Pescara, Buscè: "Nessuno nota che abbiamo fuori 8 titolari. Risposta di testa"

Pescara, Buscè: "Nessuno nota che abbiamo fuori 8 titolari. Risposta di testa"TMW/TuttoC.com
Antonio Buscè
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 22:00Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico del Delfino si gode il 3-1 a Grosseto e spara a zero sulle critiche: "Non saremo bellissimi, ma siamo diventati cinici. E Inglese dà l'esempio".

Sesto risultato utile di fila per il Pescara che quest'oggi ha battuto 3-1 il Grosseto allo 'Zecchini', accorciando il gap in classifica: i maremmani sono sempre terzi ma a una sola lunghezza dal Delfino, che resta appaiata alla Torres. Ai microfoni di Rete8 è quindi intervenuto mister Antonio Buscè.

Mister, è stato lei il primo a dirlo ieri in conferenza stampa: questa vittoria va dedicata a Luciano (Rapa, collega di Pescara scomparso a 48 anni, ndr).

«Sì. Questa notizia ha scosso profondamente l'ambiente di Pescara, soprattutto voi che fate questo mestiere ogni giorno. Sono situazioni che non dovrebbero mai accadere e il dispiacere è enorme, soprattutto quando si parla di un padre di famiglia con un bambino piccolo. Davanti a tragedie del genere si fa davvero fatica a trovare le parole. Era doveroso da parte nostra, perché rappresentiamo una società, una città e dei colori. Ho letto la storia di questo ragazzo e ho capito quanto tenesse a questa squadra. Per questo era giusto ricordarlo e far sentire la nostra vicinanza alla sua famiglia».

Passando alla partita, in questo insolito appuntamento domenicale a Grosseto ci sono tante note positive: la vittoria, la quarta consecutiva in trasferta, il sesto risultato utile e una squadra che conferma la propria solidità contro quello che era il miglior attacco del girone.

«È un po' quello che avevamo detto alla vigilia. Sapevamo quale squadra avremmo affrontato. Il Grosseto è una formazione che vive di entusiasmo, con tanti ragazzi giovani. Alcuni li ho allenati nei settori giovanili dell'Empoli e conosco bene le loro qualità, così come conosco il valore di mister Indiani. È una neopromossa che sta facendo un percorso eccezionale e non ha nulla da perdere. Sapevamo che ci sarebbe stato anche da soffrire. Nel primo tempo la partita è stata piuttosto bloccata, ma anche in quella fase abbiamo creato due occasioni importanti: il tiro di Inglese quasi a colpo sicuro e l'opportunità capitata a Meazzi davanti al portiere. Nel secondo tempo, con gli spazi che inevitabilmente si sono allungati, siamo stati bravi a leggere la gara. Era abbastanza prevedibile che il Grosseto continuasse a tenere la linea molto alta, lasciando metri alle spalle. Abbiamo avuto la lucidità e la qualità per sfruttare quegli spazi». 

Altro segnale di crescita: dopo il 2-0 è arrivato il gol del Grosseto, favorito dalla deviazione di Gaddini. Un mese e mezzo fa il Pescara probabilmente avrebbe accusato il colpo. Invece oggi è rimasto in partita, creando altre occasioni e portando a casa una vittoria meritata.

«Sono vittorie che arrivano anche attraverso la sofferenza. Nessuna squadra riesce a dominare per cento minuti. C'è sempre un momento in cui la partita può cambiare e devi essere bravo a non perdere equilibrio. Sul 2-0 bastava poco per riaprirla completamente. La differenza è stata soprattutto mentale. Questi ragazzi sono cresciuti molto sotto questo aspetto. All'inizio avevo bisogno di conoscerli, di capire pregi e difetti di ciascuno. Oggi vedo una squadra che sa reagire agli episodi e che conferma quanto sto dicendo ormai da diverse settimane».

Gli ultimi cambi hanno dimostrato coraggio. Con Altare e Ferraris disponibili, ha scelto di inserire Zeppieri e Milan. Il primo ha lavorato bene diversi palloni, il secondo ha trovato il gol del definitivo 3-1.

«Più che coraggio, è stata una lettura della partita. Il Grosseto, essendo sotto nel punteggio, era costretto a sbilanciarsi ulteriormente e a lasciare ancora più spazi. La nostra migliore soluzione era recuperare palla e attaccare rapidamente la profondità. Per questo ho scelto due ragazzi con forza fisica e grande gamba. A volte le scelte funzionano, altre meno, ma l'idea era quella. Mi fa piacere soprattutto vedere che anche chi trova meno spazio continua a crescere e, quando viene chiamato in causa, dà un contributo importante».

Lei ha incrociato diversi giocatori del Grosseto nelle giovanili dell'Empoli.

«Sì, Mannelli l'ho allenato per un anno. Fantacci l'ho visto crescere perché mio figlio giocava nell'annata successiva e frequentavo spesso il centro sportivo. È sempre bello ritrovare questi ragazzi, vederli crescere e incontrarli sui campi. Quando ti salutano con affetto e ti abbracciano significa che è rimasto qualcosa anche a livello umano. È una soddisfazione che va oltre il calcio».

Dal punto di vista tattico, oggi il Pescara ha preparato la partita nei dettagli. Inoltre state portando avanti un sistema di gioco non semplice come il 4-3-1-2 pur avendo molte assenze.

«La disponibilità dei ragazzi fa la differenza. Bisogna anche considerare che oggi avevamo fuori otto giocatori che, secondo me, potrebbero tranquillamente essere titolari in qualsiasi squadra di questa categoria. È una situazione che spesso passa inosservata, ma non è semplice da gestire. A fine partita ho abbracciato uno per uno i ragazzi e ho detto a voce alta che questa è la vittoria del gruppo. Di chi stringe i denti, supera le difficoltà e continua a lavorare con positività. Oggi abbiamo avuto un'altra conferma di questo spirito. Penso a Valzania, che nel secondo tempo aveva preso una botta ed era in evidente difficoltà. Continuava a dirmi: "Mister, aspetta, resto dentro". Sono segnali importanti. Questa squadra si sta ricompattando e sta assumendo quelle caratteristiche che servono per fare bene in questo campionato: magari a volte non sarà bellissima da vedere, ma è diventata cinica e concreta. E spesso sono proprio queste qualità a fare la differenza».

Negli ultimi minuti si è visto anche Inglese ripiegare più volte fino alla vostra panchina per aiutare la squadra.

«L'ho notato anch'io. Sono segnali importanti. Quando un giocatore con la carriera e l'esperienza di Roberto Inglese dà questo esempio, automaticamente tutto il gruppo lo segue. Sul 3-1 la partita sembrava chiusa, ma finché l'arbitro non fischia la fine non lo è mai davvero. A volte basta un minuto per cambiare tutto. Su questo aspetto possiamo ancora migliorare».

Per la prossima partita recupererà qualcuno degli indisponibili?

«Dobbiamo valutare gli esami che effettuerà Filippo Pellacani. È probabilmente l'unico che potrebbe tornare a disposizione già dalla prossima settimana. Per quanto riguarda gli altri, invece, bisognerà aspettare ancora».

E Stulac?

«No, assolutamente. Stulac non è ancora recuperato».