Marani sulla riforma: "C scesa da 120 a 57 club. Seconde squadre? Vanno ripensate"
Matteo Marani, presidente della Lega Pro, nel corso del lungo intervento odierno all'Assemblea Federale che ha eletto Giovanni Malagò come nuovo numero uno della FIGC, ha analizzato nel dettaglio la situazione della Serie C:
"Certo storytelling sostiene che non abbiamo voluto fare passare riforme, noi unica Lega che le ha anzi promosse. È invece vero che un cambiamento avviene solo se qualcuno passa dalla bozza alla proposta reale. Non abbiamo mai alzato barriere ideologiche, ci siamo resi disponibili a confronti e cambiamenti. La Serie C è scesa da 120 squadre a 90, da 90 a 60, oggi a 57 per le seconde squadre. Troviamo un modello davvero sostenibile e utile alla Nazionale. A proposito di Squadre B: visto che la Figc le impone, vanno ripensate proprio per il movimento azzurro, altrimenti si offende il gesto di straordinaria generosità dei nostri club nell’ospitare realtà fuori dal nostro alveo.
La Serie C è pronta – ripeto – a ogni discussione, senza steccati. Con alcuni punti fermi: che il sacrificio o la riduzione riguardi tutti, non solo la solita piccola C su cui colpire per dare la sensazione ipocrita di avere smosso qualcosa. Con il rispetto dovuto alla base del movimento. Quando sento i club di A trattarci con disprezzo, credo che al di là della volgarità si stia commettendo l’ennesimo errore di miopia. L’Inghilterra vende insieme i diritti tv delle sue diverse categorie, la Germania riconosce alle serie minori il doppio della mutualità. Non mi pare che Premier e Bundesliga abbiano chiuso i battenti. Hanno anzi capito che un sistema è forte se sta insieme, se ognuno ha una sua dimensione e una sua funzione. Noi abbiamo riconosciuto alla Serie A la piena autonomia per concorrere sui mercati esteri,riconoscete a noi il ruolo di laboratorio per i giovani. Al riguardo, sarebbe bello che l’1% delle scommesse fosse investito sui vivai e non su stranieri ultratrentenni. Quale opinione pubblica potrebbe obiettare qualcosa di fronte a una proposta seria e non speculativa?".
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