Lecco, il blackout e la confessione di Valente: "Dopo 2-1 Folgore noi paralizzati"
Prosegue la striscia positiva del Lecco, che oggi conquista il quarto risultato utile anche se contro la Folgore Caratese non va oltre il 2-2, coi blucelesti chevanno avanti, poi vengono ribaltati, infine trovano il definitivo pareggio. In sala stampa è quindi giunta la disamina di mister Federico Valente.
Dopo una prima mezz'ora di grande calcio, con il Lecco in vantaggio e capace anche di colpire due traverse nella stessa azione, sono arrivati due errori difensivi macroscopici che hanno permesso alla Folgore Caratese di ribaltare il risultato. La squadra ha rischiato persino di perdere la partita, riuscendo poi a trovare il 2-2. Come ha visto questi due episodi?
"Penso che oggi non bisogna soffermarsi sugli errori, anche perché sono stati evidenti: in due occasioni abbiamo sbagliato una scelta. Sui primi 30 minuti sono d'accordo: per me la partita stava andando nella direzione giusta e l'avevamo preparata proprio in questo modo. Chiaramente, subire il pareggio dal nulla ti taglia un po' le gambe e ti costringe a ricominciare tutto il percorso. Da parte nostra dobbiamo comunque mantenere la tranquillità. Credo che tutti siamo consapevoli del fatto che, per arrivare al gol e rimanere concentrati per tutti i 95 minuti, serva la massima attenzione. Gli errori possono capitare, ma prendere subito gol dopo due errori non è una situazione che si verifica sempre. Significa che abbiamo ancora tanto lavoro da fare, ma non voglio soffermarmi sui singoli. Quando un giocatore sbaglia, un compagno può sempre aiutarlo. Per questo considero comunque positivo aver conquistato un punto. Dopo il 2-1, infatti, non è facile rialzarsi: rimani un po' scioccato, perché non ti aspetti di ritrovarti sotto nel giro di poco tempo dopo essere stato in vantaggio. Non so se tre settimane fa saremmo riusciti a conquistare questo punto: forse avremmo perso la partita. Chi mi conosce sa che manterrò sempre lo stesso atteggiamento: cerco di guardare agli aspetti positivi e di andare avanti. Anche con i cambi siamo riusciti a dare una svolta, tornando a entrare con maggiore frequenza nell'area avversaria. Chiaramente non abbiamo creato tutte le occasioni che mi aspettavo. I ragazzi volevano fare, ma sono stati un po' troppo frettolosi e hanno cercato troppo spesso la giocata verticale, quando forse c'era ancora la possibilità di effettuare un passaggio in più. È un aspetto che analizzeremo e sul quale lavoreremo. Se i tifosi non sono contenti, è comprensibile: tutti vogliono vincere. Anche io, quando non posso essere in trasferta e devo seguire la partita in televisione, vorrei vedere la squadra conquistare i tre punti. Lo vogliamo tutti: io, i giocatori, lo staff e la società. Non mi sembra però corretto mettere sotto accusa la squadra perché non è riuscita a vincere. La settimana scorsa non eravamo campioni del mondo e oggi non siamo diventati una squadra allo sbando. Il lavoro continua. Sono il primo ad analizzare tutto, anche insieme ai giocatori. Chiaramente bisogna imparare a gestire meglio gli errori, soprattutto quando portano a subire un gol. È anche una questione di crescita mentale per i ragazzi. Bisogna riuscire ad andare avanti, perché dopo il 2-1 abbiamo fatto fatica: siamo rimasti quasi paralizzati. Ma il calcio ci ha dimostrato che, se siamo capaci di segnare cinque gol in una partita, possiamo anche realizzarne due negli ultimi venti minuti. Io cerco sempre di ripartire da questi aspetti".
I cambi hanno dato un bell'impulso alla squadra. Oggi, però, sono arrivati un po' più tardi rispetto ad altre occasioni. È stata una scelta legata al fatto che il Lecco stava comunque giocando bene oppure avrebbe potuto essere diverso l'impatto con qualche sostituzione anticipata?
"Sì, abbiamo aspettato perché c'erano due giocatori che accusavano qualche problema fisico e non sapevamo se sarebbero riusciti a proseguire. Era un rischio da valutare. Se avessi utilizzato subito gli slot per le sostituzioni, avrei potuto trovarmi in difficoltà nel finale. Inizialmente, dopo il 2-1, volevo effettuare addirittura quattro cambi contemporaneamente. Ma se avessi fatto tutte quelle sostituzioni e poi fossi rimasto con un giocatore in meno negli ultimi dieci minuti, probabilmente tutti mi avrebbero criticato per averle effettuate troppo presto. È stata quindi una scelta legata alle condizioni della partita e dei giocatori: avevo due situazioni in bilico e non sapevo se entrambi sarebbero riusciti a continuare".
Questa partita sembra confermare le difficoltà del Lecco contro le squadre che si chiudono. La Folgore Caratese ha difeso con un blocco basso e avete faticato a trovare le soluzioni. È il quinto pareggio casalingo e bisogna trovare una strada per superare questo tipo di avversari. Anche i cambi, a mio avviso, sono arrivati un po' tardi: con l'ingresso di Murillo è aumentata la confusione nell'area avversaria e si è visto qualcosa in più. Inoltre, nella ripresa la squadra è sembrata calare fisicamente o comunque d'intensità rispetto al primo tempo.
"Come ti ho detto, il momento in cui è arrivato il gol del 2-1 è stato davvero un colpo alle gambe. Vuoi reagire, ma non è semplice. C'è anche l'aspetto psicologico di essere prima in vantaggio e poi ritrovarsi sotto. Penso che quest'anno non ci fosse ancora capitato di vivere una situazione del genere, anche se in altre occasioni siamo già stati in svantaggio. Non dobbiamo però considerarla una situazione mai vissuta prima, perché i giocatori hanno comunque una carriera alle spalle. Sono momenti nei quali devi fare i conti con quello che è successo: hai disputato un primo tempo nel quale sei riuscito a mettere in difficoltà gli avversari, hai creato occasioni, ma magari non hai trovato il passaggio giusto, hai colpito un palo e una traversa, hai avuto conclusioni da fuori non sfruttate al meglio e poi ti ritrovi sotto 2-1. Devi prima riuscire a metabolizzare quanto accaduto. È proprio su questo aspetto che dobbiamo lavorare: mi aspetto che la squadra riesca a continuare a giocare, perché il calcio ci ha dimostrato tante volte che, anche con venti o trenta minuti ancora a disposizione, si può cambiare nuovamente la partita. È una questione di crescita: dobbiamo imparare a rimanere fedeli al nostro piano di gioco, continuare a cercare le soluzioni e non perdere la nostra identità. Chiaramente, contro una squadra schierata con un 5-4-1 al limite dell'area, non è mai facile trovare gli spazi. Forse avremmo dovuto provare qualche tiro in più da fuori, perché quando gli avversari difendono così compatti c'è sempre una gamba o un ginocchio pronti a intercettare il pallone. Alla fine, però, abbiamo trovato il gol del 2-2. Marcello, spero tu abbia notato che è arrivato proprio da un cross dalla fascia. Non è quindi vero che non abbiamo cercato il pareggio: siamo riusciti a entrare in area e a trovare la conclusione sul secondo palo. Sono contento che abbiamo pareggiato, ma sono anche consapevole che vogliamo ottenere qualcosa in più".
È il quinto pareggio casalingo in sei partite: una vittoria e cinque pareggi. Si può parlare di bicchiere mezzo vuoto?
"Per i tifosi probabilmente sì, e anche io sono del parere che vogliamo vincere. Non deve però trasformarsi in una pressione negativa. Voglio dare la massima fiducia ai ragazzi: qui, in casa, riusciamo a creare occasioni e a proporre un calcio che possa divertire il pubblico. I tifosi ci sostengono per cento minuti, sono sempre al nostro fianco e noi vogliamo vincere le partite, sia in casa sia in trasferta. Dobbiamo continuare a lavorare e a pedalare. C'è però anche un altro dato da considerare: in casa siamo ancora imbattuti. È vero, abbiamo conquistato soltanto un pareggio, ma non abbiamo mai perso davanti al nostro pubblico".
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