AlbinoLeffe, è un arcobaleno a dare nome alle cose

14.05.2021 10:20 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
I playoff entrano nel vivo
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I playoff entrano nel vivo
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

D'accordo: non c'era in campo la prima squadra ma coloro che sognano di essere, un giorno, in prima squadra. Eppure, quell'arcobaleno che abbraccia tutto il campo di allenamento di Zanica è un'istantanea fedele non solo di un tardo pomeriggio di un giovedì di un maggio inoltrato ma proprio il flash del momento del mondo AlbinoLeffe. Stadio nuovo che piano piano si svela, un capocannoniere da celebrare, playoff che avanzano e tante iniziative "di contorno" che dimostrano di avere un perché, tra un album delle figurine da completare e un Van Basten_9 che fa il Manconi nella Celeste impegnata nel futuro sempre più presente di eSport meno di nicchia di quel che si possa credere.

E' quando non dai troppo peso alle cose che quelle cose producono frutto. Una salvezza tranquilla, si diceva. Conquistare i playoff, si è rilanciato. Passare il primo turno, giusto per non fare la figura degli imbucati, ci si è promessi. E ora? Ora è tutto un aggiungere al già buono: se il Grosseto si confermasse vera rivelazione, sarà soprattutto merito dei ragazzi di Magrini, sempre propositivi nell'offerta di un calcio di grande intensità; se invece Giorgione e compagni dovessero spuntarla, sarebbe un traguardo di rilievo ma che non avrebbe poi così del clamoroso. Sarebbe un traguardo che nasce da lontano.

La partita contro Pontedera, nel primo turno, ha rappresentato un primo ostacolo impegnativo: è stata quella sofferenza a rendere ancora più ristoratore il sollievo di fine partita. Una squadra toscana tignosa, mai doma nella solidità della sua spina dorsale Piana-Caponi-Magrassi, oggettivamente anche sfortunata. Sì, se il focus del giudizio si limita ai novanta minuti di domenica, ai punti meritavano i granata. Ma al di là della rete finale di Manconi che sugella sì la stagione-monstre del milanese ma nulla aggiunge all'effettivo andamento della partita, resta la constatazione che la Celeste abbia costruito il passaggio del turno più all'interno di una saggia gestione del finale di campionato che nel mero tabellino di domenica. Dopo il 3-0 con la Carrarese, a tre giornate dal termine, i seriani erano praticamente già nel cuore dei playoff: non accontentarsi e anzi vincere a Piacenza e a Lecco ha permesso ai ragazzi di Zaffaroni di consolidare quel settimo posto che produce il 66% di risultati favorevoli nella prima parte del cammino playoff. Un vantaggio competitivo che si è rivelato decisivo, così come fu decisivo lo scorso anno, a parti invertite: dodici mesi or sono -come ha ricordato lo stesso Zaffaroni in sala stampa domenica dopo il match- a dominare in campo fu l'AlbinoLeffe, ma a festeggiare il passaggio del turno si confermò un Novara meglio piazzato nella stagione regolare. Un anno e due ondate pandemiche più tardi, i blucelesti hanno aggiunto un altro tassello al loro mosaico di esperienze: così oggi, a studiare tra le pieghe del 4-3-1-2 maremmano, sono proprio Carmine e i suoi fratelli.

Forse ha ragione Manconi a riconoscere [LEGGI QUI] che questa pausa forzata tra primo e secondo turno può togliere ritmo ad una macchina ormai lanciata. Ma è dalla fine di aprile che Zaffaroni sembra aver trovato l'undici ideale, quello che si impara a memoria (e una formazione che si recita a memoria è sempre un buon segno: per chi recita sbeffeggiando il naturale decadimento cognitivo e per i protagonisti della formazione declamata): undici giocatori ovviamente in ottima forma psicofisica (contro i granata sugli scudi soprattutto le due mezzali), eppure un po' di riposo non dovrebbe fare che bene prima di dare tutto contro i maremmani. Quale dei due aspetti, sostanzialmente antitetici, avrà prevalso al triplice fischio finale? Un passaggio di turno difficile, ma possibile. E se anche non fosse, un arcobaleno avrà sempre ragione.