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Folgore Caratese, la legge del corpo a corpo: la squadra di Belmonte è la più "ruvida" della C

Folgore Caratese, la legge del corpo a corpo: la squadra di Belmonte è la più "ruvida" della CTMW/TuttoC.com
Oggi alle 16:00Primo piano
di Laerte Salvini
La Folgore Caratese ha costruito il proprio identikit sulla pressione, sui duelli e sulla capacità di sporcare le partite. I numeri raccontano una matricola aggressiva, intensa ma ancora poco incisiva negli ultimi metri

Provarci da dove la Folgore Caratese ha scelto di stare: dentro il corpo a corpo, nel punto in cui il pallone smette di essere un'idea e diventa una contesa. La matricola brianzola, dopo il primo storico successo in Serie C, ha il fiato corto di chi è appena salito ma l'ostinazione di chi non vuole più scendere. Lo dicono i numeri, anzitutto, con una certa eloquenza: 17,6 falli a partita, primato assoluto del campionato, davanti al Foggia (17,1) e alla Vis Pesaro (16,9). Venti ammonizioni, terzo dato più alto del torneo, e quattro espulsioni, nessuno ha fatto peggio. È una squadra che non cede il terreno, lo contende palmo a palmo, anche a costo di pagare dazio. Il gioco di Belmonte è fatto di aggressività, è una forma di ruvida cortesia verso la propria inferiorità tecnica: se non puoi avere il pallone, almeno impedisci all'altro di averlo in pace.

Il possesso, infatti, è altrove: 46,4% di media, 47ª in classifica, con 281,6 passaggi riusciti a partita contro i 500 della Juventus Next Gen. La Folgore non tesse, strappa. E lo fa con una certa coerenza: tredicesima per contrasti (17,1 a gara), sesta per intercetti (10,7) e per possesso riconquistato nella trequarti avversaria (5,0). Il pressing alto, dunque, c'è e ha dentro un'intenzione precisa: rubare palla dove il rivale è più vulnerabile, accorciare la strada verso la porta. È il calcio dei giovani, di chi corre perché ha gamba e non ha ancora imparato a risparmiarla, di chi fa della dedizione una poetica. Ci si diverte a vederla soffocare l'impianto altrui, e si intuisce che l'avversario, a un certo punto, smetta di pensare per limitarsi a difendersi dal fastidio.

Ma ogni virtù ha il suo rovescio, e qui il rovescio è nitido. Quando la riconquista arriva, manca la raffinatezza per trasformarla: 4,6 tiri in porta a partita (24ª), appena 10 grandi occasioni create (46ª), un solo calcio di rigore ottenuto. Davanti, la Folgore è sterile quanto è prodiga dietro, e nella propria metà campo sconta una fragilità sui piazzati, con 4 gol subiti da fermo, quartultima, oltre a 20,9 spazzate di media, segno di una difesa che spesso sbroglia più che costruire. La salvezza passerà di qui: dal saper graduare l'ardore, dal trasformare la grinta in lucidità, il fallo in anticipo, la battaglia in controllo. Il carattere, a Carate, non manca. Serve soltanto imparare a dosarlo.