Renate, Foschi: "Atteggiamento da rivedere. Mercato? Fortuna che finisce"

Forse ancora per il retrogusto amaro di quell'uscita playoff, sempre per mano della Giana Erminio. Forse perché quei 60 punti della scorsa stagione regolare chiedono in qualche modo di essere confermati. Forse perché, molto semplicemente, è stato un Renate non pervenuto per quasi un'ora di gioco. Ed è così che, per questa volta (finalmente!) forse non si dice "si riparte dalla reazione finale" ma, a chiare lettere, si dice "si riparte dall'atteggiamento del primo tempo", lavorando affinché questo atteggiamento non si verifichi più. E' un Luciano Foschi realista e crudo come, a volte, deve essere un padre quello che si presenta in sala stampa dopo l'1-1 acciuffato per i capelli grazie ad una invenzione del nuovo acquisto Anelli. La prima conferenza stampa post-partita a Meda è ricca di temi: dal Renate che non vuole più rivedere al Renate che vorrebbe rivedere di più, fino al mercato inutilmente prolisso che distrae, illude, confonde.
"La prestazione per 70 minuti non mi è piaciuta, partiamo da qui" esordisce in sala stampa il tecnico laziale. "Troppi giocatori sottotono, dovevamo palleggiare di più e lo abbiamo fatto solo dopo essere andati in svantaggio. Mi è piaciuto invece l'atteggiamento dopo il pari: i ragazzi non hanno mollato e hanno anche cercato il bottino pieno. Siamo riusciti così a recuperare una partita che per un'ora abbondante ci ha visti oggettivamente in difficoltà. Quello è uno spirito che mi fa ben sperare, il problema è che non possiamo avere quello spirito solo a venti minuti dal termine della partita. Senz'altro chi è entrato (Anelli, Ghezzi e Spalluto in particolare, ndr) ha contribuito ad alzare i ritmi della partita, ma ad ogni modo mi aspetto che tutti, fin dal primo minuto, aumentino i giri a livello di gambe e e di idee. Quest'anno la parola d'ordine è "concorrenza": oggi (ieri, ndr) ho lasciato fuori Calì ed è una scelta non facile, a Zanica qualcuno che ha fatto meno bene non è detto che trovi ancora una maglia da titolare. Io lo dico sempre: le scelte le fanno i giocatori, non le faccio io. Sta a loro stabilire se la domenica successiva giocano dal primo minuto o meno. Io sono contento della rosa che ho a disposizione: per esempio, parlando dell'attacco visto che me lo chiedete, Karlsson mi piace innanzitutto per l'atteggiamento negli allenamenti, ma anche Spalluto ha dimostrato oggi (ieri, ndr) di voler far bene e Anelli ha fatto vedere anche solo con quel gol di avere una buona personalità. Tra l'altro con due punte di peso abbiamo apprezzato più profondità e questo è un elemento che mi porto a casa anche per il futuro. Mi dispiace solo che, quando siamo in casa, sembriamo timorosi, seduti, scegliete voi il termine che ritenete più opportuno. Qui, contro la Giana Erminio, non si tratta di aver giocato male, si tratta di non aver proprio giocato per gran parte della gara e questo non va bene. Su questo dobbiamo lavorare, ma la soluzione va trovata anche in fretta perché il campionato è già cominciato. Speranze dall'ultimo giorno di mercato? Sì, sono semplicemente contento che lunedì finisce tutto: non se ne può più, con il mercato aperto si lavora male".
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