Latina, perché il vantaggio non basta: i numeri spiegano i pareggi

Latina, perché il vantaggio non basta: i numeri spiegano i pareggiTMW/TuttoC.com
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Oggi alle 14:40Girone B
di Laerte Salvini
Il Latina passa in vantaggio ma non chiude le partite. Possesso, cross e occasioni create: i numeri spiegano le difficoltà della squadra di Volpe.

Tutto nasce da un angolo. Quello che la Sambenedettese si guadagna a metà ripresa, secondo la cronaca da una posizione di fuorigioco palese, e che diventa il passaggio decisivo del pomeriggio: sponda aerea di Sgarbi sul secondo palo, scivolata di Zini, 1-1. Rete prima annullata, poi convalidata. A San Benedetto del Tronto il Latina si ferma lì, dopo essere passato in vantaggio all'ottavo minuto con il colpo al volo di De Cristofaro e aver tenuto la partita in mano per quasi un'ora.

Era la gara che i nerazzurri volevano: pressione alta, gioco sulle fasce, una Samb che dalle parti di Mastrantonio si affaccia solo da palla inattiva. Il bis è stato cercato a lungo. Ancora De Cristofaro al 12', il destro a giro di Tomaselli al 19', gli inserimenti di Calabrese a cui mancava l'ultimo passaggio, Ercolano che sceglie la conclusione invece di servire Baez libero, la parata di Krapikas sul colpo di testa ravvicinato di Bruscagin. Poi i cambi di D'Alesio, l'ingresso di Zini e una partita che cambia padrone senza che nessuno se ne accorga in tempo. Il punto è il primo in trasferta della stagione, ma lascia l'amaro di sempre, con una dinamica che ricorda quella dell'Ostiamare: vantaggio, controllo, sponda, gol.

Per capire se è sfortuna o qualcosa di più strutturale bisogna guardare i numeri, che raccontano una squadra a due facce. Quella che costruisce c'è: 52% di possesso medio (17° su sessanta squadre di Serie C), 7,3 cross precisi a partita (terzo dato del campionato), 47 calci d'angolo battuti. Il Latina arriva sul fondo e mette palloni in area. È la fase successiva che si inceppa. 0,9 gol a partita sono il 53° dato della categoria. Le grandi occasioni create sono 12, il 52° dato, e 7 di queste sono state sprecate. Dei 4,5 tiri in porta a gara, nessuno viene da calcio piazzato: un solo gol su palla inattiva in stagione, 52° posto, nonostante gli angoli. Si costruisce abbastanza per passare avanti, mai abbastanza per stare tranquilli.

Dall'altra parte il quadro è speculare ma più sottile. Mastrantonio è il portiere meno impegnato di tutta la Serie C: 1,5 parate a partita, ultimo dato su sessanta. Eppure il Latina subisce 1,3 gol a gara (29°) e ha chiuso la porta inviolata soltanto due volte. Gli avversari tirano poco, ma quando lo fanno spesso trovano il bersaglio, e spesso da fermo: tre i gol subiti su palla inattiva. Anche i numeri difensivi dicono di una squadra che non si sporca le mani: 13,8 contrasti a partita (50°), 20,5 respinte (45°). Basta un angolo, magari guadagnato in modo discutibile, a rimettere in discussione una partita che sembrava indirizzata.

Ecco allora cosa sono, davvero, questi pareggi. Non pura sfortuna, e nemmeno solo disattenzione. Sono la fotografia di una squadra con un'identità riconoscibile, che gioca bene a tratti e che si regge su equilibri sottili: un gol di margine, poche occasioni concesse, un'unica crepa sulle palle ferme. Basta che quella crepa si apra una volta perché il risultato torni in parità. Volpe ha le idee, gli esterni e i palloni in area. Gli manca il secondo gol, quello che trasforma un vantaggio in una partita chiusa. Finché non arriva, ogni 1-0 resta una promessa a termine.