Trento, Tabbiani: "Vietato avere cali di tensione se vogliamo restare in vetta"
Prosegue il percorso netto del Trento, che mantiene la propria imbattibilità e vince di misura contro la Folgore Caratese dopo due pareggi consecutivi. In sala stampa c'è quindi la disamina di mister Luca Tabbiani che parte lodando la società per la nuova Itas Sky Lounge, sede della sala hospitality e della sala stampa nel nuovo stadio Briamasco.
Mister, come commenta questa preziosa vittoria?
«Prima di parlare della partita vorrei dire due cose. Da quando sono arrivato qui ho visto ogni anno qualcosa di nuovo. Siamo partiti dal campo sintetico, poi è arrivata la palestra. Nel frattempo lo stadio è stato avvicinato al terreno di gioco, creando un ambiente più bello sia per chi lavora in campo sia per chi assiste alle partite. Oggi (ieri, ndr), inoltre, ho visto per la prima volta completata questa nuova struttura e devo dire che, per la Serie C, abbiamo davvero tante cose belle. A volte ci si concentra soltanto sul risultato, ed è giusto così, però credo sia doveroso sottolineare anche la crescita continua di questa società, che in questi anni ha dimostrato di voler migliorare costantemente. E di solito le cose vanno di pari passo. La seconda cosa riguarda Ettore (il collaboratore tecnico Guglieri, colpito da un grave lutto famigliare, ndr). A nome mio, dello staff e dei ragazzi, voglio dedicargli questa vittoria. Ha vissuto un momento importante e delicato a livello personale. Per me non è soltanto un collaboratore, ma un grande amico. Se oggi alleno tra i professionisti, gran parte del merito è anche suo. Ho sempre detto che ho allenato volentieri dove c'era lui nello spogliatoio, perché ha sempre portato educazione e valori nelle società in cui ha lavorato. Nonostante il periodo particolare che sta attraversando, domenica era con noi a Milano e credo sia giusto dedicargli questo successo».
E sulla partita?
«Per circa 25-30 minuti abbiamo fatto male. Loro andavano molto forte, mentre noi viaggiavamo a un ritmo inferiore rispetto alle nostre possibilità. Però mi tengo stretta la reazione della squadra, perché quando si inizia una partita in quel modo spesso la si finisce allo stesso modo. Invece siamo cresciuti nel finale del primo tempo e nella ripresa abbiamo disputato una gara molto positiva. Sono contento per il risultato e per come è arrivato. Detto questo, non dobbiamo nemmeno pensare di poter avere cali di tensione come quelli della prima mezz'ora. Se vogliamo disputare un campionato di alto livello, dobbiamo sbagliare il meno possibile. Per restare nelle posizioni di vertice servono tante vittorie e bisogna perdere pochissimo. La concentrazione deve essere sempre al massimo. Come dico spesso, però, la capacità di reagire alle difficoltà è un valore importante. I miei ragazzi oggi lo hanno dimostrato e sono molto soddisfatto di come hanno saputo reagire a un avvio incerto».
Aveva detto che poteva essere la serata di Grossi, ma ha scelto ancora Fossati. Una decisione legata alle garanzie che le offre il giocatore?
«Spero che Jacopo si fidi di me. Ho grandissima fiducia in lui e capisco che in questo momento stia trovando poco spazio. Però questa era una partita particolare: c'era stato un cambio di allenatore (da Belmonte a Guidi, ndr) e non avevamo indicazioni precise su come gli avversari avrebbero interpretato la gara, su come sarebbero venuti a prenderci, su come avrebbero sviluppato la manovra e sul sistema di gioco che avrebbero adottato. Posso anche pensare che nella prima parte abbiamo sofferto perché dovevamo capire cosa stesse accadendo in campo. Fossati e Benedetti sono due giocatori molto intelligenti, con grande capacità di lettura delle situazioni, e la mia scelta è stata legata proprio a questo aspetto. Grossi è un ragazzo che sono certo ci darà una grande mano. Sta crescendo e si sta allenando bene. Non è una frase fatta. Sarà mio compito dimostrare concretamente la fiducia che ho nei suoi confronti, altrimenti le parole lasciano il tempo che trovano. In questa partita, però, ho ritenuto opportuno fare altre scelte. Su Fossati non sono completamente d'accordo con la critica. Ha disputato una gara generosa, lavorando molto anche in fase difensiva. Nel primo tempo ha trovato poco spazio perché loro ci hanno affrontato in un modo che non avevamo previsto e che non avevamo preparato durante la settimana. Con il passare dei minuti è cresciuto, è entrato maggiormente nel vivo della partita e abbiamo trovato più geometrie anche grazie al suo contributo».
L'unica nota negativa sembra essere l'infortunio di D'Intino. Ha già qualche indicazione?
«Per il momento no. Ha avvertito un fastidio all'adduttore durante un passaggio. È un ragazzo giovane e anche lui non ha ancora ben chiaro cosa abbia sentito. Oggi non è stato nemmeno visitato in maniera approfondita dai fisioterapisti. Adesso avremo due giorni di riposo e quando rientreremo, mercoledì, avremo sicuramente un quadro più preciso. La situazione si aggiunge a quella di Fiamozzi, che valuteremo in settimana, mentre Muca deve ancora ritrovare la migliore condizione e oggi non aveva novanta minuti nelle gambe. Detto questo, abbiamo dimostrato di saper sopperire alle difficoltà. Aucelli, per esempio, è un ragazzo straordinario dal punto di vista caratteriale. Si è adattato improvvisamente al ruolo di terzino, che tra l'altro non ama particolarmente, e lo ha interpretato molto bene. La forza di una squadra nasce proprio dalla disponibilità di tutti a mettersi al servizio del gruppo, anche in ruoli o situazioni a cui non sono abituati. Oggi questo è stato un aspetto molto positivo. In settimana dovremo capire come stanno D'Intino, Fiamozzi e Muca per preparare al meglio la gara di lunedì sera. Dovremo arrivarci pronti perché c'è anche da migliorare il nostro rendimento esterno. È vero che non abbiamo mai perso fuori casa, ma paradossalmente abbiamo avuto più occasioni di vincere in trasferta che in alcune partite casalinghe. Ci manca ancora quell'ultimo passo. Andiamo avanti step by step, continuando a crescere, che è quello che vogliamo fare».
Ladisa sembra sempre più leader della squadra. Qual è la sua valutazione?
«Per me Ladisa è un ragazzo con prospettive molto importanti. Già nei sei mesi passati insieme lo scorso anno mi aveva impressionato. Se andate a rileggere le interviste dell'epoca, avevo già detto che lo consideravo molto maturo. Proviene da una famiglia di grandi sportivi e questa cultura si vede. Ha un'indole speciale, è un ragazzo serio, positivo, bello da allenare. Abbiamo fatto di tutto per riportarlo qui e non è stato semplice. Il Venezia aveva le proprie valutazioni da fare, ma lui ha spinto per tornare da noi e questo per noi è stato molto importante. Le assenze, in questo momento, contano relativamente perché sta facendo talmente bene da meritare il posto che si è conquistato. Quello che deve capire è che la continuità è fondamentale. È giovane, ma deve imparare a non staccare mai. Oggi ha segnato, ma secondo me ha ancora margini enormi. Può fare più gol e può fornire ancora più assist. È un giocatore importante per il Trento e siamo molto contenti di essere riusciti a riportarlo con noi. Deve continuare a lavorare come sta facendo e soprattutto mantenere il livello di rendimento che ha mostrato dall'inizio della stagione».
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