ESCLUSIVA TLP - Il dg Ghirelli: "Abbiamo posizionato il brand Lega Pro. Ecco perché il nostro appeal è cresciuto"
Nel pomeriggio Gabriele Gravina - già consigliere della Figc e capo delegazione della Nazionale Under 21 - ha illustrato al nostro portale le linee guida del progetto che ha in mente nel caso dovesse essere eletto alla presidenza della Lega Pro (LEGGI QUI). Molte le espressioni forti usate dal candidato che andrà a sfidare Mario Macalli. Ai microfoni di TuttoLegaPro.com è quindi intervenuto in esclusiva il direttore generale Francesco Ghirelli per illustrare quanto fatto dalla Lega Pro nell'ultimo anno e quanto ancora c'è da fare per una crescita ulteriore.
Direttore, la vostra Lega ha fatto dei giovani il proprio punto di forza. Cosa risponde a chi dice invece che si tratta di una vera e propria aberrazione?
"Bisogna rispettare ogni opinione. Ed è un punto fondamentale, che ci permette sempre di migliorare. Il dato di fatto è che noi, come Lega Pro, riteniamo di dover fare un campionato di giovani. Noi dobbiamo essere vivaio della Nazionale; il loro impiego inoltre permette di riaprire il mercato e quindi di far avere risorse per le società. Infine abbassiamo anche i costi di gestione delle stesse. La politica di questi anni ha portato a questo tipo di sviluppo. Domenica ero a Forlì e lunedì sera a L'Aquila: spesso vado a vedere partite e mi accorgo della crescita continua".
Quali sono stati i passi fatti per far crescere ulteriormente la Lega Pro?
"Tutta la nostra politica deve essere rivolta nella direzione appena citata e lo è anche attraverso l'azione che svolgiamo in paesi quali l'Oman, il Kuwait, il Qatar, Dubai, dove stiamo lavorando da quasi due anni portando le nostre Nazionali. Riteniamo che lì ci sia un'area di sviluppo tecnico-sportivo: ricordo infatti che il Qatar nel 2020 avrà anche i Campionati del Mondo. Andiamo lì per valorizzarli e per aprire un mercato positivo: altrimenti da quelle parti continueranno a prendere solo Toni o Cannavaro... Quest'anno il nostro regolamento ha avuto una modifica, riguardante i contributi federali: un capitale di 16 milioni di euro, il cui 75% andrà a chi farà giocare i giovani e il 25% andrà per le strutture (campi sportivi, qualità degli allenatori e dei preparatori...)".
Smentisce quindi che la Lega Pro non abbia una sua capacità commerciale?
"Le faccio un esempio: Marinella, lo sponsor napoletano, si è legato alla nostra Nazionale entrando per la prima volta nel campo delle sponsorizzazioni, perché ritiene che la Lega Pro sia un brand con una sua collocazione. Noi abbiamo lavorato affinché questo brand si posizionasse attraverso un'azione oculata. Oggi siamo percepiti come una Lega del territorio, delle città, della storia d'Italia, dei comuni, dei giovani e dei valori. Siamo i primi al mondo nella lotta alle scommesse; lavoriamo nella solidarietà, nelle adozioni, nel riportare i bambini e le bambine allo stadio insieme al CSI e agli oratori... E' stato un lavoro lungo, durato oltre un anno. E dopo la riforma del campionato, che ci consentirà di avere un numero determinato di squadre e non più variabile, avremo un maggiore appeal dal punto di vista commerciale e delle sponsorizzazioni. Io penso che porterà sviluppi positivi: l'attenzione dei media è cresciuta molto, così come l'esposizione televisiva. Ricordo che c'è un anticipo al venerdì e un posticipo al lunedì. C'è l'interesse di molte tv locali e private. Siamo sulla buona strada".
Ed è in questo quadro che vanno a stagliarsi le dichiarazioni del presidente Macalli riguardo la possibilità di giocare tutti i giorni a tutte le ore?
"Domenica prossima Paganese-Latina si giocherà alle 18. Perché lo si fa? Evidentemente perché giocando alle 14.30 andiamo a contrastarci con un prodotto forte e difficilmente attaccabile, come la Serie A. Questo ha portato nel corso dell'ultimo anno a lavorare fortemente sull'illuminazione degli stadi, di modo da andare oltre gli orari tradizionali delle 14.30 o delle 15. La prossima stagione dovremo fare un salto di qualità ulteriore".
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