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Giammarioli: "Bruzzaniti si merita piazza di prestigio. Vicenza strutturato per vincere"

Giammarioli: "Bruzzaniti si merita piazza di prestigio. Vicenza strutturato per vincere"TMW/TuttoC.com
Stefano Giammarioli
Ieri alle 20:45Altre news
di Valeria Debbia

Stefano Giammarioli, direttore sportivo esperto, è intervenuto come ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, offrendo un'analisi approfondita sul mercato di gennaio in terza serie.

Da esperto del settore, che mercato si aspetta in Serie C? Che tipo di gennaio sarà?

"Credo sarà il solito mercato diviso in tre fasi: c’è chi aveva programmato tutto in anticipo e già si vedono le prime ufficialità; poi ci sarà un periodo intermedio con pochissime trattative e trasferimenti; infine il rush finale, dopo aver valutato le prime partite del girone di ritorno, quando i presidenti chiameranno direttori sportivi e allenatori per chiedere rinforzi. Sarà un mercato in cui si lavorerà molto sugli scambi: non vedo liquidità per investimenti o operazioni importanti".

È già iniziato, come diceva lei: il primo giorno sono arrivate subito tante ufficialità, probabilmente trattative concluse da tempo. Una di queste è forse l’acquisto del mercato, Bruzzaniti al Catania. Che colpo può essere per dare scacco matto agli avversari nella corsa alla promozione in Serie B?

"Bruzzaniti è un giocatore che ha avuto poca fortuna rispetto alle sue grandi capacità, quindi si merita una piazza di prestigio. Per il Catania è un elemento importantissimo: un giocatore con il colpo. In Serie C, tra tattiche e schemi, è il campionato professionistico dove il colpo del singolo e gli errori avversari fanno ancora la differenza. Bruzzaniti può sicuramente aiutare il Catania a fare un girone di ritorno di altissimo livello in un girone che, tra i tre, credo sia il più difficile: dall’alta classifica in poi 5-6 squadre si giocheranno la promozione fino alla fine".

È già iniziato il girone di ritorno e non sono mancate le sorprese. Nel girone A c’è stata una piccola flessione del Vicenza, che ha pareggiato col Lumezzane (squadra in formissima, ricordiamolo). Ne ha approfittato l’Union Brescia, che ha rosicchiato due punti e si è portata al secondo posto. Secondo lei questo distacco è colmabile o il Vicenza è troppo forte?

"Il Vicenza quest’anno credo sia strutturato proprio per vincere. Il Brescia, con la nuova società, questo entusiasmo e chiarezza negli organigrammi e nel lavoro, ci proverà fino in fondo. Anch’io a Cremona, alcuni anni fa, ero staccato di 10 punti dall’Alessandria a marzo e poi vincemmo il campionato. Nel calcio non si può mai sapere. Però è vero che parliamo di due strutture societarie con due proprietà che puntano alla Serie B. La rimonta della Cremonese è un esempio classico di ciò che può succedere in Serie C. Anche l’anno scorso lo stesso Vicenza aveva recuperato tanti punti al Padova, c’era stato il sorpasso e poi il controsorpasso: il Padova è andato in Serie B con merito perché ha fatto un grande campionato".

Passiamo al girone B: continua il testa a testa tra Arezzo e Ravenna, che si scambiano il primo posto. Il Ravenna però viene da due sconfitte consecutive. È un piccolo campanello d’allarme o è normale per una squadra che ha overperformato in avvio di stagione?

"Ravenna e Arezzo sono le squadre che si meritano la posizione che hanno, questo è fuori discussione. La terza posizione è meritata dall’Ascoli: testimonia il valore delle squadre. Il Ravenna in questa fase non me l’aspettavo, dico la verità: ha una gestione molto alta professionalmente. Non avrei mai pensato che in questo periodo della sosta arrivasse questa pressione. Di solito la pressione ce l’hanno le squadre con una gestione meno solida.
Sicuramente il Ravenna ha il potenziale per giocarsela fino all’ultima giornata insieme all’Arezzo, dove c’è un allenatore che secondo me doveva fare molta più carriera per le qualità, la bravura e l’intelligenza che ha. È un bel duello".

Ultima domanda prima di salutarla e ringraziarla: secondo lei, quali sono le squadre di testa dei tre gironi che dovranno operare di più sul mercato per continuare a competere per il primo posto fino alla fine?

"Io dico sempre che quando si è nelle prime due posizioni, a meno di imprevisti, situazioni gestionali particolari o problemi nello spogliatoio, è meglio cambiare poco a gennaio. Se si cambia, chi lotta per vincere deve ritoccare soprattutto la panchina: è quella che in primavera, a fine stagione, serve di più, perché cambia la stagione. Chi è primo significa che è la squadra più forte. Sono sempre molto preoccupato del mercato di gennaio: è un filo sottile, delicatissimo. Chi è avanti secondo me deve ritoccare il meno possibile. Sembra banale, ma credo sia molto più importante ritoccare eventualmente la panchina che la rosa".