Ascoli, Tomei: "Siamo stati in grado di sporcarci le mani e di adattarci"
L'Ascoli si qualifica alla finalissima playoff dopo aver vinto per 4-0 in casa contro il Catania e perso nella città etnea per 2-1. "Sapevo benissimo che sarebbe stata una partita così. Conosco l’ambiente, conosco la squadra avversaria e il mister. È una squadra molto forte, con grandissima fisicità. Noi ci aspettavamo questa partita e l’avevamo preparata sotto questo punto di vista - ha esordito in sala stampa mister Francesco Tomei. - Per noi è un po’ anomala, perché non siamo abituati a fare partite di pura fisicità: non abbiamo tanta fisicità e abbiamo un altro DNA, fatto di palleggio e dominio del gioco. Però ci sono partite, soprattutto in queste occasioni, in cui devi avere l’elasticità di adeguarti senza perdere la tua identità. Infatti il primo gol lo abbiamo preso proprio perché siamo abituati a costruire dal portiere. Sappiamo che a volte può succedere. La cosa che mi è piaciuta è che siamo stati in grado di sporcarci le mani. Soprattutto nel secondo tempo il Catania ha messo una struttura con due punte, seconde palle, fisicità e attacchi in profondità. Sapevamo di dover reggere il più possibile, ma allo stesso tempo, quando recuperavamo palla, di poter far male. Nel primo tempo D'Uffizi, Alagna e Guiebre (con Dini autore di grandi parate) hanno creato occasioni. Nel secondo tempo è continuata sulla stessa falsariga. Abbiamo fatto cambi per aumentare la fisicità e siamo stati bravi a capitalizzare le situazioni favorevoli, soprattutto quando il Catania è dovuto venire avanti. Non mi resta che fare i complimenti ai ragazzi e al Catania, che è stato un avversario veramente forte. Nel computo dei 180 minuti secondo me i ragazzi hanno meritato la finale".
Del Sole ha potuto essere impiegato dal primo minuto: "Nando stiamo cercando di recuperarlo. Sicuramente non ha il ritmo partita, però le valutazioni vanno fatte a 360 gradi: con il risultato abbastanza importante dell’andata, in ottica minutaggio ed energie. Silipo e Gori avevano speso tanto, abbiamo cercato di tutelarli e di dare minutaggio e ritmo partita a chi aveva giocato di meno. Lo stesso Milanese è partito dall’inizio. Sapevo che durante la partita chi entrava (Oviszach, Gori, Silipo, Ndoj e Corradini) ci avrebbe dato energia per reggere. Era diventata una partita verticale, di seconde palle e fisicità. Non è il nostro tipo di partita, ma come nella vita bisogna essere elastici. L’adattamento è la cosa che salva. Ho detto ai ragazzi che è la prima e l’ultima volta, però a volte bisogna adattarsi".
"Nonostante l’entusiasmo, sono stato molto low profile. Conosco il calcio e questi ambienti: quando vieni a giocare qui non è una partita come le altre, ti giochi tanto e può succedere di tutto. Se prendi il terzo gol (come sul palo di D'Ausilio) la partita si complica. Gli episodi possono spostare tutto. Detto questo, non bisogna perdere identità e DNA, ma a volte adattarsi ci può stare. Faccio i complimenti ai ragazzi perché non era facile reggere botta. Siamo stati bravi: al di là dei due gol, Samu non ha dovuto fare tantissime altre parate. Abbiamo retto bene l’urto".
Alagna nel corso dei 90 minuti ha giocato praticamente in tre ruoli diversi: terzino, esterno e a tratti trequartista: "Noi siamo una squadra fluida, relazionale e posizionale, ci muoviamo negli spazi. Quando Alagna non ha fatto gol ho rosicato tantissimo, perché in quel momento avevamo Guiebre trequartista e Alagna prima punta: sono due terzini! Questa è una soddisfazione enorme per me. Io alleno proprio per vedere queste situazioni e per vedere i ragazzi giocare a calcio. Lì mi è dispiaciuto che non abbia segnato, sarebbe stato un bel manifesto di calcio. Adesso lo metteremo in punizione, ma per il resto va bene così".
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