Pres Pescara: "Insigne? Felice per lui. Su Gorgone dico che serviva più coraggio"
Lunga intervista di Daniele Sebastiani ai microfoni di PianetaSerieB, nella quale il presidente del Pescara ha ripercorso gli ultimi mesi biancazzurri con l’addio di Lorenzo Insigne e la valorizzazione di Giorgio Gorgone, ora alla guida del Catanzaro. Un confronto ampio, nel quale il patron ha rivendicato la capacità del club di far crescere calciatori e allenatori anche in una stagione conclusa con la retrocessione.
Insigne alla Sampdoria: “Felice per lui, merita il meglio” - Sebastiani ha commentato l’addio di Insigne, ufficialmente passato alla Sampdoria dopo i mesi vissuti a Pescara. “Ho parlato con Lorenzo prima che partisse per le vacanze. Fui chiaro e gli dissi che avrei rispettato ogni sua decisione. La nostra intenzione era chiaramente quella di tenerlo, ma la categoria ha inevitabilmente pesato nella sua valutazione. Sono felice per lui, merita il meglio, con me si è sempre comportato benissimo”. Il presidente ha ricordato come il ritorno di Insigne in Italia sia stato favorito proprio dal Pescara: “Non dimentichiamo che il calcio italiano sembrava essersi quasi dimenticato di Lorenzo Insigne, sono stato io a riportarlo nel Belpaese. Ora comincerà questo percorso con la Sampdoria, ma anche club di Serie A ne hanno valutato il profilo”. Sulla comunicazione della scelta: “Ieri ho ricevuto una telefonata e ho parlato con il suo manager, mi è stato detto che avevano trovato un accordo e che con molta probabilità sarebbe arrivata la fumata bianca. Ho risposto manifestando la mia felicità per il ragazzo”.
Il rigore di Padova: “Non ha inciso sulla valutazione del ragazzo” - Sebastiani è tornato anche sul discusso episodio del rigore contro il Padova, calciato da Russo e non da Insigne. “Il mio pensiero non è cambiato di una virgola. Lorenzo, una settimana prima, aveva lasciato un rigore a un compagno di squadra, ma essendo arrivato un gol nessuno aveva proferito parola. Se contro il Padova avesse sbagliato lui, probabilmente non si sarebbe alzato questo polverone”. Il presidente ha difeso il gruppo e il contributo dei nuovi arrivi di gennaio: “A gennaio sono arrivati tanti calciatori di qualità, grazie ai quali il Pescara stava per compiere un’impresa che sarebbe rimasta nella storia della Serie B. Non ce l’abbiamo fatta a causa di sviste che non possono essere attribuite a un singolo, su questo non transigo”. E ancora: “Senza Insigne e senza qualcun altro, probabilmente, saremmo retrocessi molto prima. Non posso che ringraziare i ragazzi per quello che hanno fatto”.
Gorgone al Catanzaro: “L’unico rimpianto è non averlo scelto in estate” - Il presidente ha poi commentato la crescita di Gorgone, ora alla guida del Catanzaro: “Se devo attribuirmi una colpa, assieme al mio gruppo di lavoro, è quella di non averlo scelto in estate. Ci siamo fatti forse ingannare dal fatto che fosse un allenatore giovane… Sarebbe servito più coraggio”. Sebastiani ha rivendicato la tradizione del Pescara nel valorizzare tecnici e calciatori: “Il Pescara ha sempre valorizzato i calciatori e lanciato gli allenatori. Eusebio Di Francesco faceva il Team Manager, lo presi per fargli fare l’allenatore della Berretti prima di consegnargli le chiavi della prima squadra”. E ha ricordato la telefonata ricevuta da Cristian Bucchi dopo la promozione con l’Arezzo: “Mi ha detto che avrebbe voluto telefonarmi anni prima, ma che non l’aveva fatto perché non era ancora riuscito a vincere. Ottenuta la promozione in B, si è sentito in dovere di ringraziarmi perché sono stato il primo a credere in lui”.
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