Gomis: "Dalla Champions alla C senza paura, cosa mi ha convinto ad accettare la V.Pesaro"

Gomis: "Dalla Champions alla C senza paura, cosa mi ha convinto ad accettare la V.Pesaro"TMW/TuttoC.com
Alfred Gomis
© foto di Federico Serra
Oggi alle 10:40Primo piano
di Valeria Debbia
Il nuovo portiere biancorosso a cuore aperto: “La trattativa è durata una settimana. Pesaro è una città ideale anche per la mia famiglia. Ai giovani dico: divertitevi e siate leader di voi stessi”.

Alfred Gomis si è presentato quale nuovo portiere della Vis Pesaro. L'esperto estremo difensore ha firmato col club biancorosso un contratto di durata quinquennale ed ha già debuttato nel successo per 2-1 contro il Guidonia Montecelio.

Cosa ti ha convinto ad accettare la proposta della Vis Pesaro?

"Innanzitutto è un piacere essere qui. Mi collego alle parole del direttore perché ho apprezzato moltissimo lo sforzo che la società ha fatto per portarmi a Pesaro. Fin dalla prima telefonata mi è stato presentato un progetto molto interessante e, cosa che ho apprezzato particolarmente, tutto ciò che mi era stato raccontato si è rivelato vero. Mi era stato detto che avrei trovato una struttura all'altezza del professionismo e, arrivando qui, ho potuto constatare di persona gli investimenti effettuati dal presidente. Ringrazio lui e tutta la società perché qui ci sono le condizioni per fare calcio ad alti livelli. Ci sono club di categorie superiori che non dispongono di strutture di questo livello. È un progetto lungimirante, costruito non soltanto per il presente ma anche per il futuro. La mia scelta è stata influenzata sia dalle parole del direttore sia dalla volontà che la società mi ha dimostrato fin dal primo momento. Avevo bisogno di tornare a sentirmi importante, valorizzato e centrale in un progetto tecnico. Dopo gli ultimi due anni sentivo la necessità di ritrovare il piacere di giocare e di dare il mio contributo a una squadra ambiziosa".

Che gruppo hai trovato al tuo arrivo?

"Ho trovato un gruppo sano, composto da ottimi ragazzi. È una squadra unita, che probabilmente stava ancora pagando mentalmente qualche risultato negativo arrivato nonostante prestazioni positive. Tuttavia non ho mai visto una squadra che abbia mollato. Lo si è visto anche domenica: tutti hanno lottato fino all'ultimo per conquistare il risultato. Inoltre sono stato accolto in maniera splendida. I compagni mi hanno fatto sentire immediatamente parte del gruppo, mi hanno aiutato a conoscere la città e non mi hanno mai lasciato solo. Voglio fare i complimenti ai ragazzi, all'allenatore e allo staff per come mi hanno accolto".

Quanto è durata la trattativa con la Vis Pesaro?

"Non è stata una trattativa lampo, ma nemmeno particolarmente lunga. Le parole del direttore hanno avuto un peso importante. Nel giro di una settimana ho riflettuto insieme alla mia famiglia e alla fine ho ritenuto che venire a Pesaro fosse la miglior scelta possibile".

Com'è stato l'impatto con lo stadio e con i tifosi?

"Molto positivo. Ho trovato uno stadio coinvolto e una tifoseria che ha accompagnato la squadra per tutta la partita, sostenendola soprattutto nei momenti più difficili. L'esultanza finale è stata liberatoria sia per noi sia per i tifosi. Era una vittoria importante. Mi ha colpito l'entusiasmo dopo il gol e il modo in cui la squadra ha immediatamente cercato il contatto con la Curva. Per me è stata una bellissima sorpresa. Non conoscevo bene questa categoria e sto iniziando a scoprirla, ma sia l'ambiente sia le strutture del club mi hanno fatto un'impressione estremamente positiva".

La pausa può aiutarti a integrarti ulteriormente?

"Sì. Da un lato dispiace interrompere il ritmo dopo una vittoria, perché vincere aiuta a vincere. Dall'altro lato questa sosta mi permetterà di approfondire il lavoro con l'allenatore e assimilare meglio le sue richieste. Abbiamo già iniziato a lavorare insieme, ma il tempo era poco. Ora avrò l'opportunità di conoscere ancora meglio i meccanismi della squadra".

Qual è il momento più bello della tua carriera?

"Probabilmente la vittoria della Coppa d'Africa, perché quando vince una nazionale esulta un intero Paese e non soltanto una città o una società. Detto questo, sono una persona che guarda sempre avanti. Ho vissuto esperienze importanti tra Ligue 1, Serie A e competizioni internazionali, ma oggi sono concentrato esclusivamente sulla Vis Pesaro. Voglio aiutare la squadra e fare grandi cose qui. Spero che il momento più bello della mia carriera debba ancora arrivare".

Che impressione ti ha fatto questa squadra giovane?

"Ho trovato una squadra molto giovane ma con valori importanti. Credo che questi ragazzi abbiano grande potenziale e che, accompagnati nella crescita, possano togliersi soddisfazioni significative. Non penso che un singolo giocatore possa fare la differenza da solo. Conta il collettivo. Il mio compito sarà integrarmi nel gruppo e mettere la mia esperienza a disposizione dei compagni".

Ti senti investito anche di una responsabilità dal punto di vista umano e psicologico?

"Sì, ne sono consapevole. Però non intendo snaturare il mio modo di essere. Porterò semplicemente me stesso, la mia esperienza e il mio percorso. Cercherò di trasmettere ai ragazzi ciò che ho imparato nel corso della mia carriera e di aiutare il gruppo a crescere, come ho sempre fatto nelle squadre in cui ho giocato".

Ha inciso anche la qualità della vita di Pesaro nella tua scelta?

"Sicuramente. È una città che conoscevo indirettamente e che mi ha fatto un'ottima impressione. È un luogo ideale per vivere con la famiglia e crescere dei figli. Si percepisce una dimensione a misura d'uomo, si vive bene, c'è il mare e le persone sono molto accoglienti. Capisco perfettamente perché alcuni giocatori abbiano deciso di restare qui anche dopo la fine della loro esperienza calcistica".

Hai firmato un contratto di cinque anni. Cosa rappresenta per te?

"È un segnale importante. Ringrazio ancora la società per la fiducia che mi ha dimostrato. Se non avessi creduto nel progetto e nelle prospettive future non avrei accettato un contratto così lungo. Poi nel calcio non si può mai sapere cosa accadrà, ma oggi il mio obiettivo è dare il massimo per la Vis Pesaro".

Che consiglio daresti a un giovane portiere?

"Di divertirsi e di godersi il percorso. Se quello è il suo sogno deve vivere questa esperienza con entusiasmo, senza paura di assumersi responsabilità. Bisogna essere leader prima di tutto di se stessi. Il resto arriva come conseguenza del lavoro quotidiano e della passione".