Livorno, Lucarelli: "Non giova a nessuno giocare due partite con il mercato aperto"
Vigilia della prima trasferta stagionale per il Livorno impegnato al Mariani-Pineto di Pineto domani sera ore 21 sul campo degli abruzzesi. Questo pomeriggio ha presentato la gara in conferenza stampa il tecnico Cristiano Lucarelli. Di seguito le sue dichiarazioni rilasciate ai canali ufficiali del club toscano:
"Giocare li non è mai una partita banale, fra l'altro lo scorso anno ero presente al 3-0 subito proprio dagli amaranto. E' sempre un campo complicato dove fare risultato, squadra collaudata con elementi di rilievo per la categoria. Ogni anno riescono a fare una compagine fastidiosa, una partita in cui ci vorrà nella nostra miglior versione per portare a casa punti. Stiamo facendo valutazioni su alcuni giocatori; giochiamo a distanza di soli quattro giorni dalla gara molto dispendiosa con la Torres, in settimana giocheremo due partite in meno di 72 ore con viaggi annessi. Dobbiamo decidere se rischiare alcuni elementi oppure essere più prudenti per non pregiudicarne l'utilizzo nelle prossime partite. Non è il periodo per forzare determinate situazioni visto che c'è una preparazione alle spalle ed un ritardo di condizioni. Aramu? giocatore che ha iniziato dopo se vuoi recuperarlo gli devi permettere di fare minutaggio. Non solo lui sta benissimo sul piano della condizione, è normale sia così il 28 agosto".
"Affrontiamo una squadra motivata, visto che nelle gare ufficiali non hanno mai vinto. Il Livorno suscita sempre grandi stimoli nelle altre squadre, se non vai preparato a queste sfide esci con il mal di testa. Per noi gare come queste sono una sorta di buccia di banana, se noi a livello di concentrazione e spirito di sacrificio riusciamo a pareggiare le motivazioni può entrare in gioco l'aspetto tecnico". Sul mercato ha proseguito: "Non ci sono novità per fortuna alla vigilia della partita. Ne parleremo da domani alle 23.01 fino alla vigilia della partita di Novara poi per fortuna il mercato sarà finito. A questo riguardo rimango della mia idea da decenni per la quale fino a quando il mercato non è chiuso il campionato non deve iniziare. Non ci sarebbe nulla di male far finire i campionati a giugno com'è sempre esistito. In Italia siamo particolari, quando siamo ad un bivio scegliamo la strada sbagliata. A nessuno giova giocare due partite di campionato con il mercato aperto"
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