Catania, Longoì: "A Cerignola solo un incidente. Giudizi severi su Perrotta, ha risposto sul campo"
Il Catania prosegue il suo avvicinamento alle posizioni di vertice, andando a vincere 2-0 contro il Sorrento e appaiando il Bari al secondo posto, anche se i galletti giocheranno domani sera a Picerno. In sala stampa è quindi giunto il commento di mister Emilio Longo.
Mister, complimenti per vittoria e prestazione. Cosa l'ha convinta maggiormente della prova di oggi? E pensa che questo risultato possa rappresentare una svolta?
«Vorrei ribadire che la prestazione di oggi è la naturale continuità di un percorso che dura da nove partite, con un solo vero inciampo, quello di domenica scorsa sotto il profilo della prestazione. Nelle ultime nove gare la squadra ha conquistato 19 punti, tutti meritati, viaggiando a una media superiore ai due punti a partita. Il distacco attuale dalla capolista nasce soprattutto dalle prime quattro giornate. Colgo anche l'occasione per fare i complimenti al Potenza, perché sta disputando un campionato straordinario. Se dovesse mantenere questo ritmo fino alla fine, bisognerebbe semplicemente togliersi il cappello davanti a ciò che sta facendo. Noi abbiamo pagato l'avvio di stagione, ma da allora il percorso è stato diverso. Oggi ciò che mi è piaciuto di più è stato lo spirito della squadra. Nel primo tempo abbiamo messo sotto una squadra che fa del possesso e del dominio territoriale il proprio punto di forza. Abbiamo concesso pochissimo: fino all'85' non ricordo interventi particolarmente impegnativi per il nostro portiere. Abbiamo tirato 17 volte contro le loro 9 e centrato lo specchio quattro volte contro nessuna. Credo che la squadra abbia reso facile qualcosa che facile non era. Dobbiamo continuare a lavorare, migliorare ciò che non funziona e dimostrare nel tempo che la prestazione di Cerignola è stata soltanto un incidente di percorso».
Adesso vi attendono due scontri diretti molto importanti contro Salernitana e Bari. Quanto può essere utile questa vittoria?
«Sarà utile se sapremo cogliere gli aspetti positivi di oggi e, allo stesso tempo, lavorare su ciò che ancora deve migliorare. Mi è piaciuta molto la gestione del secondo tempo. Abbiamo lasciato il palleggio al Sorrento, ma senza correre particolari rischi. Loro hanno un'organizzazione importante, con continui movimenti e rotazioni, eppure siamo riusciti a restare compatti e organizzati. Questa è una crescita significativa. Ora ci aspetta un'altra grande squadra come la Salernitana e dovremo preparare la partita nel migliore dei modi per continuare il nostro percorso di crescita».
Nel suo calcio c'è spazio anche per la cultura del "non perdere" quando non si riesce a vincere? E come valuta la prova della coppia di centrocampo Quaini-Caligara?
«Quando si parla di calcio si tende spesso a contrapporre quantità e qualità. Io credo invece che si possa mettere in campo tutta la qualità possibile solo se accompagnata dal giusto spirito di sacrificio. Oggi Caligara, ad esempio, mi è piaciuto molto nella fase senza palla, per come ha occupato gli spazi e aiutato la squadra. Da lui mi aspetto ancora qualcosa in più con il pallone tra i piedi, perché ha qualità per rifinire, finalizzare e incidere ancora di più. Noi possiamo permetterci di schierare tanti giocatori offensivi soltanto se tutti sono disposti a sacrificarsi. Oggi ho fatto i complimenti all'intero gruppo e, in particolare, a Caturano, che nel finale è stato disposto persino a svolgere compiti da centrocampista pur di aiutare la squadra. Lo spirito deve essere questo. Qualità e sacrificio devono andare di pari passo se si vuole costruire qualcosa di importante».
La vittoria assume un valore ancora maggiore considerando i cinque cambi effettuati rispetto alla partita precedente. Come sono nate queste scelte?
«Allenando una rosa così forte e profonda credo che non si debba ragionare sull'esistenza di un undici titolare fisso. Vorrei che a fine stagione ci si ricordasse del gruppo e non soltanto della formazione tipo. Le scelte non dipendono da bocciature o promozioni, ma dalle caratteristiche dell'avversario. Caligara, ad esempio, è stato scelto perché contro una squadra che concede determinati spazi servivano le sue qualità specifiche. Quando si dispone di una rosa del genere lo studio dell'avversario diventa fondamentale. La forza del Catania deve essere proprio la capacità di cambiare interpreti e soluzioni senza perdere identità».
La scelta di schierare Bruzzaniti a sinistra insieme a Cicerelli ha dato ottimi frutti. È una soluzione riproponibile? E quali sono le condizioni di Di Gennaro?
«Sì, è assolutamente una soluzione che possiamo riproporre. Naturalmente dipenderà dalle caratteristiche degli avversari e dalle esigenze delle singole partite. Abbiamo bisogno di occupare meglio gli spazi offensivi e di aumentare la qualità delle nostre relazioni di gioco negli ultimi trenta metri. Oggi questa soluzione ci ha dato benefici evidenti. Per quanto riguarda Di Gennaro, ha accusato un fastidio all'adduttore. Negli ultimi minuti abbiamo modificato qualcosa proprio per permettergli di restare in campo senza esporsi ulteriormente. Valuteremo la situazione nelle prossime 48 ore. Mi auguro che non sia nulla di grave, ma qualcosa evidentemente è successo».
Come valuta la prestazione difensiva della squadra e in particolare quella di Perrotta?
«La valutazione non può che essere positiva. Abbiamo concesso praticamente una sola conclusione nello specchio della porta e questo certifica il buon lavoro svolto dall'intera fase difensiva. Perrotta ha disputato un'ottima gara e credo che questa prestazione sia il giusto riconoscimento per il modo in cui si allena ogni giorno. Lo avevo già detto nei momenti in cui non giocava: è un professionista esemplare. Ha saputo aspettare il proprio momento senza mai creare problemi e oggi ha risposto presente. Sono particolarmente contento per lui, anche perché spesso i giudizi nei suoi confronti sono stati troppo severi. Mi auguro che questa partita rappresenti un nuovo punto di partenza per il suo percorso».
Come si spiega la differenza di atteggiamento tra la gara di Cerignola e quella di oggi?
«La spiego semplicemente come un incidente di percorso. Una squadra che sbaglia una partita su nove non è una squadra discontinua. Bisogna saper contestualizzare le prestazioni. Quella di Cerignola è stata sotto i nostri standard e ce ne siamo assunti la responsabilità, ma non dimentichiamo il percorso complessivo. Spesso il giudizio è troppo influenzato dal risultato. Quando si vince tutto sembra perfetto, quando si perde tutto viene messo in discussione. Io credo invece che la squadra abbia lavorato bene per gran parte della stagione. Nelle ultime nove partite abbiamo mantenuto una media superiore ai due punti a gara. Dobbiamo continuare su questa strada, migliorando ciò che non va ma senza perdere di vista l'identità e i progressi fatti».
Si parla sempre più spesso di nuove strategie difensive sulle palle inattive. Può essere una strada utile per il Catania? E come sta Cabianca?
«Quando si lavora sulle marcature a uomo e sulle situazioni miste, creare distanza dagli avversari può certamente offrire dei vantaggi. Tuttavia, credo che il modo migliore per difendere i calci d'angolo sia... concederne il meno possibile. Può sembrare una banalità, ma è la verità. Oggi abbiamo concesso soltanto due corner e questo aiuta enormemente. Per quanto riguarda Cabianca, sono fiducioso. Mi auguro di averlo a disposizione per la trasferta di Salerno».
I dieci punti di ritardo dal Potenza la preoccupano? E pensa che la squadra di Tisci possa mantenere questo ritmo?
«Del Potenza ho già parlato e credo meriti soltanto complimenti. Stanno facendo qualcosa di eccezionale e i numeri lo dimostrano. Io però devo concentrarmi sul Catania. Non mi preoccupa nulla quando vedo una squadra con questa identità, con questa capacità di sacrificarsi e con questa voglia di migliorare. Il campionato è ancora lungo. Non so se chi ci precede manterrà questo ritmo fino alla fine. So però che, se dovessero rallentare, dovranno trovare un Catania pronto a recuperare terreno. Per riuscirci dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, mantenendo questo spirito e questa identità».
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
