pieraccini, Tascone e Llano. Oggi mancavano due dei più in forma del precampionato, quelli che hanno fatto tutta la preparazione. I nuovi si inseriranno non tutti insieme, ma a turno: non puoi mettere tre di oggi più altri due che arrivano, cinque giocatori nuovi. Ci vuole amalgama. Domattina ci rimettiamo al lavoro. Sono molto toccato dalla sconfitta, perché le sconfitte sono dolorose. Quando sono arrivato allo stadio, ho visto la gente, la curva piena: ho sperato di fare un altro tipo di partita. Dispiacere enorme per chi ha creduto in noi a scatola chiusa. Dobbiamo fare in modo che tutti abbiano la percezione di una squadra omogenea, unita, equilibrata. Oggi abbiamo mostrato pochissimo di tutto questo. Mi dispiace per la gente, ma è la prima giornata, non l’ultima».

Un pensiero sull’episodio del possibile rigore e sulla gestione del recupero?

«Non ho visto bene il rigore, ora mi hanno fatto vedere un’immagine, ma non mi esprimo. La cosa che mi ha dato fastidio - e vi farà ridere - è che se dai sei minuti di recupero e c’è una sostituzione, non puoi fischiare la fine a 5’40”. Un minuto e dieci secondi nel calcio sono niente, ma è un errore grave. Detto questo, non c’entra nulla con la sconfitta. Sulle altre cose mi sto abituando al modo di arbitrare: abbiamo fatto e subìto falli, alcuni fischiati contro giustamente, ma devono essere fischiati anche quelli a favore, anche le ammonizioni. Non voglio entrarci: sarebbe cercare giustificazioni. Oggi abbiamo perso perché non abbiamo giocato bene. Quando non giochi bene e non sei equilibrato, raramente porti a casa il risultato. Preferisco perdere contro una squadra che ha giocato meglio di te, e oggi il Sorrento ha giocato meglio».

La preoccupa la fase difensiva? L’anno scorso la Salernitana aveva trovato solidità, oggi invece avete sofferto anche attaccanti non strutturati fisicamente.

«Sono d’accordo. L’anno scorso, dopo qualche partita, la squadra aveva trovato una solidità difensiva importante: prendevamo pochi gol, tranne a Potenza. Oggi difensivamente siamo stati perdenti in almeno quindici situazioni, anche dentro l’area, e non mi riferisco solo ai due gol. Una squadra con ambizioni non può prescindere dalla solidità difensiva, che oggi non c’è. Pieraccini ci aiuterà, Capuano migliorerà la condizione, Heinz prima o poi tornerà - per me una perdita enorme - e magari rimetteremo Llano a destra e non Villa, che è mancino. Sono situazioni che sistemeremo, ma non voglio far passare l’idea che abbiamo perso per questo: oggi dovevamo esprimere un calcio diverso e non ci siamo riusciti».

Settimana scorsa aveva parlato di “clima da funerale”. Oggi la squadra non ha giocato bene e il pubblico ha mostrato sfiducia. Si sente di nuovo al punto di partenza?

«La situazione è completamente diversa. L’anno scorso sono arrivato con dieci partite da giocare, tre nella prima settimana: pochissimo tempo per un allenatore. Quello era il gruppo, quello dovevo allenare. Mi è servito tempo per trovare soluzioni: De Boer, Tascone, Ferraris. Quest’anno invece si costruisce una squadra: non è solo tattica, ma comportamenti, unione. Il Sorrento ha mostrato solidarietà tattica e tecnica perché molti sono gli stessi dell’anno scorso. Noi abbiamo bisogno di tempo, non tantissimo perché non ne abbiamo, ma paradossalmente era più facile l’anno scorso: non conoscevo nessuno, ma il gruppo era già omogeneo. Oggi il calcio è cambiato: tutte le squadre arrivano al 31 agosto ancora da completare. È la normalità. Il 90% delle squadre vive questa situazione: si cerca un trequartista, arriva uno, va via un altro. È così ovunque».

Nell’ultima settimana di mercato serve ancora qualcosa per completare la squadra?

«Non voglio parlarne. Una volta che ho parlato di mercato è venuto giù il mondo, quindi non ne parlo più. C’è un direttore sportivo e una società che operano entro certe dinamiche. Io alleno ciò che mi viene dato, e devo allenarli meglio di come ho fatto oggi: su questo non c’è dubbio. So solo che Pieraccini e La Gumina domattina si allenano con noi, quindi saranno disponibili per Foggia, insieme a Tascone, Llano e quelli che devono recuperare. L’organico si sta completando, ma non chiedetemi se serve altro: non è il caso».