Trento, Tabbiani si gode il Briamasco: "Il nostro stadio sta diventando un fortino"
Ancora imbattuto in campionato, ma reduce dal pari ad occhiali di Ospitaletto, il Trento se la vedrà domani in casa contro un AlbinoLeffe reduce dal successo sulla Pergolettese e da due pareggi di fila. La sfida è stata presentata in conferenza stampa da mister Luca Tabbiani.
Mister, come arriva il Trento alla sfida casalinga contro l'AlbinoLeffe?
«Arriviamo bene, come sto dicendo da diverse settimane, perché stiamo attraversando un buon momento e le cose stanno andando nella direzione giusta. Stiamo riuscendo a fornire prestazioni di livello. È stata una settimana piena di lavoro, nel senso che abbiamo potuto sfruttarla interamente senza impegni ravvicinati. Siamo riusciti a reinserire anche un po' di lavoro fisico che, giocando ogni quattro o cinque giorni, diventava più difficile da svolgere. Abbiamo lavorato bene e siamo pronti ad affrontare una sfida difficile per tanti aspetti, ma anche molto affascinante. Giocare in casa ci sta regalando tante soddisfazioni e dobbiamo continuare su questa strada».
Guardando anche agli altri risultati del girone, nel confronto tra Brescia e Arzignano preferirebbe una vittoria di una delle due squadre?
«Sinceramente è una domanda a cui non avevo pensato e mi coglie un po' impreparato. È normale seguire le altre partite e avere interesse per quello che succede nel girone, come è normale che anche le altre squadre guardino ai nostri risultati. Però credo che in questa fase della stagione sia ancora presto per fare certi ragionamenti. Fino a febbraio o marzo bisogna soprattutto pensare a fare punti per conto proprio. In base al bottino che riuscirai a costruire, poi capirai quali squadre resteranno in corsa per determinati obiettivi. Oggi conta molto di più quello che facciamo noi. Più avanti magari guarderemo anche gli altri risultati con un interesse diverso, ma adesso la priorità è mantenere continuità, solidità e lo spirito che i ragazzi stanno dimostrando di avere».
In settimana ha provato diverse soluzioni. Sta pensando a qualche cambiamento rispetto all'ultima partita?
«I punti di riferimento li ho perché i ragazzi me li hanno dati sul campo. In questo periodo abbiamo avuto diverse assenze, ma la squadra non ne ha risentito particolarmente perché tutti si allenano sempre con grande serietà e si fanno trovare pronti. In questo momento la situazione più delicata riguarda il ruolo del terzino, dove dobbiamo valutare il minutaggio di Fiamozzi e Muca. Sappiamo che possiamo alternarli oppure utilizzare Aucelli in quella posizione, eventualmente spostandolo anche in mezzo al campo. Per il resto dobbiamo valutare anche lo sviluppo della partita nei novanta minuti e capire quali possano essere le soluzioni migliori a gara in corso».
Quanto conta avere più alternative a disposizione?
«Moltissimo. Abbiamo recuperato due giocatori e la prossima settimana ne recupereremo altri due. Più soluzioni hai, più possibilità hai di incidere durante la partita. In questo momento, però, è l'ultimo dei miei pensieri, perché ho la sensazione che chiunque venga chiamato in causa riesca a garantire una prestazione di alto livello. Nel nostro gruppo c'è già una mentalità importante. Oggi bisogna ragionare su una rosa di almeno sedici giocatori pronti a essere protagonisti, perché con cinque sostituzioni le partite possono cambiare in qualsiasi momento».
Che tipo di avversario sarà l'AlbinoLeffe?
«Mi aspetto una partita difficile. L'AlbinoLeffe è una squadra molto organizzata e particolarmente attenta nella fase di non possesso. A volte aspetta più bassa, altre volte viene a prenderti più in alto, ma la sua caratteristica principale è la capacità di ripartire velocemente. Abbiamo mostrato ai ragazzi le loro transizioni e credo che una delle chiavi della partita sarà proprio limitare le loro ripartenze. Noi attacchiamo con molti uomini e quindi dovremo essere particolarmente attenti nelle transizioni difensive, sia nel ripiegamento degli attaccanti sia nell'organizzazione delle coperture preventive da parte dei difensori».
Contro l'Ospitaletto siete riusciti a neutralizzare una squadra con caratteristiche simili. Può essere un precedente utile?
«Sì, perché anche l'Ospitaletto aveva alcune caratteristiche simili. In quella partita i ragazzi hanno lavorato molto bene sia nella riaggressione sia nelle coperture preventive. Di fatto non abbiamo consentito agli avversari di sfruttare una delle loro armi migliori. Dovremo essere altrettanto bravi contro l'AlbinoLeffe. Ci siamo preparati per questo e credo che la squadra abbia tutte le qualità per interpretare bene la gara».
Al Briamasco il rendimento sembra superiore rispetto alle trasferte. Si è dato una spiegazione?
«I numeri dicono questo, anche se bisogna fare una riflessione. In casa abbiamo vinto due partite all'ultimo minuto che avrebbero potuto anche finire in pareggio, mentre fuori abbiamo ottenuto due pareggi in gare che avremmo potuto anche vincere. È vero però che davanti al nostro pubblico siamo molto esuberanti, propositivi e probabilmente riusciamo a creare qualcosa in più. Credo che una parte del merito sia anche dell'ambiente che si respira allo stadio. La curva è sempre più piena, c'è entusiasmo e questo aiuta la squadra».
Quanto pesa il fattore Briamasco nella crescita del Trento?
«Pesa molto. I ragazzi stessi dicono che affrontarci per novanta minuti al Briamasco è complicato. Sono frasi che fanno piacere perché significano che entriamo in campo con la convinzione di voler dimostrare il nostro valore e rendere felici le persone che vengono a sostenerci. È una sensazione positiva e mi piace pensare che il nostro stadio stia diventando un fortino. Detto questo, dobbiamo continuare a crescere anche in trasferta. Le prestazioni fuori casa non sono negative, ma c'è ancora margine per fare un ulteriore salto di qualità. E il fatto di avere ancora aspetti da migliorare è una buona notizia, perché significa che possiamo crescere ulteriormente».
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