Ds Ascoli: "Da catanese gara emotivamente molto intensa e dura"

Ds Ascoli: "Da catanese gara emotivamente molto intensa e dura"TMW/TuttoC.com
Matteo Patti
Oggi alle 11:15Girone B
di Valeria Debbia

Con il risultato di ieri sera a Catania, l'Ascoli ha centrato l’obiettivo finale playoff, dopo un doppio confronto avvincente: "All’andata abbiamo meritato la vittoria. Oggi (ieri, ndr) è stata una partita bella, combattuta e maschia, proprio come ce l’aspettavamo. Venire a giocare a Catania, lo dico da catanese, non è mai semplice" ha esordito in sala stampa il direttore sportivo bianconero Matteo Patti.

L’avversario in finale sarà il Brescia, una sfida d’altri tempi. L’Ascoli tornerebbe a giocare gare di grande rilievo dopo anni: "Quando arrivi a questo punto sono tutte squadre forti e importanti, come lo era il Catania oggi. Ascoli e Catania, guardando le loro statistiche, distano veramente poco tra campionati di Serie A e Serie B. Sono due piazze eccezionali e stupende, che ti riportano indietro nel tempo agli scontri della massima serie. La prossima partita sarà sicuramente dello stesso livello".

Tornando alla gara di oggi, non c’è nulla che non abbia convinto il dirigente bianconero: "Sinceramente no. È normale che ognuno veda le cose a modo suo. Il Catania può rammaricarsi per il palo, noi per due azioni a tu per tu nel primo tempo che non siamo riusciti a concretizzare. È stata una partita bella, combattuta e molto equilibrata tra due squadre forti".

Uno degli aspetti positivi è che in quattro gare di playoff l'Ascoli abbia preso un solo cartellino giallo. Questo permette di arrivare in finale con un’ampia scelta di giocatori: "Noi siamo una squadra propositiva, che cerca sempre di giocare a calcio. Non è nelle nostre caratteristiche essere spesso ammoniti. Quindi non è un vantaggio, ma è un dato di fatto che accogliamo con piacere".

Ma il presidente Passeri è contento? "Il presidente è contentissimo. È uno che vive le partite in maniera viscerale. Qui non era facile, ve lo assicuro. Conosco bene questo ambiente e so cosa significa giocare a Catania. Nonostante il 4-0 dell’andata, uscire da qui non era per niente scontato".

Come evidenziato Patti è catanese: "Che sensazioni mi ha lasciato questa sfida? Nel mio lavoro ci metto tantissima passione e vivo le cose in maniera viscerale. Forse anche per la giovane età mi porta a trascurare famiglia e figli. Mi innamoro del posto in cui sto e di questo popolo ascolano, che è fantastico e ti dà un trasporto eccezionale. Oggi però mi hanno messo veramente a dura prova, perché Catania non l’ho scelta: ci sono nato, è il mio sangue. È come se avessi la moglie (l’Ascoli) e la mamma (il Catania). Sono felice per il mio futuro con l’Ascoli, ma dall’altra parte ho lasciato un po’ indietro la mia “mamma” calcistica e mi dispiace. È stato emotivamente molto intenso e duro da affrontare".

Ora la finale: "È una partita importantissima. Come dicevo prima, anche questa lo era, perché affrontare il Catania nei playoff è sempre complicato. La finale contro il Brescia sarà una partita con le stesse emozioni. La posta in palio è altissima. Da domani cominceremo a prepararci per dare il massimo".