Ginestra: "Al 6 luglio senza tecnico e ritiro organizzato diventa tutto complicato"
Ciro Ginestra, ex tecnico del Guidonia Montecelio, è intervenuto all'interno di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, discutendo del futuro del calcio italiano, evidenziando la necessità di valorizzare i giovani talenti e di migliorare l'organizzazione nei campionati minori.
Mister, Zola ha detto che bisogna ripartire dai campionati minori. Sei d’accordo?
"Assolutamente sì. In Serie C e D si fa calcio con il minimo indispensabile. Una parte delle risorse della Serie A dovrebbe arrivare anche ai campionati minori, perché da lì vengono fuori giocatori importanti: Grosso e tanti campioni del mondo 2006 sono passati da quelle categorie. Bisogna partire dai settori giovanili e sostenere economicamente le società, perché molti presidenti ci rimettono soldi. Chi ha i requisiti si iscrive, chi non li ha resta fuori. Meglio un campionato con meno squadre ma organizzato".
Non tutte le panchine sono state assegnate. Non è tardi, al 6 luglio, non avere ancora un allenatore?
"Sì, è tardi. Dietro a tutto deve esserci organizzazione. Siamo al 6 luglio e molte squadre non hanno neanche programmato il ritiro. Così diventa tutto più complicato, e poi paga l’allenatore: parti male, fai due risultati negativi e vai a casa. Ma dietro un risultato non c’è solo il mister. Bisogna sapere cosa si vuole fare, quali sono gli obiettivi, e costruire tutto con criterio".
Senza allenatore si rallenta anche il mercato.
"Certo. Prima si sceglie l’allenatore, poi i giocatori. Non deve dire i nomi, ma deve indicare caratteristiche e sistema di gioco. La squadra nasce dal dialogo tra direttore e allenatore. Invece spesso prendono prima i giocatori e poi il mister: così diventa difficile lavorare. Il calcio va organizzato con una scala gerarchica chiara: presidente, vicepresidente, direttore generale, direttore sportivo, allenatore e poi i giocatori. Se c’è organizzazione, le percentuali di successo aumentano".
Altro problema: sapere tardi la categoria. Il Foggia avrà l’ufficialità della riammissione il 25 luglio.
"Non è corretto. Se fai il mercato per la Serie C e poi qualcosa va storto, devi rifare tutto. L’ufficialità dovrebbe arrivare a fine giugno, non a fine luglio. Anche per i giocatori: magari aspettano una promessa fino al 25 luglio, poi salta tutto e rischiano di perdere altre opportunità. È un sistema che penalizza chi lavora nel calcio. I tempi devono essere più veloci, anche per permettere ai ragazzi di trovare una sistemazione".
Ci sono ancora panchine libere in Serie C. Si muove qualcosa per te?
"Qualcosa si muove, ho avuto tanti contatti. Non ho mai avuto la sensazione che potesse concretizzarsi qualcosa nell’immediato. Aspettiamo qualche giorno: ho parlato anche con una società importante, ma per ora sono solo chiacchiere. Per me lavorare è una cosa seria: credo nell’organizzazione e nelle società che lavorano bene, perché così emergono i valori sportivi e umani. Mettersi nelle condizioni giuste per lavorare è fondamentale".
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