Conte: "Allentamento misure? Lunedì 4 maggio data non accreditata"

01.04.2020 22:15 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei ministri, ospite di Luca Sommi, Andrea Scanzi e Marco Travaglio per una puntata speciale di Accordi & Disaccordi sul Nove, ha dichiarato: "Il messaggio che dobbiamo dare agli italiani è che il regime attuale di prescrizioni continua. Dobbiamo continuare a rispettare le regole, stiamo attraversando fase delicata, anche se c'è un timido contenimento, ma non bisogna abbassare livello di guardia altrimenti sforzi sarebbero vani. Prorogate misure fino al 13 aprile e di volta in volta valuteremo se allentare qualche misura. Confidiamo di poter entrare quanto prima in una nuova fase dell'emergenza, quella in cui potremo convivere con un virus che potremo tenere sotto controllo, avendo passato la fase acuta".

"Lunedì 4 maggio come data chiave? E' una ipotesi non accreditata, che non ha fondamento, ora è troppo presto. I dati vengono aggiornati ogni giorno dai nostri scienziati. Dire oggi quando non ha molto senso. Vedremo quando allenteremo la morsa, quando si potrà saremo i primi a volerlo fare".

"La circolare del Viminale? E' nata perché bisognava dare indicazioni alle forze di Polizia, ma il Ministro dell'Interno è stato chiaro: le regole sono quelle. In ogni caso, il messaggio da veicolare è che non è stata istituita l'ora del passeggio coi bambini. Nell'ambito degli spostamenti specificamente consentiti, se c'è un genitore che vuole portare per mano il piccolo che non ha la possibilità di muoversi per conto suo, è consentito, ma deve essere giustificato e nelle distanze limitate".

"Dalla fine di gennaio al 21 febbraio è stato fatto tutto il necessario o ci sono stati errori? Abbiamo seguito linearità di comportamenti, non ritengo di essere infallibile, ma tornando indietro rifarei tutto. Era fondamentale assicurare la tutela della salute dei cittadini. Le misure restrittive andavano assunte secondo criteri di adeguatezza e gradualità. Alla base delle nostre decisioni politiche, di cui ci assumiamo la responsabilità, c'erano le indicazioni degli scienziati. Noi siamo stati i primi in Europa a chiudere il traffico aereo con la Cina. E' chiaro che abbiamo fatto crollare drasticamente il traffico dalla Cina, se avessimo lasciato quella linea di transito non avremmo avuto la forza di controllare quel flusso di passeggeri. Ho già citato Manzoni: 'Del senno del poi sono piene le fosse'. Tornando indietro, sarebbe bello avere una palla di vetro".

"Se ho paura? Torno alle parole del Papa: avverto la finitezza dell'essere umano. Non direi comunque paura, è una situazione che richiede coraggio e determinazione. Avverto la responsabilità di 65 milioni di cittadini. E' la ragione per cui mi conservo lucido. Ho un grande compito in questo momento: in tanti dipendono dalle mie decisioni e da quelle di tutte le istituzioni coinvolte".

"Come adattarsi ad una situazione così grande e quanto è cambiata la mia vita? L'esperienza pregressa mi ha aiutato molto, ero abituato a confrontarmi, alla dialettica, a scrivere contributi scientifici, è qualcosa che mi torna utile. La capacità di analisi critica mi torna utile. Sono un decisore politico e lo faccio sia con la testa sia con il cuore. Non avrei mai immaginato di trovarmi Presidente del Consiglio a misurare una contabilità di decessi così elevata, considerato che non sono numeri ma storie famigliari. Non andiamo lontano se non ragioniamo con testa e cuore".

"La politica ha il valore morale di pensare alla ripartenza, ma come considera le parole di Renzi? Io mi affido alle valutazioni e al confronto costante coi tecnici e gli scienziati, poi le decisioni politiche spettano a noi. Prima di allentare le misure dobbiamo avere una base scientifica di valutazione. Poi lavoreremo in questa prospettiva. Noi ci stiamo già predisponendo a lavorare in questa prospettiva. E' evidente che nel momento in cui avremo una finestra positiva, inizieremo a gestire una fase diversa. Rassicuro anche che ci stiamo predisponendo per il rilancio. Dobbiamo arrivarci preparati. Dovremo arrivarci con un paese sburocratizzato, coi tempi abbreviati per tutte le procedure pubbliche".

"Scellerate le intemerate di Renzi? Io mi confronto costantemente con i rappresentanti di Italia Viva nel Governo. C'è un approccio pragmatico, ma in questi giorni non ho neppure la possibilità di incorrere in quelle che lei chiama intemerate, sono concentrato sull'emergenza e non sulle dichiarazioni pubbliche che vengono rilasciate".

"Quando arrivano i soldi della Cassa Integrazione e i contributi agli autonomi? Le casse dello Stato languono e ci avviamo a periodo recessivo. Mi fa piacere avere al tavolo anche le proposte dell'opposizione. Nei giorni scorsi mi sono raccomandato e il mio staff ha premuto con l'Inps perché tutto fosse pronto. Nella notte sono arrivate 300 mila richieste. Abbiamo avuto rassicurazioni da parte del presidente dell'Inps nelle prossime ore e nei prossimi giorni, in diverse fasce orarie. Confidiamo che tutti possano avere i soldi che servono quanto prima".

"Molti nell'opposizione soffiano sul fuoco? L'ho sempre detto ai Ministri: ci avviavamo verso una prospettiva emergenziale sanitaria ed economica. Affronteremo settimane e mesi molto complicati. La metafora della guerra si addice perché combattiamo un nemico e come in ogni guerra ci sarà recessione e ristrettezze. Chi è leader della forza di opposizione parla ad una comunità che lo segue, ma anche all'intera nazione: dobbiamo scacciare via l'ambiguità e avanzare proposte sostenibili e praticabili. Abbiamo aperto un tavolo e ci confronteremo. E' facile dire che vorrei liquidare tot soldi agli imprenditori con un clic, ma è chiaro che le proposte devono essere praticabili e sostenibili. Non mi sottrarrò alle critiche e alle richieste di chiarimento, come ai giudizi col senno del poi. Sono pronto, ma ognuno anche adesso deve assumersi la propria responsabilità. Non è importante uscire da questa emergenza, ma come uscirne. Più tardi ne usciremo e più ne pagheremo le conseguenze".

"Scenari futuri di governo? Dovendo lavorare sull'emergenza così complessa, drammatica e impegnativa. Io non sono affezionato alla poltrona in cui sono seduto. Sono sempre nell'ottica di un compito che sto svolgendo. Non ritengo di dover restare seduto su questa poltrona vita natural durante. Confido si possa lavorare anche per la ricostruzione".

"Investire ancora di più nella sanità italiana? Dovremo fare un piano perché questa esperienza ci lascerà testimonianze e suggerimenti utili. Occorrerà una riflessione a livello nazionale perché errori passati non verranno più riproposti. Sarà importante lavorare in termini di strategia del paese per trovare una strategia ancora più efficace".

"Il giorno più difficile? Diciamo che uno dei passaggi più significativi è quando abbiamo dovuto disporre la zona rossa, dalla sera al mattino si sono trovati isolati. Solo nei periodi bellici si pensa a cinturazioni di questo tipo. Per un giurista disporre una limitazione così stringente per 50 mila persone, pensare di mandare dei camion delle Forze di Polizia è stato un passaggio impegnativo. E' stata una decisione presa subito, in poche ore. Abbiamo valutato tutte le implicazioni ed è stato un passaggio drammatico. Poi la lista dei decessi: quando mi sono confrontato con questa lista, è stata una ferita che abbiamo compreso si sarebbe aperta sempre più".