Lecco, Valente: "Partita delicata. Murillo pronto, Sidler in crescita. Furrer in Svizzera"
Federico Valente, tecnico del Lecco, analizza in conferenza stampa la sfida di domani al 'Tenni' contro il Treviso.
Mister, partita delicatissima: Treviso torna tra i professionisti dopo 13 anni, giocherà davanti a un grande pubblico. Che gara si aspetta?
«C’è da aggiungere che noi giocheremo fuori casa senza la nostra tifoseria, che nelle ultime due partite - sia in Coppa sia contro l’Arzignano - ci è stata dietro per 95 minuti. Questo ci mancherà, ma deve anche darci una spinta: andiamo nella prima trasferta in uno stadio che ha storia.
Abbiamo preparato la partita guardando le ultime due gare del Treviso, sia quella di Coppa sia quella col Trento, che hanno perso su un eurogol nel finale. È una squadra esperta: ritrovo anche un mio ex giocatore, Odogu, che dà grande riferimento con la sua fisicità. Hanno qualità a centrocampo e sono ben strutturati dietro.
Dovremo fare attenzione alle palle inattive e alle ripartenze: il mister l’avevo già incontrato quando ero al Cittadella, quella partita la ricordo bene. Penso di aver preparato questa gara al meglio possibile».
Avete un attaccante in più, forse uno in meno. Ci racconta Murillo? E come sta Sidler?
«Murillo è un ragazzo alto, sopra il metro e novanta, ma più agile e più “fine” rispetto a Sipos. Viene dal Salisburgo: lì la prima cosa che devi fare è andare a pressare, e lui lo fa a duemila. Ha esperienza internazionale e la sua caratteristica principale è la velocità in profondità.
Se una squadra ti viene a prendere uomo nella tua metà campo, ora abbiamo un giocatore che, se gli metti la palla sopra, va a duemila ed è difficile prenderlo. In area cerca subito il tiro, e questo ci serve: se non tiri, non fai gol.
È arrivato da pochi giorni, ma si è sempre allenato e ha giocato le amichevoli con il Liefering: è pronto per giocare.
Sidler si allena, ma per partire dall’inizio la vedo difficile. L’obiettivo è portarlo in panchina per darci sostegno. In una-due settimane sarà in buona condizione. Non parla le lingue, ma prova a comunicare in italiano: si sta adattando bene».
Furrer è andato via: era titolare fino a domenica scorsa. Cosa è successo? E chi è il suo sostituto ideale?
«Guillaume andava in scadenza. Non è un segreto che l’ho allenato da ragazzino, a Zurigo: abbiamo fatto un percorso importante insieme. Noi, come società, vogliamo il meglio per il giocatore.
È arrivata un’occasione in Svizzera, in una società che punta alla Super League, con un contratto biennale e opzione. Se il ragazzo ha questa possibilità, e se il rinnovo non sarebbe arrivato subito, si parla e si trova una soluzione.
Gli auguro solo il meglio: spero che ritrovi il suo posto in Svizzera.
Al momento, il sostituto non è una punta: giochiamo con una punta».
Come sta la squadra? E Bordoni, nuovo arrivo in difesa?
«La squadra sta bene. Abbiamo fuori solo Davide Grassini, con un problemino, ma non aveva ancora avuto occasione di giocare. Il resto è a disposizione. Hanno recuperato completamente Metlika e Mallamo, che avevano avuto un virus. Sono tutti carichi: domani in rifinitura cercheremo la quadra giusta per andare a Treviso. Bordoni si è allenato fino a due giorni fa col Padova: è in forma. È un vantaggio prendere giocatori che si sono allenati regolarmente. È adattato, vuole capire subito i concetti. I giovani arrivati hanno fame, vogliono migliorare: questo deve darci soddisfazione».
Parker dal primo minuto? Oppure Galeandro prima punta con Fasan dietro?
«Sono tutte possibilità. Nicola Fasan è entrato benissimo, sia accanto a Galeandro sia accanto a Parker. C’è anche la possibilità di Murillo con Fasan, oppure Moutassime alzato sulla trequarti. Sono tutte opzioni che abbiamo studiato. Vediamo domani chi ci darà le risposte in rifinitura. Non cambiamo tutto per un allenamento, ma sono idee che abbiamo dentro di noi: domani ci confronteremo tra staff e giocatori».
Le neopromosse portano entusiasmo. Che partita si aspetta dal Treviso?
«Lo abbiamo visto contro il Desenzano e l’anno scorso contro l’Ospitaletto: le squadre che salgono sono in euforia, va tutto più sciolto. Treviso ambisce a fare qualcosa di importante dopo tanti anni: questo deve darci coraggio per andare lì e fare il nostro gioco. Non sappiamo al 100% come sarà il terreno. Mi aspetto che proveranno a chiudere gli spazi e a cercare Odogwu in ripartenza: con lui la squadra sale e tiene palla. Dobbiamo sfruttare il nostro possesso con pazienza: queste partite ti danno il pericolo di voler imbucare subito. Bisogna capire il campo: se si può giocare dentro o se serve andare fuori. Mi aspetto una partita stretta, che può aprirsi con una palla inattiva. Dobbiamo difendere bene: hanno tanti centimetri. E dobbiamo provare a sfruttare i nostri piazzati. Mi aspetto uno 0-0, con le squadre che provano a sfruttare la prima occasione. Dobbiamo essere furbi e chiudere le loro ripartenze».
Perché Parker non ha giocato le prime due? E pensa a una prima punta “vera” o ai due falsi nove?
«Su Sean era una decisione più di non possesso che di possesso: sulla pressione. Non che non pressi, ci mancherebbe, ma è meno la sua caratteristica rispetto a Furrer o Galeandro. Il primo difensore è l’attaccante: se vogliamo andare a duemila, abbiamo bisogno di questo. Contro l’Arzignano volevo metterlo prima, ma avevo già usato uno slot: lo staff mi ha ricordato che non avrei potuto fare altri cambi in caso di crampi o rosso. Per questo non è entrato prima. Contro il Desenzano volevamo pressare la loro prima linea, perché palleggiano. Contro l’Arzignano dovevamo essere noi a fare pressione. Abbiamo fatto bene nel possesso, ma possiamo entrare di più nella zona di pericolo: c’è da migliorare. Contro un 5-3-2 forse c’è più spazio fuori: devi isolare un lato e attaccare dall’altro. Vediamo domani il match plan».
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